Cronaca

Condannato anche in appello il pensionato che importunava i bambini allo stadio

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NARDO' - E' stato condannato in appello il pensionato di 78 anni riconosciuto colpevole, anche in secondo grado di giudizio, di aver intrattenuto rapporti morbosi a sfondo sessuale sugli spalti dello stadio di Nardò con due ragazzini inconsapevoli. La condanna di tre anni e quattro mesi di reclusione si accompagna alla conferma della provvisionale di settemila euro a favore delle due famiglie dei giovanissimi di 10 e 12 anni, così come da pronuncia delle sentenza da parte del presidente della sezione penale promiscua Rodolfo Boselli.
L'uomo, secondo indagini degli investigatori effettuate con telecamere che lo riprendevano a distanza durante le partite di calcio, era solito appartarsi sugli spalti dello stadio "Giovanni Paolo II" in occasione degli incontri della squadra cittadina per avvicinarsi ai due minori e mettere in atto, alle loro spalle, azioni dall'inequivocabile natura sessuale. L'anziano, in pratica, occultava con la sua mole e un ampio cappotto i due ragazzi appoggiati agli spalti dello stadio e metteva in pratica il suo proposito.
Le indagini, svolte dai carabinieri della stazione di Nardò a cui non erano sfuggiti gli strani atteggiamenti del pensionato durante le partite, hanno portato alla condanna dell'uomo, in prima istanza. Non solo le tante riprese dei militari ma anche le dichiarazioni dei due ragazzini, raccolte attraverso l'ascolto protetto, lo avevano incastrato. In questo periodo è rimasto ai domiciliari.
Il primo processo, celebrato con rito abbreviato, ha portato il giudice Simona Panzera a condannare l'uomo al pagamento della provvisionale di 7mila euro ed a tre anni e quattro mesi di reclusione nonostante la richiesta di quattro anni e sei mesi da parte del procuratore Antonio De Donno.
L'intera impalcatura della prima sentenza è stata praticamente confermata anche in appello. Il legale delle due famiglie è l'avvocato Massimo Muci e la questione continuerà in sede civile perché è pendente una richiesta di 150mila euro, a testa, come risarcimento del danno.