I soldi non sono tutto nella vita.
Ma su tutto prevale lo sgomento per i cani avvelenati a Gallipoli.
Dovremmo saper dare la giusta importanza a fatti-notizie anche in questa estate rovente. Peccato che, distratti come siamo, tutto ciò talvolta non succede. Prendiamo quanto è successo a Gallipoli mercoledì scorso. Quattro cani randagi sono stati avvelenati, trovati stecchiti uno accanto all’altro, Una notizia terribile, atto criminale di una o più persone (?) che debbono aver agito con metodo mafioso. Infatti, i quattro cani randagi (che tutti conoscevano, mansueti e persino coccolati da una commerciante di Corso Roma presso cui si recavano per qualche boccone) sono stati attirati (diremmo meglio, sequestrati) e condotti in un posto defilato, al riparo da occhi indiscreti, e là imbottiti di veleno messo nel cibo. Un paio di considerazioni su questo terribile fatto: la prima è che se pure ci sarà una denuncia questa, purtroppo, non avrà nessun seguito. Non sarà stata la prima volta. Non c’è nessuno che si spinga a indagare e scoprire i colpevoli, a punire questa barbarie. Le Autorità hanno troppo da fare per interessarsi di cani ( e. alternativamente, grande apprezzamento va alle varie associazioni animaliste che si battono affinchè si metta mano a una legislazione che solo sulla carta parla di diritto degli animali). A completamento e conferma di quanto detto, nei giorni successivi non c’è stata traccia della notizia sulla carta stampata, notizia invece riportata da qualche emittente. Poca cosa, comunque, quando ci si dovrebbe fermare (abuso linguistico) a riflettere. Ma la prossima volta (tanto succederà ancora!) cerchiamo di essere tutti un po’ svegli.
Menomale, poi, che non mancano notizie che ci rinfrancano e muovono al sorriso. Un po’come vedere un film di evasione che non richiede impegno e spremitura di meningi. S’è saputo che a Nardò il Partito Democratico restituirà ai votanti i 2 euro delle Primarie poi annullate. Breve ricostruzione: il 30 aprile s’è votato per la scelta del segretario nazionale (ha poi vinto Renzi). Ci furono 705 votanti (145 iscritti al Pd e 560 non iscritti) e altri ce ne sarebbero stati se non fosse scoppiata la bagarre con quest’ultimo gruppo – lo chiameremo vicino al sindaco Mellone che in quella circostanza aveva invitato ad appoggiare la candidatura del governatore di Puglia Michele Emiliano –. La conseguenza è stata poi quella di indurre la commissione nazionale a sospendere la consultazione e la Digos ad acquisire il materiale. Ora, a distanza di tempo, la sezione locale, certo con l’avallo della commissione nazionale, restituirà i 2 euro a chi ha votato. Sono (sarete) curiosissimo di saper come si riuscirà a farlo. Con un vaglia, un bonifico (spendendo più di quanto s’intende restituire)?
Oppure, andando di casa in casa (un tempo in questo partito si lavorava anche di braccia) e rintracciare a uno a uno i votanti, col rischio di fare qualche brutto incontro. Oppure (più verosimile) la notizia sarà affidata a un max manifesto e ai social con questa laconica comunicazione: i votanti delle Primarie del 30 aprile ecc ecc sono invitati a passare dalla sezione Pd in Piazza Pio XI per il ritiro di euro 2,00 (due) a seguito dell’annullamento ecc.ecc. Si prega di presentare un valido documento d’identità”. Amen.
Ovviamente tutto ciò non succederà e, come si dice a Nardò, a suggellare l’argomento, il votante risponderà “AGGI PACE!” a significare, volendo tradurre la locuzione, “pari e patta” oppure “quello che è stato è stato!” e non vorrà certo riavere i 2 euro (un caffè in ghiaccio). Insomma “scurdammuce ‘o passato”.
Altra considerazione (abuso): la prossima volta il Pd faccia meglio le sue primarie e non le faccia per niente visto quello che è successo, non soltanto a Nardò.
Oggi abbiamo troppa fretta per indugiare e angustiarvi sul turismo di casa nostra (ovviamente lo faremo la prossima volta, quando sarà necessario mettere ordine nella nuova Babele). Vi basti sapere che in questo settore (e stavolta non è poco, raccontatelo pure in giro) sta diventando NON -REATO infrangere leggi e regolamenti perché, poi, spesso e volentieri si riesce a farla franca. Ci limitiamo a qualche rapido esempio che riguarda l’abusivismo commerciale (ma c’è di peggio). A Lecce quattro bar del centro più volte sanzionati per occupazione abusiva di suolo si sono letteralmente rifiutati (per la verità uno ha poi provveduto) di ottemperare al ripristino dei luoghi e si sono affidati ai loro avvocati. La stessa cosa pensano di fare alcuni esercenti della “movida” leccese che ragionano così: “noi i tavolini li mettiamo dove ci pare e poi ce la vediamo”, intendendo dire, coi loro avvocati. C’è di più (e peggio). Sempre nella esagerata Gallipoli c’è chi inizia l’attività senza avere alcuna licenza e ci sono pure quelli che in barba a ogni regolamento pensano di fare di testa loro, occupando piano stradale con tavoli e sedie, costringendo all’inseguimento Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza. Vedete, la necessità di un intervento interforze per arginare la sfida e avere ragione (ammesso che la si spunti) su quanti intendono restare nell’illegalità.
LUIGI NANNI