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25 APRILE - L'energia che ci serve per contrastare il declino

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Oggi a oltre ottant’anni da quei giorni, la giornata del 25 Aprile, ci parla con una forza rinnovata e urgente in un triste momento storico segnato da grandi trasformazioni, da nuove inquietudini e in mezzo a una crisi mondiale fuori controllo e senza governo.

Viviamo un cieco e barbaro ritorno alle guerre, nazionalismi aggressivi, tentazioni autoritarie che mettono in discussione equilibri che per decenni abbiamo dato per acquisiti. Persino la pace e la giustizia sociale sono messi in forse da capi di stato che insieme con tecnocrati e proprietari di sconfinati imperi finanziari, affermano che la democrazia non è compatibile con la libertà.

Ogni forma di diritto internazionale viene calpestata rivendicando il primato assoluto della forza mentre riemergono in Italia, nell’ Europa e nel Mondo linguaggi e visioni che pensavamo appartenere definitivamente al passato.

In quegli anni prese forma anche un’altra grande intuizione politica: l’idea di un’Europa unita, costruita per impedire che il nostro continente tornasse a essere terreno di guerra, nazionalismi e rivalità distruttive partendo dalla consapevolezza che la libertà non si riceve in regalo, ma è un bene che si conquista, che va preservato quotidianamente.

Per tutto questo la memoria della Resistenza non è soltanto un dovere verso il passato, ma una responsabilità che orienta le nostre scelte nel presente. Significa ribadire che la libertà, la pace e la cooperazione tra i popoli sono l’unico antidoto contro il ritorno dei totalitarismi e contro la logica della sopraffazione.

Dalla memoria di 80 anni fa dobbiamo attingere per ritrovare l’energia unitaria indispensabile per contrastare questa catastrofica deriva che può portare ad un conflitto generalizzato che sta già portando ad un declino umanitario, economico e sociale di dimensioni sconosciute.

Una rinnovata energia unitaria, memoria di Resistenza, di Liberazione, di democrazia progressiva, di giustizia sociale, di partecipazione popolare, di costruzione di pace la ritroviamo nelle grandi manifestazioni per la pace, nella rivolta morale di milioni di cittadini davanti al genocidio di Gaza e alle tante guerre che accadono nel mondo.

Una luce di speranza è quella di Papa Leone XIV che in perfetta continuità con Papa Francesco ribadisce l’urgenza della pace e condanna “ i signori della guerra che fingono di non sapere che basta un attimo per distruggere, ma spesso non basta una vita per ricostruire“.

La vittoria del NO in Italia sul referendum a difesa dello stato di diritto e una nuova generazione che torna ad essere protagonista sono gli anticorpi, la parte viva e pulsante contro tutto quello che sta accadendo nel mondo e sono una nuova Resistenza per contrastare alla radice l’attuale vento autoritario, nazionalista e bellicista.

Il 25 Aprile è anche il giorno in cui dobbiamo ricordare la scelta compiuta da tanti nostri Internati Militari Italiani che, nel momento drammatico dell’8 Settembre 1943, con il loro NO, con la loro resistenza silenziosa e responsabile ci invitano a non tradire la loro memoria, a manifestare contro le guerre e a costruire ogni giorno la pace.

Forti della memoria è nostro dovere vivere la commemorazione del 25 Aprile non come un giorno inerte, ma vivo di una comune responsabilità, con una coscienza e consapevolezza rinnovata, scacciando il pericolo di sentirci impotenti come cittadini e contrastare una situazione che ci fa sentire indifesi, senza garanzie e senza tutele.

Rinnoviamo con il 25 Aprile le parole del giuramento dei sopravvissuti di Mauthausen: “La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la sola via per la collaborazione pacifica tra stati e popoli”.

Pantaleone Pagliula