SEMINA, RACCOLTO E CATALOGNA (ma non si tratta di cicoria)
Mellone detta legge e in tanti si arrabbiano
I proverbi ci vengono in soccorso. Primo, batti il ferro finchè è caldo, secondo, a buon cavaliere non manca lancia; terzo, carta vista mal non acquista. Proverbi come se li recitasse Mellone.
C’è dell’ingenuità, vera o finta che sia, nel commentare la notizia (in ogni caso, davvero ghiotta) della costituzione di un nuovo gruppo consiliare in ambito di maggioranza di governo.
Tre consiglieri comunali Verardi, Greco e Giuranna, quest’ultimo presidente del Consiglio), che da domani si chiameranno “Regione Salento”, parto avvenuto su ispirazione, contatto e progetto di Paolo Pagliaro, alias Telerama, che da anni si batte (meglio, sbatte) su un progetto ritenuto semplicemente velleitario. Vale a dire, la costituzione di una “Regione Salento”, volendo portare avanti ragioni e ragionamenti su una realtà come quella del Salento, ritenuta ingiustamente marginalizzata (questo s’intende dire) non sufficientemente valorizzata, alla fine penalizzata. Ovvero, un dare più di quanto si riceve, meritare attenzione e non trascuratezza. Una rivendicazione tout-court alla quale l’attuale amministrazione mostra di credere. Poiché, è certo, qui c’è l’avallo e l’imprimatur che sia del sindaco Mellone.
Insomma, una rivendicazione che va e viene, tutto sommato elitaria, di chi pensa di stare stretto, di vivere come non vorrebbe. Un misto di storia, un altro po’ di convenienza, il resto di utilità. Come anche si potrebbe supporre: una simil-Lega diversamente ammantata e la pretesa di piegare a questo progetto la stessa Costituzione italiana. Insomma, per fare un altro esempio, voler mettere in discussione l’attuale ordinamento e, forse, sino a invocare una sorta di Catalogna (non si tratta di cicoria) dello stivale italico. Francamente un progetto semplicemente prefigurato che però finora non ha visto una sola forza politica spendere parola. Però, come si dice, mai dire mai (sempre i proverbi) e personalmente non metto la mano sul fuoco (altro modo di dire) che tutto un giorno non possa accadere e alimentare il fuoco di questa nuova avventura.
Fin qui la notizia. Tutto il resto, il divenire, è nella palla di vetro di singoli protagonisti o della stessa politica nostrana. Quello che però meraviglia è lo stupore suscitato da questa notizia (la costituzione del gruppo), nel Pd e in qualche altra forza politica, palesando ingenuità e disconoscendo come va il mondo, soprattutto in politica. E voler “razionalizzare” tutti i passaggi che stanno sotto i nostri occhi, chiedere la purezza di appartenenza, come si fa per il vino. E se la prendono con Mellone, se la prendono con Emiliano, chiamano le truppe alla mobilitazione e così di seguito.
Beninteso, hanno le loro ragioni, le stesse di qualche tempo fa quando, sempre in consiglio comunale, si costituì un altro gruppo “Fronte Democratico”, di Pd ed ex, diretto riferimento – si osservò – del Presidente Pd Emiliano (competitor di Renzi nell’elezione a segretario) con una terminologia studiata a tavolino – altra accusa - destinata a incunearsi nel campo avverso e fare confusione. E sempre Emiliano, alfiere - ennesima accusa – di una politica disinvolta che affonda nel credo della semina operosa e della cooptazione. Traducendo localmente: Mellone chiama ed Emiliano risponde; alternativamente, Emiliano chiama e Mellone risponde. Tutto qua e chi vivrà vedrà.
Per restare nel campo delle utilità e in attesa delle prossime elezioni politiche (è certo che si svolgeranno in primavera; a proposito, Pagliaro viene detto candidato con Forza Italia), è bene per noi neritini concentrarsi sulle cose che più ci stanno a cuore: la discarica di Castellino finalmente bonificata e messa in sicurezza, la migliore soluzione per la depurazione delle acque, un ruolo di comune-pilota nella politica dell’accoglienza e uno sviluppo sostenibile che crei lavoro. Non è la fiera dei sogni, ma soltanto a riuscirci buona politica a portata di mano.
LUIGI NANNI