NARDO' - Pippi Mellone promette scintille ma non botti: "Questo è il manifesto affisso nel dicembre 2013 sulle mura della nostra Città. Il tema chiaro, l'obiettivo altrettanto. Oggi, a distanza di dodici mesi, stante la nota paralisi amministrativa che affligge la nostra Città, sono stato costretto a presentare formale mozione il 10 dicembre 2014 (venti giorni fa) tendente al divieto di vendita e sparo dei botti". Per carità, la battaglia appare sacrosanta. Ma si può arrivare al 29 di dicembre per deliberare? E chi, commerciante, ha investito migliaia di euro sperando in un profitto, come lo tuteliamo? Vietando la vendita due giorni prima di Capodanno?
In 1.200 Città italiane tale divieto è già operante grazie ad ordinanze sindacali (a firma cioè dei sindaci). Il sindaco potrebbe, infatti, con una semplice ordinanza d'imperio disporre i divieti suddetti. È stato fatto a Bari, Napoli, Milano, Reggiolo, Foggia... Giusto per citare alcuni esempi. Volesse il sindaco, giusto per essere chiaro, ci vorrebbero 30 secondi, giusto il tempo di redigerla l'ordinanza...
E non è tardi, sia chiaro! A San Giorgio a Cremano è stato fatto il 26 dicembre, a Reggiolo il 27, a Bari (nel 2011) il 29 dicembre! Qui, invece, si sonnecchia. Da anni. Per portare la suddetta mozione in discussione il 29 sono stato costretto (tanto per cambiare) a fare la voce grossa, chiedendo il rispetto del Regolamento comunale (che impone che le mozioni vengano discusse nel primo consiglio comunale successivo alla presentazione della mozione, nonostante un consiglio ci fosse già stato il 15 dicembre) e richiamando dirigenti che pare fossero già in ferie o fuori sede perché redigessero materialmente la proposta di delibera da discutere in Consiglio comunale.
A pomeriggio ci provo io. Chissà che non sia "la volta buona".