Cronaca

Una puzza di fogna insostenibile. E' il mistero del "Santa Rita"

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NARDO' - Il cattivo odore, secondo qualcuno, avrebbe anche una importante origine galatonese. Scopriamo perché.

Una puzza di fogna insostenibile: così le vacanze si trasformano in incubo per le famiglie, blindate in casa con l'aria condizionata accesa, che abitano da Posto di Blocco fino al rondò dei Pagani. Qualcuno, però, si mette ad indagare e scopre che il disagio si verifica da quando è stato autorizzato il collegamento al depuratore di Nardò, due anni fa, di circa 300 famiglie che abitano nel villaggio Santa Rita che appartiene, come territorio, a Galatone. Mille persone in più circa che evidentemente, in quanto a scarichi, fanno la differenza.

Ecco la storia: a luglio i residenti e villeggianti della zona in questione chiamano i vigili urbani per formalizzare una denuncia. Siamo al 21 di luglio e la richiesta, dettagliata, viene formalizzata anche all'Aqp che, fino ad ora, non ha risposto. I cittadini lamentano la puzza di fogna tremenda, intensa e pungente. Poi allegano le foto dei pozzetti che esplodono, letteralmente, lasciando uscire una cospicua quantità di liquami "freschi", sicuramente non depurati. Per accadere in una zona di ville di pregio, abitata da notabili e politici di grido, la questione appare spinosa.

I pozzetti vengono ispezionati dalla ditta "Marinaci" ma non c'è nulla di anomalo, così come la visita di tecnici dell'Aqp e della Polizia locale che non sortisce consigli utili se non quello di sigillare i tombini. Qualcuno lo fa e ottiene che lo "sfiato" fetentissimo gli esplode dentro casa, direttamente dagli scarichi o dal water. La curiosità è che l'onda "anomala" di liquami pare arrivare ad intervalli regolari, notte e giorno, di circa mezz'ora l'uno. Così qualcuno decide di andare a fondo e scopre una teoria che, adesso, l'Aqp dovrebbe confermare o respingere, visto che di trovare correttivi non se ne parla: a Santa Maria ci sono le pompe di risalita (nei pressi delle Quattro Colonne) che sono nuove e potentissime e spingono i liquami convogliati nella marina verso il monte. Questi liquami vengono "pompati" e fanno un giro tortuoso (raggiungono il Posto di blocco ma invece di indirizzarsi verso i Nucci, dove c'è il depuratore, tornano verso i Pagani, fanno alcuni "gomiti" per raggiungere vie interne) per poi scorrere verso le vasche di depurazione.

E' probabile che tra Cenate e Pagani la pressione sia tale che i tombini esplodano sotto la spinta dei reflui. A ciò si aggiunga che la rete fognaria aggiuntiva di Santa Maria (per ora si sarebbero collegate solo il 30 per cento delle utenze) ma, soprattutto, il "blocco" di Santa Rita, improvvisamente e interamente collegato alla rete, potrebbero aver fatto la differenza. E pensare che c'è davvero chi pensa, Aqp e Regione in testa, si possa collegare l'intera rete di Porto Cesareo al depuratore di Nardò. "Ma con quali garanzie?" chiedono i cittadini.