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Squadra di Calcio, Ospedale, Tribunale (proroga di due anni), Guardia di Finanza, Siae, Ufficio del Registro…

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LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Mamma, ho perso la città!

orco logo300-3421ODDIO, QUI TI RUBANO TUTTO!

TENIAMOCI STRETTI …MAMMA E PAPA’, SEMPRE CHE, SFORTUNATAMENTE, NON LI ABBIAMO GIA’ PERSI.

Squadra di Calcio, Ospedale, Tribunale (proroga di due anni), Guardia di Finanza, Siae, Ufficio del Registro…

E l’ultima a scomparire fu la squadra di calcio, militante in serie D. Con l’onta di essere radiata dalla Lega per mancate ottemperanze. Nemmeno retrocessi dopo un campionato sfortunato, ma giocando lealmente e serenamente accettando il verdetto sportivo.

No, si tratta da una parte di debiti (vecchi e nuovi) e poi non riuscire nemmeno a disputare gli incontri prefissati. Dopo quattro rinunce è scattata la mannaia e per il calcio a Nardò bisognerà rileggersi qualche almanacco (completo quello della Gioventù Granata).
Nella transizione e l’enorme confusione createsi, i pochi incontri disputati sono stati assicurati dalla squadra giovanile cui, comunque, va un grande plauso. E, comunque, ragazzi mandati allo sbaraglio, anche dal punto di vista del possibile aggravio fisico, per averli fatti giocare sabato nel loro campionato e domenica in quello di D, a sopperire l’assenza dei giocatori “maggiori” che avevano abbandonato squadra e società.

Allegramente ingaggiati ma, s’è visto, senza l’assicurazione di un compenso. Si può non amare il calcio, addirittura lo si può odiare (non lo credo, comunque, possibile), sta di fatto che la radiazione, voluta dagli stessi appassionati tifosi, è un colpo al cuore della città, una ferita per tutti gli amanti dello sport e del calcio in particolare. Stavolta non è retorica. L’enormità di quanto è successo è stato colto da Radio, Tv e giornali non soltanto locali, a dimostrazione del fatto che nulla faceva presagire questa brutta fine.

A questo punto, è inutile chiamare in causa chicchessia, e a nessuno imputare qualcosa, anche se non sono mancate le accuse tra vecchia e nuova dirigenza. E’ certo, comunque, che errori ci siano stati e non di poco conto, tali da portare squadra e società a una lenta agonìa. Semmai colpisce, avendone avuto anche il tempo, come non sia scattata una sorta di mobilitazione dell’ambiente per salvare il campionato e porre le basi per il futuro. Rassegnati. E, invece, si sbandieravano rassicurazioni, parlando di soldi (tanti) che erano disponibili e che bastava uno schiocco di dita per andarli a prendere (sembrava che parlasse un ministro del governo Letta).
Cosa, evidentemente, non vera, se non manifestamente falsa. Nemmeno tanto simbolicamente, ora Nardò rientra nei ranghi e ripartirà dalle serie minori. Possiamo parlare di simbolo per una squadra di calcio? Perché no? Chiedetelo in giro.

Al pari di quanto potrebbero rispondervi se toccate la questione ospedale San Giuseppe-Sambiasi (ex), con le sue ferite mai causticate. Anche in questo caso è inutile voltarsi indietro. Altra questione, semmai, è quella di un protocollo d’intesa che bisognerà monitorare sul versante dei servizi e delle opportunità promesse. Intanto, la Lungodegenza si accinge a traslocare a Copertino e se in tanti restano sorpresi della cosa leggendo i giornali è ancora evidente che la buona comunicazione non conviene a nessuno.

Come a nessuno (sbaglio, non è così!) interessa la vicenda del processo all’operazione-Sabr (in breve, sfruttamento dei migranti nella raccolta delle angurie). Silenzio su tutta la linea, anche da parte di chi, istituzionalmente, avrebbe fatto e farà bene a ricordarla. Ma la cosa sarebbe davvero imbarazzante per questa amministrazione, non avendo voluto a suo tempo costituirsi “Parte Civile” (lo aveva fatto, però, la Regione Puglia”).

Nonostante tutto il processo va avanti e tra qualche giorno si celebrerà la terza udienza. Non traiamo nessuna conclusione e si tratta semplicemente di vedere come va a finire. Per darvi le notizie necessarie. Semplicemente.

Luigi Nanni