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GRAZIE CORRADO - Aveva fondato il primo "giornale parlato" di Nardò

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NARDÒ - Sembra ieri – e siamo nel 1975- l’incontro presso l’abitazione di Bruno De Razza al fine di dare un assetto culturale ad una nuova e originale iniziativa: una radio che Fernando Raho e Corrado Zacchino con la compagnia di Saverio Casaluce avevano costruito pezzo dopo pezzo e che era pronta per trasmettere.corrado


Fui chiamato per ultimo e così anche per me, insieme ai due citati amici, a Bruno De Razza, a Franco De Pace e a Carlo Dell’Atti, iniziò ai primi del 1976 l’avventura di Radio Nardò Uno, come prima emittente a Nardò e tra le prime in campo provinciale e regionale.
Una radio libera che per dieci anni ha proposto programmi culturali e politici; ha formato tanti giovani; ha coinvolto l’intera città e circondario.
Non è di Radio Nardò Uno che intendo parlare, anche se è stata una sua creatura, ma dell’amico Corrado Zacchino, la cui triste notizia di morte ha spalancato in me una lunga scia di amicizia e di stima.
Una persona affabile e disponibile; generosa a partire dalla sua testimonianza di donatore di sangue; ingegnosa anche nella sua attività artigianale, trovando le soluzioni più economiche; attiva tra i primi radioamatori di Nardò, che avevano la propria sede nel palazzo Sambiasi, accanto alla chiesa di Santa Teresa.
Era silenzioso Corrado, ma aveva idee ben precise anche in riferimento alla Radio, che voleva sempre più culturale e più dignitosa nelle voci dei conduttori e delle conduttrici.
Il suo atteggiamento riservato e serioso dava a chi non lo conosceva un’impressione di distacco sociale, ma chi lo frequentava assaporava la sua disponibilità, la sua dedizione amicale e, non poche volte, la sua sottile e perspicace ironia.
Un’altra sua dote era la dolcezza d’animo, che ha totalmente riservata alla sua famiglia: alla cara Mariolina, ai figli Vito, Evy e Danilo con le loro famiglie e, in particolare, ai nipoti.
Un personaggio che non merita il silenzio solo perché ha operato in silenzio, rifuggendo di apparire, nonostante abbia dato vita ad una famiglia di saldi valori, donato salda amicizia e fondato un’emittente radiofonica culturale, quale primo «giornale parlato».
Grazie, Corrado!

(Mario Mennonna)