NARDO' - Il bando vinto dalla Mydas? "Lo abbiamo appreso dagli organi di stampa". Il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, scrive al sindaco di Nardò, Marcello Risi, e non nasconde il suo disappunto per quello che è diventato ormai il "caso Mydas", ovvero il bando di 24mila e 400 euro vinto dalla società cooperativa di Brindisi.
L'avviso pubblico, pubblicato il 28 marzo scorso, ha visto partecipare solo la società brindisina. Il bando, emanato dal comune di Nardò, prevedeva che i lavori sarebbero stati affidati anche in caso di una sola proposta. E così è stato. La determina comunale numero 356 del 23 maggio prevede l'affidamento dei servizi di comunicazione e animazione territoriale del "Sistema Ambientale e Culturale (SAC) di Terra d'Arneo e Costa dei Ginepri".
Albano, pur accettando le discutibili procedure avviate dal comune neritino, sembra contrariato per le decisioni prese a palazzo Personè: "In un'ottica di gestione dei sistemi ambientali e culturali a livello sovracomunale, riteniamo che sarebbe quanto meno opportuno che il comune di Nardò, quale soggetto capofila, renda informati tutti i partner della pubblicazione di bandi, avvisi e procedure inerenti il progetto. A tal fine, pertanto, chiediamo al comune neritino, d'ora in avanti, di pubblicizzare in tutti i comuni partner le procedure di gara indette nell'ambito del Sac, mettendo tutti a conoscenza di quanto avviene sul territorio".
L'intervento del sindaco di Porto Cesareo arriva dopo un duro confronto interno alla maggioranza di governo di Nardò. Mino Natalizio, Paolo Maccagnano, Gianluca Fedele, Pippi Mellone e Vincenzo Renna hanno chiesto al primo cittadino, Marcello Risi, la revoca del bando: "ci piace pensare caro sindaco - affermano i cinque -, che al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica, lei saprà consigliare all'ufficio procedente la strada della revoca in autotutela da noi invocata".
E proprio a Nardò, intanto, si profila un nuovo scontro sull'argomento. Vincenzo Renna, Mino Natalizio e Pippi Mellone, fin da subito i più tenaci oppositori del bando finito al centro delle polemiche, sembrerebbero intenzionati a rivolgersi all'Autorità Anti-corruzione. Il braccio di ferro, in buona sostanza, sembra destinato a rinnovarsi.