Cronaca

Mobilitazione mondiale: Nardò farà la sua parte. Una lettera

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NARDO' - Le ragioni per cui gli alunni del Liceo “Galileo Galilei “ stanno realizzando il progetto “La mia scuola sostenibile“.

Gli esperti intergovernativi dell’ONU nel loro rapporto di ottobre sul riscaldamento globale del pianeta hanno detto che le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera sono ai minimi livelli e che la temperatura della superficie terrestre e degli Oceani sta salendo a un ritmo molto veloce e irreversibile.

Il Segretario di Stato Americano John Kerry commentando questi dati ha detto testualmente che “chi decide di ignorare questi dati mette in una situazione di pericolo tutti noi, ma anche i nostri figli e nipoti”.

Su questo la Francia ha lanciato un appello per “una mobilitazione universale immediata”.

Si parla ormai di crescite esponenziali che producono molto rapidamente numeri enormi e si entra nel dominio di crisi globali che cambieranno permanentemente la nostra vita.

L’umanità, se non arrestiamo questi processi che stanno avvenendo ogni giorno sotto i nostri occhi, sta entrando nel terreno della insostenibilità dopo lo spreco e l’incuria del nostro pianeta in questi ultimi anni.

La nostra società è fortemente fragile e soprattutto l’Italia e l’Europa vivono a spese di altre regioni nel mondo e bruciano il capitale che dovrebbe essere a disposizione delle generazioni future.

Tutto questo da qualche anno è oggetto di riflessione nel Liceo “Galileo Galilei” di Nardò, dove gli studenti con la comunità scolastica , si stanno chiedendo cosa fare per fermare tutto questo processo, come contribuire a ridurre il consumo di energia elettrica, a regolare il riscaldamento e soprattutto come ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera che è la principale causa dell’aumento della temperatura del nostro pianeta, del cambiamento del nostro clima e della nostra biodiversità gravemente minacciata.

I primi risultati del lavoro di osservazione e vigilanza degli sprechi nella loro scuola e i risultati della loro campagna di sensibilizzazione sul risparmio e sulla sostenibilità lo consegneranno alle altre scuole,alle loro famiglie e alla società neretina alla fine di questo anno scolastico.

Hanno deciso, insieme alla loro Dirigente, di commentare il loro lavoro in presenza del Presidente del Consiglio non per “mera piaceria” o per “conoscerlo direttamente” ma per presentare una idea di una “buona scuola responsabile” che ha preso coscienza del delicato momento che stiamo attraversando e dei rischi a cui soprattutto le giovani generazioni stanno andando incontro.

Ripeto la nostra perdurante leggerezza e incuria stanno innescando cambiamenti esponenziali che vanno dal clima alla biodiversità e il progetto “ La mia scuola sostenibile “ sta dimostrando come adottando uno stile di vita che elimini gli sprechi e l’inquinamento cominciando dalla vita nella scuola si possa con semplici accorgimenti invertire questa tendenza.

Di fronte a noi vi è l’ipotesi assolutamente probabile, di mettere in crisi le condizioni di sopravvivenza dell’uomo sulla terra e ritengo fondamentale che i giovani e la scuola debbano contribuire a mobilitare l’intero “ corpus di conoscenze “ che ha a disposizione la nostra civiltà.

Le scienze matematiche, fisiche e naturali dovrebbero raccogliere dati e soluzioni sul funzionamento del mondo e quelle umane come psicologia, sociologia, antropologia, storia dovrebbero diffondere comportamenti saggi, concepire soluzioni politiche ed economiche, comunicare urgenze e soprattutto speranze.

Il sapere, la conoscenza e sopratutto la filosofia dovrebbe tornare ad assumere il ruolo di guida dell’Uomo: dove andare, quali obiettivi raggiungere come individui e come collettività, quali limiti fisici rispettare, a quale etica conformarsi, come rimettere al centro il vivere a lungo e qualitativamente noi e le altre specie viventi su un pianeta dalle risorse limitate che fa fatica a rinnovarsi coniugando anche una “ buona scuola” con una “buona vita”.

Gli studenti, aiutati dal loro progetto “la mia scuola sostenibile “, stanno capendo che è indispensabile mettere davanti a tutto la cura dei beni comuni, l’ambiente, la qualità della vita, l’istruzione, la conoscenza e soprattutto si stanno preparando ad affrontare con la cultura del risparmio e della sostenibilità quelle che sono le “ nuove privazioni e scarsità”.

Ritengo che è arrivato il momento di mettere la ricchezza sociale prima della ricchezza economica e di imparare a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia ,meno abbondanza e speriamo più felicità.

Pantaleone Pagliula