NARDO' - Un articolo... di stagione.
E, purtroppo, si parla di materia (turismo) misconosciuta.
L'amministrazione avvia la (sic) campagna d'ascolto.
Basterà poco per verificare se è soltanto fumo.
MA PERCHE’ SEMPRE IN RITARDO ALL’APPUNTAMENTO?
Accade per la stagione turistica. Ma una novità sembra esserci
Quando sentirete parlare di destagionalizzazione del turismo non date retta a nessuno. Sin qui formula buona per tutti gli usi e come sempre riempimento per qualche discorso fatto in uno dei tanti convegni che si organizzano sulla materia. Poi si vanno a vedere i risultati per registrare subito la solita inconcludenza. D’altra parte, se non si affronta bene la “regular season”, come si può pretendere di fare i play-off? Confideremo, dunque, sulla nostra buon stella.
Il 2017 era stato indicato per il Salento come l’anno della svolta, l’anno dei “Piani-Costa” per dover mettere un po’ d‘ordine in quel mare magnum (proprio così!) che riguarda il settore dei lidi e delle vacanze al mare. Ebbene, sarà per un’altra volta, poiché la cinquantina di comuni pugliesi interessati, chi più chi meno, sono in grave ritardo rispetto alla loro adozione e rischiano tutti il commissariamento. Una delle conseguenze è stato anche quello di bloccare sul nascere ogni mira d’impresa e investimenti in questo settore di vacanze, con contenziosi in atto che complicheranno ancor più la situazione. Di sicuro non ci saranno quei posti di lavoro sperati e in molti casi si tornerà allegramente al lavoro nero in ambito turistico, considerato il madornale errore di aver voluto cancellare in toto i voucher. Un errore che avrà gravi conseguenze sull’intero comparto.
Poi, come non bastasse, s’è ancora bussato alle nostre porte per regolamentare la materia. La direttiva europea Bolkestein (dal nome del Commissario proponente, che intende mettere all’asta le varie concessioni dopo le disinvolte proroghe e canoni talvolta ridicoli) sta a dirci che l’Italia non può continuare a far finta di niente rispetto a quanto l’Europa ci ordina di fare. Sin qui si è andati avanti con proroghe automatiche che hanno lasciato il settore in un limbo procedurale rispetto al quale, bisogna pur dirlo, i proprietari di lidi non hanno grandi colpe. Certo, fanno i loro affari e poco interessati al fatto che non si realizzano spiagge pubbliche attrezzate, che le spiagge libere si siano ridotte a striscioline dove – fenomeno dello scorso anno – nel Salento comparvero i cosiddetti “impizzatori”, bagnanti che nottetempo o alla prime luci dell’alba “prenotavano” il loro spazio sulla sparuta spiaggia libera, lasciando ombrelloni, sedie e secchielli. I sequestri dell’attrezzatura operati dalle Forze dell’Ordine non hanno scoraggiato quanti tentavano con ogni mezzo di assicurarsi il loro posto al sole. Fenomeno di costume.
Insomma, per i passi avanti sarà per la prossima volta, volendo pensare che le cose saranno fatte per bene e senza perdere altro tempo. Tanto, invece, se n’è perso per un’arteria così importante per il turismo, come per la strada 358, litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca, con il blocco della circolazione tramite barriere. Il motivo era dato dal pericolo di un masso ritenuto pericolante, nel tratto di competenza del comune di Gagliano (che si era pure adoperato, con un’imbragatura del costone roccioso, operazione successivamente bloccata dalla Procura per sospetto deturpamento del paesaggio).
La barriere, poi, dopo un lungo periodo durante il quale i lavori non erano nemmeno iniziati, furono rimosse dagli automobilisti e la circolazione tornò “normale” (qui si deve parlare di irresponsabilità, sia da parte degli utenti, sia dagli Enti interessati se era vero il pericolo di crollo del costone interessato). Sono trascorsi due lunghi anni e quegli stessi Enti pare si siano svegliati (ovvio, soprattutto su pressione degli operatori turistici), per dirci oggi che sta per terminare lo “studio” di quel masso per decidere poi cosa fare. Una triangolazione che riguarda Provincia, Prefettura e Soprintendenza e il Comune di Gagliano alla finestra. Francamente troppi questi enti per decidere di mettere in sicurezza quel tratto di strada e non affossare il turismo estivo. Sperano (loro!) di aprire a maggio. Cosa che forse non succederà e nemmeno a giugno inoltrato. In pratica, un’altra stagione saltata. La cosa ricorda pari pari (ma andò anche peggio) il crollo della piazzetta di Castro. Per la “prima pietra” del risanamento ci vollero ben quattro anni. Anche allora si disse che non c’era tempo da perdere. Ancora oggi Castro si lecca le ferite.
E’ evidente come manchi una catena di regia in campo turistico (e per la xilella va anche peggio), con le varie parti in causa che marciano in ordine sparso. Stretti tra quanti legittimamente perseguono il loro interesse (però, senza fare i furbi e rispettare regole e ambiente!) e gli Enti istituzionali chiamati a fornire le linee-guida per far marciare il settore.
Si è appreso che l’attuale amministrazione intenderebbe avviare una “campagna d’ascolto” di operatori, semplici cittadini, per tutte le necessità che il turismo di casa nostra richiede. Se si ha questa intenzione, si dovrà cominciare anche domattina, chiamando a raccolta i tanti operatori (centinaia di Bed and Breakfast, albergatori, ristoratori, servizi), e farsi dire di qualche loro necessità o proposte da fare.
A parte il fatto che questa iniziativa l’abbiamo sollecitata già da tempo, bisogna però capire di cosa si tratta e da dove cominciare. Anche stavolta il fattore-tempo è decisivo. Allo stato attuale ci sono una serie di iniziative che non possono essere ritardate. Interventi sulle marine in tema di strutture e traffico da regolare. Per fare qualche esempio, la piazza di Santa Maria deve essere chiusa al traffico già a partire da domenica prossima e ogni festa comandata (caotico il doppio senso e forse anche un solo senso di marcia); per migliorare quello di Sant’Isidoro ci rivolgeremo direttamente al Santo; a Santa Caterina, invece, faremo attenzione a dove sederci, con le panchine diventate ormai ferrovecchio arrugginito a rischio-tetano ed è forse il caso in futuro (colpa della salsedine) di puntare su altri materiali. Ma non basta certo questo. Resta il discorso sul centro storico di Nardò da portare avanti e la fruizione regolare e ragionata del Parco di Portoselvaggio di cui ogni anno si occupano vari articoli su giornali e media e non sempre per notizie edificanti (parcheggio-caos, furti, danneggiamenti).
Insomma, la materia è ben nota e stavolta non possiamo certo essere colti di sorpresa. Ma vediamo di invertire la tendenza e fare ogni sforzo per migliorarci.
LUIGI NANNI