SESSO (non si sa) BUGIE (tante) e VIDEOTAPE (a volontà)
A Nardò va di scena il film della mistificazione. Ma le bugie hanno le gambe corte
Dei 97 comuni della provincia di Lecce (ma che tendono a ridursi, vedi l’interessante e anche condiviso processo di unificazione che riguarda Acquarica del Capo e Presicce), probabilmente è Nardò quello più litigioso. Almeno da un anno a questa parte. Parliamo di politica o giù di lì. (Non) vorremmo che tale situazione venisse presa a riferimento per spiegare per paradigma come si costituisce una lite continua. E’ certo, comunque, che il caso-Nardò meriti uno studio accurato per far capire come la comunicazione agisce nella sua efficacia ma anche nella sua stessa défaillance.
In ogni caso si tratta di un “crescendo” che non porta alla piacevolezza dell’ascolto e che talvolta può denunciare segni di saturazione. Poiché, per funzionare, l’asticella deve essere posta sempre più in alto e ciò comporta attenzione e sforzo fisico e mentale. Lite e iracondia che non accennano a placarsi, per la semplice ragione che gli sconfitti delle elezioni comunali di un anno fa non si rassegnano a farlo e i vincitori non la smettono di maramaldeggiare. Non vedo altra spiegazione.
Anzi ce n’è una e attiene alla scuola di pensiero (ma, alla fine, si tratta di tecnica) di chi gioca la sua partita volendola rendere sempre più produttiva, facendo attenzione al fattore-tempo. In che modo? C’è chi argomenta (io sono tra questi) che la vera campagna elettorale (ovvio, a vittoria conseguita) è quella che si fa immediatamente dopo. Un battere il ferro caldo sino a incenerire l’avversario di turno. Ovvio, metaforicamente. In maniera meno cruenta, annichilirlo, facendogli pesare tutti gli errori commessi e, per conseguenza, esaltare i traguardi raggiunti che altri (gli sconfitti) non sono riusciti a realizzare.
E’ lo schema per l’’assalto al “Palazzo d’Inverno” (en passant, ricordiamo con questo la rivoluzione russa del 1917), per defenestrare gli occupanti e per un “nuovo ordine sociale”, picchiando duro sul tasto del consenso allo scopo di consolidarlo. Sempre che, aggiungiamo noi, siano plausibili i modi e gli stessi argomenti. Naturalmente non sempre tutto fila liscio, da una parte e dall’altra e a dimostrarlo sta l’ultimo episodio chiamiamolo così, di azione amministrativa. Una tempesta. Nel commentarlo, ci poniamo nelle vesti di un semplice cittadino, “di quello che sa un po’ leggere, scrivere e far di conto”. Vediamo se è riuscito a capire qualcosa. Io mi metto da parte, non avendo capito granchè.
In questi giorni è uscita da Palazzo Personè (dirigente Falco), la “direttiva” ( è sembrato subito un allarme) che non bisognava spendere più un euro. Se uno dice così fa intendere che le casse sono vuote, che ci sono difficoltà economiche di bilancio, transitorie o meno che siano, che Nardò se la passa male. Diremmo, un ragionamento, un fatto che sta nella logica amministrativa. Su questa notizia (da giornale) si è gettata a capofitto l’opposizione imputando a Mellone la cattiva gestione e il bilancio fallimentare della sua azione. E’ suo compito. Dietrofront e apriti cielo! E’ intervenuto l’assessore di riferimento Lupo (nomen omen) che per poco non se li mangia vivi (gli oppositori), schernendoli con durezza (insomma, per lui incompetenti e anche imbecilli) e affermando che le casse sono floride come non mai. Insomma tutto l’opposto. Da una parte si dice bianco e dall’altra nero.
A questo punto, cosa si vorrebbe sapere? Così, per mera curiosità, chi delle due parti dice il vero. Ma non basta. Mettendo temporalmente in sequenza gli eventi, dopo una manciata di ore l’opposizione (quella in consiglio targata Pd, ma anche un personaggio non di poco conto come l’ex sindaco Dell’Anna) parlano di errori gravi e bilancio in pericolo, arrivando a invocare l’intervento di Corte dei Conti e ricorso alla Procura della Repubblica. Tutto fuorchè carezze, sino a quando non si chiarirà la situazione. Nel frattempo prendiamo tempo e sempre il tempo (scioglilingua) sarà galantuomo e a breve potrà farci capire come stanno realmente le cose. Badate, non chiediamo il favore di un posto di lavoro ben retribuito e nemmeno il rilascio di una licenza edilizia in tempi rapidi, ma sapere qualcosa in più poiché, è certo, dei due contendenti una parte non dice la verità. O, se preferite, dice bugie.
P.S. Una nota calda sulle elezioni in Sicilia (c’è sempre un collegamento con la nostra situazione).
Trionfo delle liste un po’ pericolosette del vincente Musumeci e buon risultato dei Cinquestelle. A questo punto è chiaro che la stagione di Renzi è ormai conclusa e che per invertire la tendenza il centrosinistra dovrà puntare su qualcun altro per sperare di vincere le elezioni di primavera.
Non meniamo vanto del fatto di averlo detto. E non una sola volta.
LUIGI NANNI