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Il pretesto è la buca ma parliamo anche di trascuratezza in generale

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IL DOPOGUERRA E' FINITO DA TEMPO
MA LE STRADE LO RICORDANO ABBASTANZA
Grave la situazione a Nardò e marine

 

Ma perché abusare della pazienza dei cittadini di Nardò? Perché prenderli in giro? Diteci, a chi dovranno rivolgersi, sperando che qualcuno li ascolti? Il problema del dissesto delle strade di Nardò e marine sta superando ogni livello di guardia. Si può dire, una vergogna non solo di oggi , trattandosi di una questione che è stata più volte rappresentata, sino allo sfinimento. E succedono anche cose curiosissime e bizzarre.

Da una parte c'è chi, pensate, talvolta se la prende persino col cronista "reo" di non picchiare forte su chi di dovere (tradotto: su chi dovrebbe intervenire), dall'altra però sono gli stessi a essere in preda a frustrazione, perché hanno pure protestato, hanno detto la loro e riferito. Amen. Non è successo niente. Qualcun altro ancora, pensa di potersi "raccomandare: "quella" strada dove abita – giura – non ha mai visto intervento "umano". E ci abita da trent'anni. Un'altra cosa, che ha poi dell'inverosimile, è quella della lamentela e preoccupazione dell'amministrazione comunale, perché chiamata a pagare centinaia di migliaia di euro (notizia vera, riferita dagli organi di stampa) a cittadini che sono incappati in buche con moto e auto (anche a piedi bisogna fare molta attenzione, se bisogna riferire di un ragazzo che ha subito la frattura della gamba a causa di marciapiede divelto e mai rimesso a posto). Con quella notevole cifra, che il Comune dovrà sborsare, avrebbero fatto bene a mettere riparo alle strade. A tempo debito, però evitando, quando succede, la solita "incipriatura" di bitume per coprire una buca di qua e una di là. E con la pioggia che presto si porta tutto via.

La "geografia" di tanta scelleratezza riguarda l'intero territorio comunale. E desta sorpresa che l'allarme non sia partito da chi pure dovrebbe "sovrintendere" alla sua gestione. Perché, poi, per conseguenza, è una questione di sicurezza. L'hanno fatto, invece, associazioni come la meritoria "Alla Conquista della Vita" del presidente Walter Gabellone, che da sempre mette in guardia sulla pericolosità di tante strade. Lo stesso "Osservatorio della Città" di Paolo Marzano spesso è intervenuto anche su questo argomento. I cittadini si chiedono quanto conti il Comando della Polizia Municipale se non riesce a farsi sentire. Alla fine, poter consigliare agli amministratori un giro a piedi, moto o auto (scelgano loro) per accorgersi dello scempio che c'è in giro.

Questo richiamo non può poi non riguardare l'assessorato al ramo, i Lavori Pubblici, se anche loro vengono meno a quanto dovuto. Volendolo bloccare immediatamente sulla possibile obiezione, fatta di fondi, di tempi, di piani. E' la solita litania. Se le strade non sono praticabili (si arriva sino a questo punto!) è bene intervenire. Ma lo potranno fare solo conoscendo il problema, perché c'è il sospetto che lo sottovalutino e finanche non lo conoscano. Forse c'è troppa burocrazia in giro, altrimenti non si spiegherebbe questo stato di cose.

E viene in mente lo schifo della spiaggia di Santa Caterina nella settimana di Pasqua, lasciata sporca sino all'inverosimile. Tante chiacchiere sul turismo di casa nostra eppoi arrivare al mare e voltarsi dall'altra parte. Quei turisti che sono venuti a trovarci ci sono rimasti male e il sottoscritto che li accompagnava non sapeva cosa dire. Anche in questo caso, a chi competeva dare una pulita alla spiaggia? Al concessionario, certo, ma in sua assenza qualcun altro doveva pensarci.

Ma torniamo on the road, sempre nelle marine, per dire della sventratura di tante strade per l'impianto di metanizzazione. Opera utile, certo, ma anche le strade lo sono, per il fatto che continuano a essere percorse. Ebbene, c'è tanto da dire e da contestare. Il ripristino manca semplicemente, con le strade che ora hanno assunto sezioni pericolose di dislivelli, asfalto grigliato, dadaista, slabbrato, sminuzzato, tombini di ghisa "a vista".

Qualche domanda: di quale Impresa stradale stiamo parlando? Cosa dovrà ancora fare (supposizione) detta Impresa per il ripristino? Ci sono stati controlli sul "capitolato d'appalto" e se sì quando e in che modo? Sta di fatto che ora è tutto un pericolo. Vi segnalo un paio di percorsi di guerra: l'uno da Santa Maria al Bagno verso Mondonuovo (detta "la strada dei tombini"), l'altro da Santa Caterina salendo verso via Micca e, quindi, Cenate. Pessima strada, ancora, abbandonata da sempre, la via Santa Maria al Bagno, dalla Villa De Benedittis sino alla ex Casa Famiglia, via Lissandri e così via.

Cari lettori, lo so di aver lasciato decine e decine di situazioni pericolose, ma l'elenco prenderebbe l'intera pagina. Anche a Nardò città, in fatto di asfalto, si sobbalza abbastanza. Semmai, ciascun lettore potrà farsi la lista dei suoi "Preferiti". Una cosa è certa: da tutta questa vicenda emergono manchevolezze e responsabilità precise. L'unica cosa da fare è quella di evidenziarle.

Occorre una migliore catena di regia soprattutto in materia di lavori pubblici e ciascuno si accinga a fare la sua parte. Si deve anche il giusto rispetto ai cittadini che talvolta si lusingano (con le elezioni alle porte), ma più spesso si bistrattano. Dovendo anche ricordare che, se i doveri sono doveri, i diritti lo sono altrettanto e partendo da questo postulato si farà di tutto perché gli stessi abbiano il giusto riconoscimento.

Luigi Nanni