Cronaca

*VIDEO & FOTO* - Chiese 150mila euro a Biagio Antonacci perché una cappella rurale appariva nel video girato a Nardò

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NARDO' - Niente da fare per una donna di Nardò: la sua richiesta di risarcimento del danno cagionato dall'apparizione, per cinque secondi, della sua cappelletta rurale nel famoso video del Biagio nazionale è stata rigettata dal giudice monocratico del tribunale di Nardò. Abbiamo ricostruito la storia con i documenti dell'epoca. La foto è simpatica perché, in qualche modo, esplicativa: il grande Biagio in mezzo a due "divise". Ma, come si è visto, tutto si è concluso per il meglio per il bravo artista che esporta la canzone italiana nel mondo ed aveva provato ad esportare anche Nardò. Invece siamo riusciti a rovinare anche questo... 

 

L'udienza si è svolta davanti al giudice Katia Pinto. I proprietari della zona hanno obiettao che l'immagine della chiesetta è stata inflazionata dalle riprese video (anziché valorizzata dalle stesse) e ne è stato diminuito il valore economico oltre ad un nocumento di carattere affettivo.
Quella chiesa, infatti, poteva essere la location ideale per il futuro matrimonio della proprietaria che avrebbe potuto utilizzarla per riproduzioni foto e video.
Il passaggio del famoso artista, quindi, e la diffusione del videoclip avrebbero svalutato il valore della chiesetta e della sua immagine. Per farla breve, che è meglio, della super pretesa risarcitoria di 150mila euro - per i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti - non se ne farà nulla.  
Dal minuto 1:35 potete ammirare, gratuitamente, la chiesetta abbandonata:

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biagioantonacci

LUGLIO 2009 - E così siamo riusciti a fare scappare anche Biagio Antonacci. Una famiglia di Nardò, infatti, ha avanzato una sostanziosa richiesta di risarcimento nei confronti dell’artista, “reo” di aver girato cinque secondi del suo ultimo video davanti al rudere di una chiesetta appartenente alla stessa famiglia.

Il famoso cantautore, dunque, è stato tirato in ballo in una questione legale un po’ antipatica che riguarda il bellissimo videoclip girato proprio a Nardò e dintorni e dedicato a commentare, con le immagini, una canzone originariamente scritta per Laura Pausini: “Tra te e il mare”.

Il cantante è arrivato a Nardò nel mese di maggio: ha preso visione del territorio e dopo qualche giorno ha incominciato a fare le riprese. Prima sulla spiaggia del Frascone, poi nelle sconfinate campagne dell’Arneo, infine in piazza San Domenico. Proprio in quest’ultimo luogo il Biagio nazionale ha allacciato rapporti con gli “indigeni” coinvolgendo nel suo lavoro anche tanti neritini: il giovane sacerdote, gli anziani avventori della piazza, le fan in delirio, i soci dei circoli, gli uomini in divisa. Insomma, una bella festa popolare che è continuata quando il video è sbarcato su Mtv: una promozione spettacolare per il territorio tanto è vero che lo stesso sindaco, Antonio Vaglio, è andato nelle splendida Masseria Bernardini, lì dove alloggiava l’artista milanese, per ringraziarlo dell’opportunità concessa alla città.

Lo scambio è stato talmente affettuoso che Antonacci ha promesso di tornare, cosa che poi è puntualmente avvenuta ma senza sguardi indiscreti. Notizie non confermate vogliono che sia talmente innamorato del Salento da avere intenzione di acquistare qualcosa in zona. Ora, però, il feeling rischia di raffreddarsi perché ci sono avvocati di mezzo: un legale di Roma, infatti, ha scritto “Biagio Giovanni Antonacci” riferendo che nella zona di Agnano, dove è stato girato il video, la chiesetta è stata “inopinatamente” ripresa senza previo consenso.

La proprietaria, “profondamente rattristata per essere stata ingiustamente colpita nei propri affetti più cari” chiede una bonaria soluzione della questione. Che è, in sostanza, la richiesta di un risarcimento. In effetti il videoclip ha una esclusiva finalità pubblicitaria del disco, quindi commerciale. Appare giustificata, in un certo senso, una richiesta di denaro nel momento in cui “qualsiasi” cosa compare nel filmato.
Il problema, se così vogliamo definirlo, è la replica dei legali della società che ha curato la produzione del videoclip: lo stato dei luoghi, in completo abbandono e senza recinzione, non ha destato il minimo sospetto che quella potesse essere una zona privata o presidiata. Al di là di questo i produttori hanno chiesto “liberatorie” a chiunque, proprietario di immobili o comparsa, sia apparso nel video. Di cinque secondi, infine, il “passaggio” della chiesetta: evidentemente sufficiente per diventare “prezioso”.

Mah... consentiteci qualche perplessità: Biagio Antonacci viene chiamato in causa da una famiglia di Nardò la quale richiede al cantante una “bonaria soluzione della questione” che, in soldoni, si traduce in una richiesta di risarcimento. Ma di cosa si è “macchiato” il Biagio nazionale? Nel suo ultimo videoclip - girato proprio a Nardò e dintorni e dedicato a commentare, con le immagini, una canzone originariamente scritta per Laura Pausini, “Tra te e il mare” – per “ben” cinque secondi il cantautore appare davanti al rudere di una chiesetta appartenente alla stessa famiglia neritina.
La proprietaria, “profondamente rattristata per essere stata ingiustamente colpita nei propri affetti più cari”, così come scrive il suo avvocato da uno studio di Roma, chiede un contatto col cantante entro venti giorni, altrimenti minaccia di rivolgersi alla magistratura competente.
Il contatto arriva e non appare “bonario”. La replica dei legali della società che ha curato la produzione del videoclip, infatti, afferma che lo stato dei luoghi, senza recinzione alcuna, non ha destato il minimo sospetto che quella potesse essere una zona privata o presidiata. Il video venne girato a maggio nel parco di Portoselvaggio, località Frascone, e nella piazza del centro barocco di Nardò tra l’entusiasmo delle fan. Cinque secondi di troppo, però, stanno rovinando il feeling magico che si è instaurato tra Antonacci e la città.