NARDO' - Nell’ospedale di Nardò è ufficialmente attivo da oggi il centro Pma per la procreazione medicalmente assistita attraverso l’inseminazione Intrauterina, Fivet e transfer embrionario. C'è chi festeggia e chi s'indigna.

Il centro di procreazione medicalmente assistita è realtà: è autorizzato istituzionalmente ad effettuare tecniche di fecondazione assistita di primo e secondo livello e cioè inseminazione intauterina, Fivet/Icsi e transfer embrionario.
Ha presentato la novità il direttore generale della Asl Valdo Mellone, insieme al direttore sanitario Ottavio Narracci e al responsabile del centro Pma Antonio Luperto. Le attività verranno svolte in regime di day-service, con una quota a carico della coppia, per le prestazioni non previste dai livelli essenziali di assistenza.
La coppia accede all'unità operativa tramite impegnativa/prenotazione del medico curante.
Gli accessi successivi avvengono su prenotazione interna (esclusiva) ai numeri telefonici 0833-568299, 0833 568391.
Il paziente, insomma, conclude il suo percorso nel San Giuseppe – Sambiasi.
Immessa in una lista d'attesa, la coppia inizia un percorso di preparazione e cioè esami di laboratorio, esami strumentali ed quanto sia utile al completamento dell'iter diagnostico.
Ecco la “squadra”: il esponsabile medico del centro è il ginecologo Luperto. Responsabile biologo è Pierpaolo Losavio, responsabile anestesista Maurizio Leucci
Infermieri professionali: Vincenza Cataldi e Salvatore D'Alessandro; Genetista Salvatore Mauro (direttore citogenetica del Fazzi di Lecce); urologo/andrologo Salvatore Leo (Reparto di Urologia dell'ospedale di Copertino); psicologa Rossella Rucco, endocrinologo Luigi Costantini.
Tramite una convenzione sottoscritta tra Asl di Lecce e Università del Salento, la unità operativa di Nardò collabora con l'istituto di Biologia dell’università, per studi sugli spermatozoi, nella sterilità da fattore maschile. Referente per l'università è il professor Vincenzo Zara.
LA NOTA DI PIPPI MELLONE
Nardò, da Centro di Procreazione Assistita di riferimento dell'intera Italia Meridionale, così come era stato annunciato con enfasi propagandistica appena qualche settimana fa, a "semplice" Centro di Procreazione Assistita ambulatoriale di secondo livello. Tanto è emerso dalle recenti dichiarazioni rese dal Direttore Generale della Asl Lecce, dr. Valdo Mellone, per comunicare a Nardò il "contentino" che gli spetta in cambio della chiusura dei reparti chirurgici.
Una "eccellenza", quella del PMA (Procreazione medicalmente assistita), autorizzata in quel che rimane del nostro Ospedale, che non necessita neanche di sala operatoria, come si legge nel Regolamento Regionale n.2 dell'11 gennaio 2005, ma soltanto di un "ambiente sufficiente a far muovere adeguatamente il personale sanitario operante". Le speranze di chi voleva "sfruttare" l'occasione del centro di procreazione per riavere una sala operatoria come preludio di un eventuale ripensamento della Regione Puglia sono così svanite...
A questo punto, sarebbe bene capire a cosa sia servita la convenzione per circa 50.000 euro stipulata quasi due anni fa con un biologo se il Centro di cui si parla è stato autorizzato da poco dalla Regione.
Il professionista, infatti, ora lo ritroviamo nell'equipe del Centro di Procreazione come "responsabile biologo". Una domanda sorge spontanea, c'è un rinnovo della lauta convenzione in vista?
Pippi Mellone
Futuro e Libertà per l'Italia