NARDO' - Con l’accusa di furto aggravato e continuato di legna di ulivo secolare, finiscono così nei guai R.G., di 25 anni, e G.D.B.i, di 39 anni, entrambi di Nardò.
La scoperta nel pomeriggio di ieri, quando una pattuglia della Stazione carabinieri di Nardò in normale servizio perlustrativo del territorio si è accorta, transitando in una campagna in località “Arene” che due soggetti, dopo aver parcheggiato a bordo della strada e in curva la loro alfa 166, erano intenti a tagliare alla base i tronchi di ben sette ulivi secolari.
I militari si sono fermati subito ed hanno iniziato i controlli di rito identificando i due ed accertandosi sulla proprietà del terreno su cui insiste l’uliveto. Subito R.G. si è giustificato con i carabinieri dichiarandosi, che era il figlio del proprietario del terreno.
A seguito di accertamento presso la Banca Dati delle Forze di polizia, invece, i militari hanno accertato che il terreno era effettivamente del padre di R.G., il quale però il 22 marzo 2013 aveva ricevuto dalla DIA di Lecce la notifica della confisca e sequestro di una serie di suoi beni, fra cui proprio l’uliveto teatro del furto.
A seguito di tale provvedimento, pertanto, il terreno stesso non era più del padre di R.G. bensì dello Stato e, sentito il magistrato di turno Dott.ssa Vallefuoco, i due sono stati dichiarati in stato di arresto in flagranza di reato e successivamente rimessi in libertà perchè entrambi incensurati.