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IRRIVERENTE - Basta togliere la parola "Nord" per improfumare la Lega? E i tre neritini ne sono consapevoli?

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DA CAVALIERI TEMPLARI A SPINE NEL FIANCO
Anche a Nardò il gruppo "Noi per Salvini"

Intolleranze politico-culturali a Nardò ma anche la provincia si “difende” bene.

I nuovi supporters, diciamo pure i nuovi innamorati terroni di “Noi con Salvini” si mettano l’anima in pace: lo “ ius soli”, oggi o domani (a questo punto dell’agenda politica sarà “domani”), si farà e i figli di immigrati in Italia finalmente avranno la loro cittadinanza, misura fondamentale di integrazione. E, dunque, è bene non agitarsi. Lo dice il buonsenso o senso comune, dovendo guardare come sempre facciamo, ma strumentalmente, ai due grandi paesi europei con i quali spesso ci confrontiamo (Francia, Germania) per scoprire subito dopo che tutti gli indicatori socio-economici e culturali sono a noi sfavorevoli. Sul problema questi due Paesi, nonostante le difficoltà che sono insite in misure di tal genere, sono molto più avanti di noi e sarebbe ora di colmare questo grave handicap con politiche che guardino al futuro e non all’arroccamento. E questo vale soprattutto da parte di un Paese come l’Italia, fondatore dell’ Europa moderna.

Ancora un paio di notizie non proprio favorevoli per questo partito che è sbarcato dalle nostre parti e che si appresta a toglier dal logo la parola “Nord” per meglio insaporirlo: la prima riguarda Nardò con un terzetto di vecchi-nuovi personaggi in cerca d’autore (tra cui l’immarcescibile e ubiquitario Dell’Angelo Custode) che a breve formerebbe il nuovo gruppo “Noi con Salvini”. Se si può dare un consiglio è quello di lasciar perdere e di darsi un diverso obiettivo, per la semplice ragione – viene detto - che è difficile che questo partito possa mai attecchire a Nardò e dintorni. Questi tre nuovi alfieri sono poi consci del pericolo che corrono?
Passare in breve tempo da Cavalieri Templari a spine nel fianco di questa amministrazione? Che direbbe Mellone? Nel senso che pur non lasciandola o tradendola a questa un giorno chiederebbero il conto (assessorati e libertà di manovra). La seconda notizia – vale come tendenza di voto - è quella che registra una sorta di fagocitazione di “Noi con Salvini” (ma, per semplicità, chiamiamola sempre Lega) a favore di Forza Italia, volendo una parte di elettori, in quanto a improntitudine politica ammantata di rozzezza, preferire sempre l’originale.

E, comunque, lasciamo stare per una volta le previsioni e stiamo ai fatti, rispetto ai quali i leghisti di casa nostra cominciano a darsi da fare come, per l’appunto, hanno fatto ad Alessano, la città di Don Tonino Bello, “Costruttore di Pace”, dove intendevano manifestare contro lo “ ius soli”. Compito al di sopra delle loro stesse forze. Ovviamente nessuno glielo ha proibito e non c’era motivo per farlo. E’ bastato però che il sindaco concedesse un luogo diverso, distante soltanto qualche metro da quello richiesto, per inscenare una gazzarra, gridare allo scandalo, all’”affossamento della libertà” etc.etc.. Ne è scaturito tramite i social un profluvio di offese irriferibili al sindaco e come succede in questi casi anche nascondendo l’identità. Trattandosi di sindaco-donna immaginate quali argomenti abbiano usato.

Qual è la lezione che si può trarre da queste situazioni? Che anche dalle nostre parti crescono forze apertamente razziste. Mai però lo ammetteranno. Per fortuna si tratta di piccoli numeri e di azioni tutto sommato contenibili. Ovviamente non sono i soli leghisti che già in campagna elettorale affilano le armi della loro controcultura sul fenomeno migratorio con gli argomenti che sono sulla bocca di tutti: “l’Italia agli italiani”, per passare al generoso “prima gli italiani “ (intendendo dire che poi ce ne sarà anche per loro).

Nessuno ovviamente li perseguirà per questo, ma tutto ciò fa capire che la battaglia politica e culturale è appena cominciata e anche dalle nostre parti presto verificheremo quanto queste forze potranno incidere nel tessuto sociale e nello stesso agire politico. Però restiamo nel campo della dialettica politica e della stessa democrazia, poiché alla fine quello che conta è il numero di voti, il consenso, che i cittadini assegnano a ogni forza che partecipa all’agone politico.

O no? In realtà ora che ci penso qualche dubbio ce l’ho anch’io. E per conferma mi bastato aprire qualche pagina di giornale per soffermarmi ancora una volta sulla vicenda d Alessano, più seria e preoccupante di quanto io sia riuscito a rappresentarla.

P.S. Sempre in argomento. Il Rotary di Nardò organizza una meritoria iniziativa sulla vaccinazione consapevole. Si parla di scienza medica e non di sciamani. Ma anche qui scatta la controcultura, con gli oppositori alla pratica della vaccinazione che, s’è scoperto, esistono anche a Nardò ma che, per fortuna, si limitano all’affissione posticcia (cosa, comunque vietata) di “strisce di contestazione” sui manifesti che pubblicizzavano l’evento. Non si tratta di una goliardata, questo è sicuro. E fa capire quanta strada occorrerà fare, in ogni campo, prima di conseguire scelte condivise.

LUIGI NANNI