NARDO' - L'articolo procurerà qualche malumore. Ma è giusto che sia così. Quello che l'autore descrive non trova giustificazione. Non è il solo a dirlo ma la figura del sindaco (in generale) comincia a mostrare la corda. La soluzione qual è? Maggiori poteri, più risorse?
QUANDO I SINDACI NON SENTONO. E NON VEDONO
(ALLARME SU UNA FIGURA ISTITUZIONALE CHE COMINCIA A MOSTRARE LA CORDA)
Sono fortunate le comunità che hanno un buon sindaco. A loro basta e avanza (non potendo avere un genio), che assicuri l’ordinaria amministrazione e rifugga da questa casistica: i distratti, i presuntuosi e, soprattutto, gli incapaci.
Guai, poi, quando un sindaco si sente onnipotente, cadendo nel ridicolo. Negli ultimi tempi, sempre più spesso (l’ambito è quello salentino), il barometro segna brutto tempo nel rapporto tra sindaco e cittadini e con questo a voler significare che forse questa figura comincia a mostrare la corda. Ovviamente non si tratta soltanto del ruolo del sindaco, poiché talvolta nel marasma in cui viene gettata la comunità, è compartecipe la sua stessa maggioranza. In questo caso, diremmo che si tratta di una squadra poco coesa. Per non dire di peggio. Di esempi ne abbiamo a bizzeffe (i maligni staranno pensando che forse alludo a Nardò e alle prossime elezioni comunali. No, parlo in generale).
Anche perché, stavolta, la staffetta passa a Galatone, nel suo agro, davvero a qualche centinaio di metri da Nardò. Davvero non vogliamo esagerare, ma in quell’area è possibile scoprire una discarica a cielo aperto, una sorta di “terra dei fuochi” in salsa galatea e salentina più in generale. Per i forestieri, si è contigui all’area delle discariche (Castellino e Rei) e del trituratore. Quando avrete dieci minuti di tempo vi invito a recarvi dalle parti della discarica di Castellino e più precisamente nei pressi del ponte di collegamento della Statale n.101 Lecce-Gallipoli. Non crederete ai vostri occhi. Da parte mia osservo la cosa da molto tempo frequentando saltuariamente la zona (è tranquilla e pertanto adatta per una camminata). Subito s’impone l’osservazione: a che serve un sindaco che non sente e non vede (da anni) lo sconquasso del suo territorio?
Ovviamente l’invito a recarsi nei pressi del ponte è rivolto anche a lui e alla sua squadra. Cosa vedrebbero?
Onduline di amianto, tubi di plastica per irrigazione (diverse centinaia di metri); elettrodomestici: frigoriferi, radio e televisori; travi in cemento armato, scarti dell’edilizia, scarti dell’idraulica (lavandini), manicotti, bobine e matasse; per il comparto casalinghi: cestelli, scope, damigiane, piatti, bottiglie, bicchieri, cassette di legno e plastica. secchi, sedie; per l’abbigliamento: giubbotti, giacche e camicie, pantaloni, mutande, scarpe. Ancora: materassi e sacchi pieni di immondizia, gomme per auto, vetri, medicinali e ogni altra cosa che potrete immaginare.
Che osservazione si può fare su questo? Che – è vero – ci sono tanti incivili che non trovano di meglio che gettare rifiuti (anche speciali) un po’ dappertutto. Avendo poi notato – parlo delle suddette persone – che c’è un’area abbandonata da tempo, hanno pensato bene che è inutile sforzarsi per cercare … alternative. Così fan tutti.
Detto ciò e, a scanso di equivoci, riprovando (io e tutti voi) questi comportamenti, passiamo dalla parte di chi avrebbe dovuto controllare e, ovviamente, sanzionare. Per dire cosa? Che in tutto questo c’è molto che non funziona. “Quella” situazione è nota da tempo, da anni, e sempre nel tempo è stata segnalata. E’ possibile che nessuno della squadra del governo comunale (o altra autorità) abbia sentito il bisogno di intervenire? No, non è successo, né il sindaco (e la sua squadra) è stato chiamato alla sua responsabilità. Un fatto grave che deve essere sottolineato.
A “giustificazione” del sindaco di Galatone Nisi c’è da dire che altri si comportano alla stessa maniera. Faccio un solo esempio specifico, spostandoci a Lecce. L’anfiteatro romano è uno dei monumenti più trascurati. Spesso pieno di cartacce, bottiglie di vetro, avanzi di cibo ed erbacce alte anche un palmo. Insomma, non è un bel vedere. Pensate che sia stato facile intervenire a sanare quella situazione? No, non è successo. Ogni volta, per poterlo fare occorrono: almeno un paio di articoli di giornale, altrettante trasmissioni sulle Tv locali, la solita interpellanza in consiglio comunale, le proteste dei turisti e qualcos’altro ancora prima che il sindaco Paolo Perrone (…il più amato dagli italiani ) intervenga, sempre che non sia stato precedentemente sollecitato dal prefetto di turno.
No, davvero, caro sindaco, cari sindaci, così non va!
(Luigi Nanni)