Cronaca

INTERVENTO - Reflui, canale Asso, falde acquifere. Lo scempio è servito

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NARDO' - "Ho seguito gli sviluppi della questione dei “reflui fognari scaricati nel torrente Asso” diffusi dai vari organi di stampa e di informazione con un misto di interesse e disgusto, sensazioni contrastanti che mi derivano da una lunga conoscenza ambientale approfondita e diretta del nostro territorio con decenni di attività col gruppo speleologico neretino".

dantonNon si diventa speleologi (un ambientalista “ante litteram”) se non si nutre un viscerale amore per la propria terra, natura, ambiente. Non ci si infila con disinvoltura nei più stretti e profondi recessi di Gea (la cosiddetta Madre Terra) senza questi sentimenti di legame con la natura, né li si può improvvisare per lettura o dibattito, simulare o surrogare per semplice adesione alla cultura ambientalista oggi di moda.

Con questo “retroterra” formativo personale, devo confessare, sono rimasto sorpreso nel constatare che a nessuno, con rare eccezioni, la questione di cui sopra appaia, usando un eufemismo, come una mancanza di rispetto per la natura e, in fondo, per la propria salute. Ho pensato piuttosto trattarsi di mancanza di conoscenza ed informazione corretta sull’aspetto naturalistico e normativo di un pubblico sempre più distratto, assente, passivo.

Aver delegato altri nella gestione della cosa pubblica non può e non deve essere un alibi alla mancanza di partecipazione e controllo attivo sull’operato di questi. Erano (almeno fino ad ottobre) tutti d’accordo, ambientalisti, amministratori di Nardò e politici vari: invece di scaricare i reflui fognari in alto mare tramite condotta sottomarina (mentre oggi si scarica in battigia a Torre Inserraglio), meglio scaricare nel canale dell’Asso! A parte la infondatezza di questa affermazione sul piano dell’inquinamento, nonché la questione del collettamento dei reflui provenienti da Porto Cesareo, a seguito di questo dibattito emerge in primo piano un’altra realtà sottaciuta, ben più drammatica.

Forse sarà sfuggito al grande pubblico, meno agli addetti ai lavori, che da vari anni (circa dall’anno 2000) il territorio di Nardò riceve già i reflui fognari di circa 5 depuratori, i quali, tramite il canale Asso scaricano nelle vore carsiche di Parlatano (Colucce), Manieri 1 e 2 e Olivari. Il liquido col suo carico inquinante, attraverso questi inghiottitoi naturali, va poi a finire “direttamente” nelle falde acquifere. Vale a dire: siamo diventati anche la cloaca di mezza provincia, dopo   essere stati la città della discarica (di Castellino) di mezza provincia. Non vi sembra veramente troppo? E perché nessuno ha reagito con la necessaria determinazione ad impedire lo scempio della natura ed il potenziale danno alla salute pubblica? E’ strano, molto strano.

A me, con quel retroterra, è sembrato normale vedere le cose in questo modo e, contemporaneamente, rimanere stupito anche nel constatare, al rovescio, una visione differente ( o indifferente) negli organi istituzionali preposti alla sicurezza e protezione dell’ambiente. Come sempre, per vederci chiaro, è stato necessario dedicare un po’ del mio tempo libero ad approfondire, indagare più a fondo per ottenere dati oggettivi per una ricostruzione dei fatti rigorosa e libera da vincoli, non essendo io presidente di nulla, un semplice libero cittadino.

Come si può vedere, tutto è avvenuto e passato inosservato, nonostante alcuni flebili segnali di pericolo lanciati solo dal Gruppo Speleologico neretino nel 2006, poiché esibito dalle istituzioni pubbliche sotto una veste di apparente normalità. E invece non vi è nulla di normale. Domando: è normale un danno ambientale arrecato ad un ecosistema naturale protetto dalla Diretiva 92/43/CEE definito “habitat prioritario” con specie in via di estinzione, esistente nell’alveo del torrente fino all’immissione delle acque reflue inquinate provenienti dai depuratori?

Probabilmente si tratta di un altro “effetto collaterale” sopportabile per inderogabili esigenze pubbliche? Che dire invece dell’altro crimine ambientale sottaciuto, quello ai danni della salute pubblica, causato dallo sversamento nelle vore degli stessi reflui ad alto carico inquinante, che giungono direttamente nelle falde acquifere, dalle cui acque la popolazione si approvvigiona?
Se tutto questo è normale o no lo giudicherete voi pubblico. Dopo aver letto quanto ho scoperto per la vostra migliore conoscenza e giudizio. Vi posso assicurare che è peggio di come sembrava!

Credo che solo la massima informazione e partecipazione può servire a raggiungere risultati concreti. Questo scempio va fermato con i fatti.

Il tempo delle chiacchiere è finito.

Gianpiero Dantoni