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A proposito di quel "sommessamente" buttato lì a caso

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NARDO' - Gent.mo direttore, leggo sempre con interesse "La caverna del Nanni orco" e quella del 29 giugno scorso mi dà l'occasione per integrarla con una bella intervista del prof. Stefano Zamagni al quotidiano Avvenire.

Siamo in piena aporofobia, disprezzo per i poveri, che la politica sollecita anziché combatterla, perchè sdoganando i peggiori istinti si ottiene consenso senza presentare una sola idea per risolvere un problema sociale che sia uno.
Mancano gli alloggi popolari? Si organizza un bel picchetto nelle periferie capitoline contro rom o cittadini stranieri, meglio se con la pelle scura, assegnatari legittimi di appartamenti con tanto di minacce di stupro alle donne, saluti romani e assembramenti di italiani sorpassati in graduatoria.
Eppure il buon senso chiederebbe di rispettare le regole. Che non dicono prima gli italiani, perché a parità di bisogno chi ha dieci figli viene prima di chi ne ha due, in tutto il mondo funziona così.
Se uno non è italiano deve rispondere comunque al requisito di avere un permesso, se ce l'ha non decide la piazza idrofoba.
Dopo il picchetto cosa si ottiene? Nulla, solo un aumento del tasso di odio.
Appunto, "indossare la maschera dell'angelo all'inferno delle parole".
Con stima.
Tonio Cavallo