Extra

ANALISI LUCIDA - Covid o non Covid, il Salento turistico non riesce ad affrancarsi

Stampa

LA “CAMPAGNA DI PRIMAVERA”. PERO’, CRIMINALE!
Gli "avvertimenti" non colti: incendi sospetti che... annunciano

Ha avuto una scarsa eco, anzi nessuna, il rogo a Gallipoli di decine di biciclette. Per intenderci, quelle che normalmente si affittano in città, ma che ordinariamente sono appannaggio dei turisti delle località di mare che amano muoversi con questo comodo mezzo. Un fatto di alcune settimane fa. Nottetempo, hanno messo fuoco alle bici alloggiate in un deposito in attesa di essere utilizzate con la bella stagione. Sulle origini del dolo, ovviamente, nessun dubbio: stoppino, benzina e forse qualcos’altro ancora. Sta di fatto che presto hanno preso fuoco, grande il falò, e sono andate distrutte. E, dunque? Un fatto come tanti altri? Non proprio. Notizia che ho appreso da un trafiletto, 4 (quattro) righini di un foglio locale. Poi ho voluto seguire per un paio di giorni altri giornali e pure notiziari.
Nessun cenno (e senza pure voler dare colpa alcuna). Tutto ciò per dire (e supporre) che non è stata ritenuta una gran notizia.

Non è certo così! Il fatto avvenuto a Gallipoli, città turistica per eccellenza, potrebbe essere inteso come la “prova generale” del crimine che è sempre attento ai tempi di esecuzione. Episodio forse da ascrivere a rivalità, a far fuori un temibile concorrente o, alla fine, la messa in atto della collaudata  pratica estorsiva. E conferma il fatto che il crimine ci tiene a scegliere bene i tempi. Ed essersi mossi in aprile o maggio, a ridosso dell’estate, significa esattamente che loro vorranno essere presenti dove altri non dovranno starci ed è meglio che sgombrino il campo. Basta ricordare quello che è successo in altre estati . E questo, certamente, gli inquirenti lo sanno. Ovviamente non è il solo episodio di questo genere, anzi si tratta di uno stillicidio che si ripete ogni anno e che  riguarda la penetrazione del crimine nelle attività turistico-commerciali. In passato Gallipoli ne è stata frequentemente vittima. Gli stessi indicatori che registrano il fenomeno che riguarda in generale il Salento, confermano il  pericoloso attacco della malavita  alla sua industria.  Il fuoco è il mezzo preferito, vera specializzazione.

Ma non s’è fatto in tempo a ragionare sul’episodio succitato che, ecco, a Lido Marini, sul litorale ugentino, il lido balneare Roccacapozza Lounge Beach, stabilimento dell’omonima masseria, all’alba prende fuoco. Danni per oltre 100mila euro e la stagione compromessa. Sono occorse ore di lavoro dei Vigili del Fuoco per domare le fiamme alla struttura principale del lido, compresi bar e ristorante, sino a intaccare sdraio e ombrelloni e fermarsi soltanto di fronte al mare. Manco a dirlo, incendio doloso, contemplando la sempre iniziale e necessaria prudenza per indicare le cause del sinistro. La cronaca di questo e altri casi presenta il solito usurato clichè: l’accertamento delle cause dell’incendio, la stima dei danni, il fatto che non si registrano richieste intimidatorie, che non si avevano “nemici”.

Ma a tutto questo gli inquirenti sono ben allenati. Ed è conferma del ricorrente allarme lanciato anche in occasione dell’anno giudiziario, nelle tante riunioni straordinarie convocate d’urgenza per fare il punto della situazione dell’ordine pubblico. Insomma, il Salento che rischia e non poco. Il turismo che fa gola a tanti. Per salvarlo dalle infiltrazioni mafiose, detto in poche parole, occorrerà che tutta la filiera istituzionale faccia il suo dovere. Su tutto, legalità e trasparenza. Non c’è altro da fare. Quello che talvolta manca nelle nostre comunità, se di tanto in tanto qualche comune viene commissariato. L’elenco si va a purtroppo a irrobustire, dopo i casi di Casarano, Surbo e altri ancora. Elenco che oggi comprende il piccolo Carmiano, con l’amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose a seguito di accertati collegamenti. E che, nonostante tutto, riescono anche e riemergere, dovendo registrare l’attentato di questi giorni (ancora un incendio) a camion della nettezza urbana. Bruttissimo segnale.

 Non vogliamo certo allarmare, ma troppi episodi come quelli descritti non depongono a favore della tranquillità imprenditoriale e della legalità tout-court. Nella quale bisogna sempre confidare, dando  sostegno alle Forze dell’Ordine. Poi succede che si ricada nello sconforto, vedendo che persistono fenomeni che solo all’apparenza possono ritenersi “minori” E’ quello che mi ha riferito un conoscente che di frequente  si reca al mercato di Gallipoli che si tiene il mercoledì.
Vi arriva con l’auto, ma non in tempo a scendervi che viene assediato dai parcheggiatori abusivi. Che nuovamente incontra all’ospedale quando accompagna un familiare malato. E la stessa cosa nell’area antistante il mercato del pesce. Mattina, pomeriggio e sera. Infine, se quel conoscente amasse un po’ divertirsi (ma è tutto casa e lavoro), scoprirebbe che non mancano certo  lungo la zona dei lidi e locali da ballo quando, al costo del biglietto della balera avrebbe dovuto prevedere un tot obbligatorio per il suo “guarda-macchina”. Cosa che però lì non è successa solo a causa del covid. Insomma, è tempo che Gallipoli affronti questo fenomeno.

LUIGI NANNI