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27 gennaio - Giornata della Memoria

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Non dovrà bastarci la riflessione di un solo giorno.

A ottantaquattro anni dalla promulgazione delle Leggi razziali fasciste (1938), (“esistono grandi razze e razze piccole”, “esiste ormai una pura razza ariana”), e dall’orrore dei campi di concentramento nazi-fascisti, simbolo nefasto di patimenti, sofferenze e morte, resti sempre viva la memoria del lungo periodo di barbarie, dell’Olocausto che riguardò milioni di cittadini inermi. Lo sterminio nei campi di Dachau, Auschwitz, Birkenau, Mathausen, Sobibor, Treblinka e altri ancora, colpì soprattutto ebrei, vittime della “soluzione finale” nazista. Ma anche in Italia ebrei, oppositori politici, furono lungamente perseguitati, schedati, privati del lavoro, come nel caso di tanti docenti cacciati da scuole, università e rinchiusi nei campi di internamento di Fossoli, Risiera di San Sabba, Tremiti, negli oltre quaranta appositamente allestiti, campi di transito e anticamera dei lager nazisti. Non si dovrà mai dire che è trascorso troppo tempo per doversene poi interessare. Restano implacabili le tante testimonianze dei sopravvissuti e i tanti documenti e scritti ( in quel periodo i libri alimentavano i falò) a ristabilire le giuste distanze e a farci tutto meglio comprendere. D’altra parte, la distruzione, l’incendio dei libri è stata sempre propria di tutti i regimi dispotici e basterebbe soltanto questo per farceli amare.                                                                                                     

                                                                                                                     

“Io appartengo                                           Il suo nome? Mi chiede il Direttore

all’unica razza che conosco                  Gli dissi il mio nome

quella umana”                                         Nato?

                                                                                           Sì

Albert Einstein                                                               Quando,intendo. Dissi la data

                                                                         Religione?

                                                                         Non la riguarda

                                                                         Molto bene, scriva: ebreo!

                                                                        Il cancelliere scrisse

                                                                        

                                                                         Erich Muham  “L’interrogatorio”

Un ospedale per poveri ebrei malati,

per creature tre volte sciagurate

afflitte da ben tre malanni

miseria, infermità ed ebraicità

il peggiore dei tre è l’ultimo,

millenaria tara familiare

piaga che trascinano con sé dalla valle del Nilo,

quell’insano credo dell’antico Egitto

Heinrich Heine,  Il nuovo ospedale israelitico di Amburgo, vv. 1-8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

… non esiste dolore comparabile a quello degli ebrei. Toccò anche ad altri piccoli popoli d’essere dispersi, strappati dal loro suolo, ma allora scomparvero rapidamente. Delle altre stirpi trascinate a lavorare sul Nilo non ci è stato tramandato neppure il nome. Gli ebrei non si sono lasciati divorare, com’è noto, benché fossero costantemente tra i denti dei popoli padroni di casa. Dediti al commercio e alla Scrittura, salvarono la loro angosciosa esistenza tra assassini innumerevoli.

Enrst Bloch “Il principio speranza”

 

 

 

 

“…i giudei non lavorano, sfruttano la produzione manuale o intellettuale altrui….questa tribù straniera ha asservito il popolo tedesco e ne succhia il midollo. La questione sociale è essenzialmente la questione ebraica, tutto il resto non è che una truffa”

 

(sulla Rivista “Die Gartnlaube”, 1875 – 460 mila copie)

 

 

 

 

 

 

Patriottismo                                                           Gli uomini sono uguali:

nazionalismo                                                          non la nascita

e razzismo                                                               ma la virtù

stanno tra loro                                                      fa la differenza

come la salute

la nevrosi e la pazzia                                           Voltaire

Umberto Saba

 

Testi scelti da Luigi Nanni

Bibliografia essenziale:

Destini e avventure dell’intellettuale Ebreo di Riccardo Calimani – Mondadori 1996

Se questo è un uomo       - Primo Levi                      Einaudi

Il flagello della svastica   - Lord Russell                   Feltrinelli

Musica e destino              - Antonio Montinaro      Mimesis

LUIGI NANNI