FACCIAMOGLI VEDERE DI CHE (BUONA) PASTA SIAMO FATTI!
Arrivano i migranti per il lavoro stagionale. Ciascuno di noi può fare qualcosa
L’aiuto “silenzioso” della Caritas
Vorremmo scansare luoghi comuni e banalità. Non sarà facile per l’argomento da trattare. Anche se Nardò ha un corposo retaggio fatto di luci (poche) e ombre (assai di più), ma oggi è tempo di voltare pagina, anche alla luce di quanto è successo e di quanto si è pagato in termini di dignità del lavoro e diritti negati. Ma le situazioni, anche le più complicate, sono destinate a mutare. In meglio, s’intende. Non vogliamo riprendere tutta la storia, peraltro ben nota, che ha segnato Nardò per l’operazione “Sabr” (processo ancora in corso), ma soffermarci sulle opportunità che pure ci sono nell’assicurare un lavoro dignitoso e la “giusta mercede” per i migranti alla ricerca di occasioni di lavoro. Ormai dovremmo averlo imparato a memoria. Tutto dovrà essere fatto alla luce del sole, con ingaggio regolare e corretto rapporto col datore di lavoro. Non debbono esserci furbizie né scorciatoie per venire meno al proprio ruolo. A costo di essere retorici, Nardò dovrà fare la sua parte. Non partendo certo da zero, se si considera l’aiuto spontaneo che sempre c’è stato, da parte di tanti operatori sanitari e sociali, con in testa la Caritas, che non affigge manifesti per dire cosa è riuscita a fare.
E’ proprio questo un buon punto di partenza e per una volta possiamo derubricare la polemica sul ritardo dell’allestimento della Masseria Boncuri, sulla considerazione se ritenerla sufficiente o meno per il gran numero di stagionali. Certamente quest’anno si starà un po’ meglio, anche perché – finalmente – la stessa Regione s’è convinta che servono maggiori risorse e che non serve intervenire soltanto a seguito di continue sollecitazioni. L’esperienza di quest’anno dovrà già servire a migliorare le condizione della prossima stagione.
E’ inutile negare che il clima di quest’anno potrebbe risentire delle recenti questioni sorte a seguito dei flussi migratori. L’aria si è avvelenata. Lo stesso Salvini, che impazza da ogni rete Tv (e a cui ricordiamo che mercoledì 20 giugno si celebra (!) la Giornata Internazionale del Rifugiato), non ha mancato di interessarsi persino della recente legge contro il caporalato, dandone un giudizio negativo. Cosa vorrà fare? Speriamo ovviamente che non venga aggiunta confusione a un problema già complesso. E proprio a tal proposito, si dovranno evitare gli errori e anche le prepotenze del passato. La situazione è così delicata da imporre a tutti i soggetti in questione comportamenti lineari e probi.
Soffermandoci alla nostra situazione e non intendendo allargare il problema a dismisura, è augurabile che nascano iniziative che possano dare un aiuto ai lavoratori stagionali proveniente per la maggior parte dal nord Africa, verso i quali comunque i nostri concittadini si sono sempre ben comportati. Singoli o pubblici gesti che gli facciano sentire di non essere emarginati. E sempre a proposito della lista dei bisogni che lo stesso Comune può approntare e poi inviare alla Regione, quello del trasporto si presenta davvero ineludibile. Si tratta di un problema non nuovo e, se pure qualche volta è stato posto, mai poi è stato affrontato. Basta vedere le fila dei migranti che a piedi e con qualche sparuta bicicletta raggiungono il campo percorrendo la strada per Lecce. Davvero, troppo pericoloso. Servirebbe un pulmino con alcune corse al giorno, a orari prefissati, facendole coincidere con la necessità di muoversi da e per Nardò. Se c’è la buona volontà il tutto si può fare in quattro e quattr’otto (intendendo ore). Mostrando una buona volta che le emergenze bisogna anticiparle e non rincorrerle.
LUIGI NANNI