NARDO' - Vi facciamo leggere alcuni stralci della deliberazione della Corte dei Conti del 30 luglio 2014, depositata il 10 settembre 2014.
Ovviamente sarà necessario approfondire molto l'argomento, magari con l'aiuto di qualche esperto e anche dell'opposizione. Ma chi pare uscire con le ossa rotte è la precedente Amministrazione, che venne allontanata da palazzo a furor di popolo, come molti ricorderanno, e la gestione commissariale.
Ora la Corte dei Conti riconosce una sorta di "verginità" a questa gestione anche se c'è una curiosità: se dovessero chiamare in causa gli amministratori che generarono quel disastro, molti verrebbero rintracciati anche nell'attuale Consiglio comunale e proprio in maggioranza o in giunta.
Inevitabile, si dirà. In tal caso la differenza - tra quella gestione e l'attuale - sarebbe stata fatta dal capo dell'Amministrazione, eletto o nominato che sia stato. La conclusione del ragionamento è: se è vero che Risi è/si sente/ritiene di essere migliore dei suoi predecessori (eletti o nominati che fossero)... allora che incominciasse a governare per davvero "a tutto campo" perché questa città ha necessità assoluta di risultati positivi. Altrimenti si limitasse a fare il superassessore al Bilancio, ambito nel quale, per quel che leggiamo, si è applicato fin troppo bene.
Dimenticavamo: c'è una alternativa che sarebbe quella di circondarsi di collaboratori cui delegare, fedeli, efficienti, svegli e da sistemare nel posto giusto in base alle competenze reali che posseggono.
Ma i partiti saranno in grado - è tutta loro la responsabilità - di farsi un esame di coscienza e mettere da parte i conticini della serva e i piccoli interessi elettorali o di bottega per fare realmente quello di cui si riempiono tutti la bocca quasi strozzandosi? La locuzione è abusatissima e violentata animalescamente: il cosiddetto "bene della città..." E fatelo, per una volta sola, sto diavolo di bene della città e mettetegli accanto gente competente, date stabilità a questa Amministrazione e così vedremo chi è che vale davvero tra sindaco, assessori e partiti.
Una giunta dignitosa e volenterosa, ne siamo certi, verrebbe rispettata anche dalla dispettosa minoranza.
Un ultimo argomento che tocchiamo riguarda quei consiglieri di maggioranza che, senza timore di subire alcuna conseguenza dai propri gesti, tipo far venir meno puntualmente il numero legale dei Consigli su tasse o bilancio (tranquilli, sono quasi sempre gli stessi), conservano altrettanto puntualmente cariche e incarichi. Si tratta di veri e propri ricatti politici che il sindaco subisce dall'inizio della sua esperienza.
Ma perché non toglie qualche carica, qualche titolo, qualche presidenza, qualche bandiera dalla scrivania, qualche delega assessorile? Che senso ha avere bombe innescate a orologeria ma senza sapere quando esploderanno?
Caro Risi, ti stanno rosolando a fuoco lento ma una scottatina a qualcuno tu l'hai mai data? Perché se ti fai pecora il lupo ti mangia. E ci sono lupi che non azzannano ma rosicchiano.
Deliberazione della Corte dei Conti all'udienza del 30 luglio 2014: il comune adotti i correttivi e sul patto di stabilità valuti la Procura.
Risi: "Per la prima volta si mettono in discussione i bilanci precedenti al 2011. E' quanto vado ripetendo da tre anni. Sono soddisfatto. E il fantasma del dissesto è finalmente dissolto per sempre!"
La sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti ha trasmesso al comune la deliberazione adottata nell'adunanza pubblica del 30 luglio 2014.
La sezione è composta dai magistrati Luca Fazio (presidente), Stefania Petrucci, Rossana De Corato (relatrice), Cosmo Sciancalepore e Carmelina Adesso.
Il procedimento è scaturito dall'esame dei rendiconti 2011 e 2012.
Le osservazioni del magistrato istruttore avevano ad oggetto la tardiva approvazione del rendiconto 2011, il mancato recupero di evasione tributaria, i residui attivi e passivi, i debiti fuori bilancio, la violazione e possibile elusione del patto di stabilità, l'errata allocazione delle spese.
Con riferimento al mancato recupero di evasione tributaria il provvedimento cita le dichiarazioni del sindaco Marcello Risi: "Il 2010 e il 2011 sono stati anni di profonda crisi politica per il comune di Nardò, che ha determinato lo scioglimento del Consiglio comunale, il commissariamento fino alla prima metà del 2011 e, anche, una paralisi dell'attività di recupero dell'evasione tributaria, non potendo contare all'epoca, né sul supporto della società concessionaria, né di un ufficio tributi adeguato".
Il Collegio prende atto dei gravi disservizi che la neo eletta amministrazione ha dovuto affrontare in particolare per l'inesistenza o l'incompletezza della banca dati ereditata dalla Tributi Italia Spa, ma osserva che la mancata corrispondenza degli accertamenti rispetto alle riscossioni ha determinato, con una certa probabilità, dei risultati di bilanci inattendibili.
In ordine ai residui attivi (crediti non incassati negli esercizi passati e trasferiti nei bilanci successivi) la Corte dei Conti richiama il comune ad una verifica dei loro presupposti prima di inserirli nuovamente in bilancio fra le poste attive. Va detto che nel 2012 il comune ha in parte operato questa operazione di "ripulitura" cancellando oltre 93.000 euro di residui che difficilmente si sarebbero tramutati in entrate effettive (la Corte dei Conti nella deliberazione ne dà formalmente atto).
Il problema si pone soprattutto con riferimento ai canoni di locazione arretrati ("Ma si tratta spesso di famiglie poverissime", ha fatto notare il sindaco Risi).
Il Collegio invita il comune a verificare anche la sussistenza delle motivazioni del mantenimento dei residui passivi (debiti del comune non pagati e rinviati agli esercizi successivi). Nel 2013 il comune ha, tuttavia, completato l'attività di verifica.
La Corte dei Conti si sofferma, quindi, sul "reiterato riconoscimento di debiti fuori bilancio negli esercizi 2011, 2012 e 2013".
Per la Corte dei Conti il fenomeno assume dimensioni rilevanti (l'analisi è relativa ai debiti fuori bilancio formatisi in data antecedente all'anno 2011).
Alcune tipologie di debito sono addirittura riconducibili a spese ordinarie, dunque prevedibili, quali le "Rette per i minori presso strutture di ricovero negli anni 2010 e 2011" e il "servizio di pulizia dei litorali nella stagione estiva" nell'anno 2010.
Il Collegio ritiene di ravvisare una possibile forma di elusione del patto di stabilità (per l'anno 2011 al comune di Nardò, come è noto, sono state applicate tutte le sanzioni previste in caso di sforamento del patto).
Il Collegio si domanda se la questione possa porsi anche con riferimento all'anno 2012. Ritiene di non avere elementi sufficienti per rispondere e rimette ogni valutazione "ove ritenuto necessario" alla Procura della Corte dei Conti.
Richiama, tuttavia, l'intervento della Dirigente del Servizio Finanze ed Entrate del comune nel corso dell'adunanza. La Dott.ssa Maria José Castrignanò, a specifica domanda, aveva osservato, che se pure si fossero approvati nell'anno 2012 tutti i debiti fuori bilancio ancora da riconoscere non ci sarebbero stati, in ogni caso, riflessi negativi sul patto di stabilità, poiché il comune lo ha rispettato una cifra largamente superiore a quella minima richiesta.
La Sezione regionale di controllo, in conclusione, accerta che costituiscono violazione di legge la tardiva approvazione del rendiconto 2011, l'errata imputazione di voci di spesa nei servizi per conto terzi e la violazione e possibile elusione del Patto di stabilità. Segnala, inoltre, alcune irregolarità suscettibili di pregiudicare, in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari dell'Ente.
La deliberazione dispone, quindi, che il comune adotti le opportune misure correttive per superare le criticità indicate.
Per i rilievi relativi al patto di stabilità ogni valutazione è, invece, rimessa alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti.
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Il primo commento del sindaco di Nardò Marcello Risi:
"Non ci aspettavamo soprese e non ne sono arrivate. La Corte dei Conti ha esaminato i bilanci 2011 e 2012 rilevando le criticità a noi ben note. Sono quelle che ci hanno fatto sudare sette camicie per mettere ordine nelle finanze del comune e scongiurare ogni rischio di dissesto. Ricordo che molti pensavano che il dissesto sarebbe stato inevitabile, ma li abbiamo smentiti! Il fantasma del dissesto ora è dissolto per sempre! Ho molto apprezzato che la deliberazione della Corte dei conti riporti ampi passaggi di quanto da me dichiarato all'udienza. Ma, soprattutto, ho molto apprezzato che dopo due anni di battaglie in tutte le sedi (Ministero Interni, Ragioneria dello Stato, Tar Puglia e Tar Lazio) finalmente, per la prima volta, viene riconosciuto quanto da me più volte sostenuto: i bilanci degli anni precedenti a quelli della mia amministrazione nascondevano debiti e poste passive e non erano corretti. La Corte dei Conti lo afferma alle pagine 22 e 23 della deliberazione, sostenendo, cito alla lettera, che la presenza reiterata di debiti fuori bilancio riferibili ad esercizi finanziari pregressi (al 2001), rende palese la parziarietà e l'incompletezza degli atti di salvaguardia degli equilibri di bilancio adottati dall'Organo consiliare nelle precedenti annualità, in evidente contrasto con l'art. 193 TUEL. Sono tre anni che reclamo chiarezza e finalmente comincio a vedere un po' di luce. Mi piacerebbe conoscere l'opinione dell'Organo di revisione che in quegli anni era in carica.
Sul Patto di stabilità 2012 avrei preferito che si approfondisse tutto a luglio. La sezione di controllo ha ritenuto di non farlo rimettendo eventualmente alla Procura ogni ulteriore accertamento, ove ritenuto necessario. Se ci sarà richiesto trasmetteremmo il dettagliato e copioso dossier già redatto dall'amministrazione che dimostra inequivocabilmente come l'aver riconosciuto nel 2013 debiti già noti l'anno precedente non può aver alcun effetto sul Patto di stabilità 2012, largamente rispettato per diverse centinaia di migliaia di euro. Per dirla in parole semplici: pagando nel 2012 i debiti poi riconosciuti nel 2013, il comune avrebbe ugualmente rispettato i vincoli del patto.