LEQUILE - Un vasto incendio ha interessato l’Ecocentro di Lequile, vicino la SS 101. La gigantesca nube di fumo nero, visibile anche da Galatina e da buona parte della provincia di Lecce, ha messo in allarme la popolazione.
Sul posto hanno operato sette squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Lecce, risorse dei Comandi di Brindisi, Taranto, Martina Franca,Monopoli, un mezzo aeroportuale proveniente da Grottaglie e un autobotte dell’Aeronautica Militare del 61° Stormo dall'aeroporto di Galatina. A questo si sono aggiunte numerose squadre della Protezione Civile, impegnate a supporto delle operazioni di spegnimento e contenimento dell’incendio.
Per la gestione dell’emergenza è stato inoltre convocato il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) presso la Prefettura di Lecce.
Non si ha notizia se sono ancora in corso le operazioni di spegnimento e contenimento dell’incendio.
A causa dello sviluppo di fumi derivanti anche dalla combustione di materiali plastici, le autorità sanitarie a tutti i residenti nelle aree interessate dallo spostamento della nube e nei Comuni adiacenti di tenere chiuse porte e finestre delle abitazioni e degli uffici, spegnere impianti di condizionamento o di ricircolo dell'aria esterna ed evitare spostamenti non necessari nelle zone interessate dal fumo.
Si teme che il denso fumo nero denso visibile per molte ore nel pomeriggio e nella notte da molti chilometri derivante dalla discarica abbia liberato nell'aria diossine, sostanze altamente tossiche e cancerogene.
La diossina viene generata in genere tra i 250°C e i 400°C quando materiali che contengono cloro, presente in molte plastiche, bruciano male in presenza di carbonio e ossigeno.
Il fumo nero e denso, solitamente trasporta particolato e microinquinanti e diossine si depositano anche pesantemente sui terreni circostanti, contaminando la catena alimentare (ortaggi, latte, carne).
Si attendono aggiornamenti ufficiali ed indicazioni da parte delle autorità competenti e degli enti di tutela ambientale.
Pantaleone Pagliula (ingegnere)