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"Vietati abbracci, baci e carezze tra il personale della scuola e gli alunni". E le vanno pure dietro

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NARDO' - Tanto per introdurre al tema: la dirigente teme la pedofilia nella sua scuola.

CARA PROFESSORESSA, CHE IDEA TREMEBONDA HA DELLA SCUOLA! E DELLA VITA!

Segnatevi a futura memoria il nome di questa dirigente scolastica: chiamata a dirigere una scuola primaria in quel di Lizzanello, alle porte di Lecce. Una prof che, fatte salve le buone intenzioni (ma si farà fatica a concedergliele), ha gettato nel marasma non soltanto la sua scuola e l'istituto, la sua comunità, probabilmente ogni scuola di ordine e grado del suolo italico.

Dando fuoco alle polveri di chi ha sempre pensato (talvolta, con una qualche ragione) che i problemi della scuola stanno anche in una categoria di docenti bisognosa di un "tagliando". Tanto per introdurre al tema: la dirigente teme la pedofilia nella sua scuola.
Lo fa, però, con un allarme improprio e bizzarro fatto di polvere urticante sparsa nell'aria, fatta di maldicenza e sospetto che – per conseguenza - rischiano di invadere ogni ambiente della sua scuola: i corridoi, le aule scolastiche, i sottoscala, persino i bagni. Dove il bambino, la bambina... rischia il contatto con gli adulti.
Cosa ha fatto di tanto maldestro la prof in questione? Essersi inventata un vademecum di comportamento. Dieci righe di comunicazione indirizzata al personale della scolastico. La sostanza: "vietati abbracci, baci e carezze tra il personale della scuola e gli alunni".

Ma cosa è passato per la testa alla dirigente? Deve aver pensato a lungo prima di farlo, probabilmente non ha preso sonno per alcune notti, allarmato marito e familiari vedendola insolitamente pensierosa. Deve aver visto tanta televisione e qualche film horror. E, dunque, una volta convinta della cosa ha approntato il ... manifesto antipedofilia. Dopo la faticosa tribolazione, la "sventurata" (dal Manzoni) non ce l'ha fatta a tacere, paladina della morale, ed ecco pronta la "delibera".

Commentando il tutto con un comica considerazione: "il personale scolastico sa che non sarà mai rimproverato per una carezza sul capo del bambino o una stretta di mano in segno di saluto o per un buon voto". Che pensare? Male, malissimo. Di lei e non certo dell'incolpevole scuola che rappresenta, avendo anche più di un dubbio sull'adeguatezza della sua figura in quel contesto. Anche perché fornisce gratuitamente un'idea intrisa di pregiudizio che non sarà più possibile scalzare.

Diciamo anche che la circolare ha fatto scalpore e flop al contempo, col ritiro del documento a seguito di proteste che pure ci sono state e col solito ispettore scolastico in arrivo.

Ma, soprattutto, ha creato stupore e imbarazzo a tutto campo in un contesto non proprio edificante (dalla irragionevole paura di qualche genitore che ha plaudito all'iniziativa, alla post-fazione di un ex assessore alle politiche sociali della Provincia di Lecce Filomena D'Antini Solero che, invece di ridicolizzare la questione, esordisce dichiarando, con serietà, che "bisogna accendere fari sulla pedofilia, una vera emergenza ".

Dove, benedetta ex assessora, se c'è un faro e luce da qualche parte bisognerebbe accenderli nel proprio cervello. Insomma, la prof ne è uscita male di sicuro. Per aver dato un giudizio tremebondo e scriteriato della scuola e un'idea certamente malata della sua stessa persona (malato è anche il genitore che sospetta di tutto e tutti).
A questo punto la logica vorrebbe che quella dirigente proseguisse a fare il suo lavoro, ma a una distanza direttamente proporzionale alla pessima rappresentazione che ha voluto dare della sua scuola lizzanellese.

LUIGI NANNI