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AMBE' - Satira preventiva per smuovere dalla sonnolenza. Ma i neritini cominciano ad avere pochi alibi

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“GIURA DI DIRE LA VERITA’, TUTTA LA VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’’’!
MA LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE RESTA SEMPRE CARENTE
Lungomare, Castellino, reflui , le “piaghe” di Nardò di difficile soluzione

Abbiamo atteso qualche giorno prima di prendere posizione. D’altra parte c’era da ragionare sul pericolo del razzo cinese che in un primo tempo, nel rientro incontrollato in atmosfera, era dato sui cieli della Puglia, del Salento e, con una successiva approssimazione, addirittura dalle parte della nostra Santa Caterina, intendendo la marina, dove si sta per realizzare un importante stabilimento balneare (“Frescura” ndr).
E, infatti, di questo vogliamo parlare, limitatamente (!) all’episodio che lo ha riguardato: un principio d’incendio, fuoco fatuo (e a Nardò, anche “fatu”), della piattaforma in legno e poi, per quel poco che si sa, una persona che viene ripresa dalle telecamere della zona prima del coprifuoco, poi questo fuoco lo appicca davvero e scappa verso l’auto dove forse lo aspettavano i complici. Sin qui i piccoli fatti, riferendo anche per fortuna di danni limitatissimi. Ma, certo, non è questo il punto.

Tra le ipotesi del gesto, ci piacerebbe pensare che sia trattato di un buontempone, fors’anche un balordo (detto anche al plurale), come pure diversamente etichettato, che ha iniziato la stagione con piacevolezza, volendo godere del fresco della brezza marina. Poi, ha esagerato, preso anche freddo, senza un golfino, e ha pensato di accendere il fuoco per scaldarsi. Poco probabile che volessero fare un picnic fronte-mare e abbia creduto trattarsi  di legno lì abbandonato. C’era poca luce e non si sono accorti di nulla. A questo punto, invece, nettamente da scartare che un piccolissimo frammento del razzo cinese, grande quanto un fiammifero, possa essere volato sin qui e innescato la miccia. Infatti il razzo è caduto nell’Oceano Indiano. Anche questo  è stato riportato.

Non so se il lettore apprezzerà il fatto che l’abbiamo presa alla larga. E “leggerissima” (dalla canzone di Sanremo). D’altra parte, siamo sovrastati da ben più gravosi pensieri per poterci occupare  di problemi aggiuntivi. Le stesse indagini subito avviate dagli inquirenti farebbero propendere per il gesto di qualche malintenzionato oppure, come ci piace  pensare, davvero al gesto isolato di un nullafacente che, proprio per questo, ha messo in atto quel brutto gesto. Alla fine, il gesto vandalico da condannare, come gettare rifiuti per strada, rigare l’auto con un temperino o abbandonare plastica in mare, dopo avervi fatto merenda.

E, comunque, tornando serissimi,  tutto ciò sembra non bastare, poiché ci aspettiamo dagli inquirenti una qualche rassicurazione e, davvero, la conferma di un’azione limitata e circoscritta, finanche non  riferibile alla struttura che, ricordiamolo, nasce in virtù del Piano Coste e destinata (al pari dei tanti altri stabilimenti previsti sulla costiera neritina) a rappresentare un’indubbia trasformazione del nostro modo di fare vacanza, diremmo  anche un’evoluzione dei tempi. In ogni caso, un rafforzamento dell’economia locale per quel genere di comparto. E sempre, comunque, con tutta l’attenzione al periodo pandemico, con l’augurio che tutto si risolva per il meglio. E’ tutto.

Poi, scostandoci su altro lato ci preme fare qualche osservazione. Di merito. Detto in generale, si migliori a Nardò la comunicazione istituzionale per non essere sempre sottoposti a continuo chiacchiericcio che col tempo diventa insopportabile. L’occasione, manco a dirlo, è la campagna elettorale no-stop infarcita di ogni tipo di annuncio. Si capisca che non tutti i cittadini hanno le necessarie informazioni, non dico per contare, quantomeno per rendersi conto di come stanno le cose. Prendiamo, a caso, un paio di esempi . Sul lungomare messo in sicurezza e dove per unanime ammissione mancano i parcheggi, si dica chiaramente cosa si vuol fare, anche prendendo scelte coraggiose o, come si dice, impopolari.  O, anche, semplicemente facendo mea culpa (non mancherebbe la comprensione) per la leggerezza con cui nell’opera non siano stati inclusi e compresi i necessari parcheggi. Liberi dire anche altro e con autorevolezza, come per la dichiarazione da parte di un qualsiasi governo locale, della volontà di creare solo un  tot di parcheggi, e non uno di più, al solo scopo di  voler limitare il traffico autoveicolare privato. Già soltanto questo sarebbe un sano ragionamento.

 Ma è soprattutto un’altra vicenda che resta irrisolta, sino a generare stanchezza; cioè la discarica di Castellino. Si chiude, non si chiude, avanti col “piano di caratterizzazione” e così via. Ma resta sempre lì. C’è stato l’annuncio di  chiusura in tempi rapidissimi, se non nell’immediatezza (Casili, M5S, vicepresidente del consiglio regionale) e la doccia gelata di altro politico (Lorenzo Siciliano, consigliere Pd) che ha spiegato come questa cosa non possa farsi in tempi brevi, alludendo a un contenzioso pendente col gestore che reclamerebbe sue spettanze. Basterebbe solo sapere chi dice la verità.  Vi rendete conto della confusione? E che un fatto  del genere possa essere precisamente spiegato con una nota ufficiale della stessa Regione?
E, allora, non vorremmo sentirne più parlare tra mesi o anni senza un nulla di fatto. Finalmente, si dica la verità, tutta la verità e anche in questo caso il giudice non mancherà di mostrarsi indulgente.

LUIGI NANNI