Amici neretini, convicini, prestatemi orecchio: sono venuto a consolarvi dai vostri Cesari, non a tesserne l’elogio.
A chi si esalta per la vittoria vorrei dire che è un ingenuo, perchè mantenere le promesse è percorso periglioso, che infiniti addusse lutti ai politici. E sistemare gli appetiti del dopo vittoria è cosa ardua e piena di tranelli. Per creare il vostro stile, impostare il vostro standard di bellezza, abbracciare la vostra sessualità la passione da sola non basta, serve una strategia. E non sempre è quella vincente.
A chi si deprime per la sconfitta non so cosa dire davvero.
Tutto si è deciso ieri. Ora voi o risorgete come squadra o cederete un centimetro alla volta, un'elezione dopo l'altra, fino alla disfatta. Siete all'inferno adesso signori miei. Credetemi. E potete rimanerci, farvi prendere a schiaffi, oppure aprirvi la strada lottando verso la luce. Potete scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso "certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare". Però posso dirvi che ho visto già Gaetano Giuri fare con insuccesso quello che ha fatto Mellone, che ho visto già vincere nel mio paese i fascisti, che sono andati in truppa compatta cantando a prendere possesso del Comune affacciandosi al balcone (perchè il richiamo del balcone per certa gente è insopprimibile!), che ho visto già vincere Nisi per un pugno di voti sospettosamente pervenutigli e spadroneggiare come se fosse il Padrone e non l'Amministratore di questo paese, Eppure, bene o male, sono ancora qui a parlarne, a scrivere e a lottare.
Non mi hanno distrutto. Loro sono passati e io sono ancora qui. Con le miei idee. Che non vendo. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare.
Perciò o voi risorgete adesso come collettivo, o sarete annientati individualmente. È la politica ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?