POLVERI BAGNATE. E CI SIAMO ANCHE IMPANTANATI
SI SPOSTA IL CENTRO DELLE DECISIONI CON I CITTADINI A CONTARE SEMPRE MENO
Confessiamolo. C’è un po’ di depressione in giro. E dopo le grandi piogge, scopriamo che abbiamo anche le polveri bagnate.
A Nardò, per la pioggia, si sono visti meno manifesti (politici) in giro.
Dato il ritmo incalzante che si era intrapreso, non poteva certo durare. Insomma, meno cartucce da sparare.
Sempre a proposito di pioggia, chiederei che fosse stampato su un manifesto (l’ennesimo) il nome delle ditte (plurale), che hanno fatto i lavori del tratto stradale da Nardò a Pagani. In altri tempi avrebbero usato la gogna. Un’opera costosa, fatta male, pericolosa, durata tre anni e con tre imprese ad avvicendarsi. Fossi un giudice, riaprirei il “fascicolo”. Si fa comunque sempre in tempo a denunciare la cosa, visto il pericolo che ogni volta si corre su quella strada quando comincia a piovere e nemmeno tanto forte. Per riassumere: su quell’arteria bisogna mettere mano!
Da un opera mal fatta allo scandalo continuo dei treni Sud-Est. Sarà anche perché la motorizzazione è satura (“dicono” che tutti o quasi vanno in auto), la Sud-Est si permette bellamente di cancellare i pochi treni che restano in vita (“per verificarne la sicurezza” – precisano). E allora succede (è successo più volte negli ultimi tempi) che si cancellino treni senza preavviso e persino non trovarli più (i treni) dopo aver fatto il biglietto in stazione. Esilarante quanto è successo nella stazione Nardò Centrale qualche giorno fa quando hanno dovuto fare una piccola riunione, e con alcune telefonate di mezzo, per sapere se era in vita il treno che doveva partire qualche minuto dopo. Da viaggiatore e anche pendolare vi confesso che gli addetti non hanno alcuna colpa. Che hanno, invece, le decine di dirigenti di settore (alludo allo scandalo di questi giorni) con stipendi da capogiro. Diremmo, un servizio (pessimo) inversamente proporzionale al bottino che si mettono in tasca.
Restiamo sempre in argomento e parliamo di rotaie e passaggi a livello. Ho trovato un articolo scritto 35 (!) anni fa sull’”urgenza” di eliminare i passaggi a livello. I due che noi abbiamo sono un vero freno allo sviluppo tra comunità. C’è però chi ancora ne parla, non capendo che si sfiora il ridicolo. Ed è quando, in piena campagna elettorale venne detto che i lavori sarebbero cominciati nella prima decade di marzo. Menomale che non è stato specificato l’anno. Forse un giorno i due passaggi a livello saranno aboliti (come mai altri comuni della provincia di Lecce ci sono riusciti?), ma è certo che il problema è stato sempre mal affrontato. Da tutti.
La stessa sensazione che si ha con altre opere all’orizzonte. Condotta, Tap, discarica, per le quali tutto sembra in alto mare. Con la netta sensazione, però, che i cittadini contano poco e le decisioni vengano calate dall’alto. Sulla condotta s’è scritto tanto e non voglio annoiarvi ( colpisce, comunque, la perentoria chiamata in causa di Emiliano da esponenti della sua stessa parte politica). Invece, è’ passata un po’ in sordina, l’ultima tranche della querelle sulla Tap, col litigio tra lo stesso Emiliano e il viceministro Teresa Bellanova. Sino a prova contraria, stessa parte politica. E di governo.
Per riassumere: sulla Tap sono sopravvenuti degli intoppi. Emiliano vuol vederci chiaro. La Bellanova risponde che tutto è a posto e che verrà fatta, col terminale a Melendugno. Emiliano replica dicendo ( e che dire!) che la Tap insiste sui terreni della mafia. Qui non si tratta di mera polemica o legittimi “punti di vista”, ma di vero scontro istituzionale. Da dirimere.
A noi i politici sono simpatici tutti, soprattutto quando hanno qualcosa da dire e da fare. A Emiliano, pertanto, dobbiamo ricordare che Nardò ancora aspetta l’assegno da 5 milioni. Tanti dovrebbero bastare per la bonifica della discarica di Castellino. Anche in questo caso, la vicenda rischia di essere archiviata, con la scusa che numerose sono le situazioni pugliesi bisognose di tanto intervento. Ma cosa che fa ricordare come la Puglia da tempo sia interessata da gravi reati eco-ambientali. Lo stesso Emiliano, da magistrato, mostra di aver studiato la situazione. Concludo dicendo che ci capita sempre più spesso di alzare il capo (testa) e invocare. Anche per l’annunciato piano di riordino ospedaliero, dove si registrano tirammolla spiacevoli e imbarazzanti. Cosa ne sarà della sanità a Nardò? A saper rispondere, soprattutto i tanti nostri concittadini, accortisi che curarsi costa maledettamente caro.
Sino all’angosciosa rassegnazione di non poterlo un giorno più fare.
LUIGI NANNI