Extra

Il nostro buon "orco" ci racconta che cosa accadde due anni fa. Un epilogo mai svelato

Stampa

MA LA LILT NON DEVE ANDARE IN GIRO CON IL CAPPELLO IN MANO!
APRIAMO I NOSTRI CUORI E OFFRIAMO UNA SEDE

Talvolta dovremmo allontanarci da sterili rimuginazioni e sempre comunque dagli egoismi. Basterebbe aprire gli occhi e sapere cosa fanno tante persone di buon cuore votate al volontariato sociale, che non è un “dopolavoro” e nemmeno il ritaglio di tempo concesso, dopo le  tante cose considerate più utili da seguire. No, qui si tratta di impegno ventennale che  nemmeno rivendicano, che vogliono però condividere. E avere, poi,  anche l’umiltà, la forza di chiedere aiuto, la massima manifestazione di libertà da parte di chi ha sempre donato. Sotto questo aspetto Nardò, ricca di associazioni, si fa ben valere.

Tutto è partito un paio d’anni fa quando la LILT di Nardò (Lega Italiana Lotta contro i Tumori), ha chiesto aiuto in giro per avere una sede dove prestare la loro opera.  Bisogna subito sapere che questi volontari (medici compresi) prestano la loro opera per una serie di affezioni (ginecologia e paptest, senologia, dermatologia, urologia, fisioterapia), senza fini di lucro  e destinate a tanti cittadini indigenti che hanno bisogno di una visita specialistica.  Opera altamente meritoria, quella della LILT (presidente il noto oncologo Giuseppe Serravezza), ben diffusa in provincia di Lecce. La richiesta d’aiuto aveva carattere d’urgenza dopo che per qualche tempo era stata messa a disposizione da un religioso. E allora la LILT  s’è messa all’opera. Sarebbero bastati un paio di locali al piano terra, un ambiente per i servizi e una linea telefonica fissa. A voi pare, col patrimonio immobiliare del Comune di Nardò o della Chiesa, che questa richiesta sia indebita? O che non potessero essere accontentati con ambienti ricavati nel già dismesso Ospedale “San Giuseppe- Sambiasi? Ancora,  per fare un altro esempio, non consentirgli di occupare due stanzette nel Gerontocomio di cui ricorrono oggi  trent’anni di inconcludenza? Questi …Liltiani le pensano tutte. E, infatti si sono messi a scrivere, a chiedere in giro. Nell’ordine: Comune di Nardò, Asl e di sicuro a qualcun altro. Nessuna risposta, nemmeno per dire educatamente che non era possibile o per dire di aspettare. Riferirvi questa cronistoria di banale disattenzione è utile per sapere come bisogna sempre comportarsi e poi spiegare quello che è successo dopo.

Con il cronista che orgogliosamente manifesta soddisfazione per il risultato raggiunto. E’ bastato un articolo dal tenore già rappresentato perché una “persona” rispondesse, per mettere a disposizione una bella sede, dotata di ogni comfort. Ci pensate? Una “persona” legge l’articolo e si mette in contatto con la presidente della LILT Signora Silvana Maiorano. E non lo fa sapere a nessuno, altra straordinaria manifestazione di gratuità del dono. Dà anche una mano per aspetti logistici, non cessa di fornirgli aiuto al di là della sede messa a disposizione. Periodo di ben due anni. Il “donatore” non sarà d’accordo, ma disubbidendo crediamo davvero molto giusto oggi far conoscere il suo gesto. Lo facciamo perché siamo convinti che a Nardò ci siano emuli ugualmente generosi, come il professionista in questione, Salvatore Antonazzo, già consigliere comunale  (detto per facilitare l’individuazione).

Si trattò davvero di un’offerta importante quella di Salvatore Antonazzo, che sollecitiamo a ribadire ora che la LILT è rimasta senza sede. Nel frattempo, senza mai fermarsi nella loro opera. Contando soprattutto sull’opera di volontari e sanitari, su libere offerte (nulla, però, che provenga dal “pubblico”!), organizzando partecipate manifestazioni come per la vendita di olio donato in occasione della Festa di San Giuseppe ( 19 marzo, fatevi vedere!),la Fiera del Dolce per la Festa di Sant’Antonio oppure con l’appuntamento della “Stella di Natale!”

Diamoci, dunque, da fare e che questa “lettera” possa essere letta da un Ente, un benestante o semplicemente da una persona che lo potrà fare. Augurandoci, come l’altra volta, di fare breccia, con il cronista che si scopre in difficoltà nel registrare una richiesta così naturale come quella della LILT. Che chiede semplicemente di proseguire nella sua opera e di avere un po’ d’aiuto. Non è certo, la loro, una richiesta da“luna nel pozzo”.

LUIGI NANNI