Cronaca

"La colpa è del gioco". La dannazione dei "gratta&vinci". Il presidente della farmacia comunale confessa tutto

Stampa

NARDO' - Si risolve con una confessione spontanea al giornalista ed al magistrato il "giallo" dell'ammanco di oltre 100mila euro dai conti della farmacia comunale. Emerge la vicenda umana di un uomo ossessionato dal gioco. Un problema che si può, ormai, definire sociale. Nella sua confessione, affidata ad un giornalista e ad un magistrato, emerge il dramma di non riuscire ad unscirne. Ma viene evidenziata anche la "freddezza" di chi, pur di sparare a zero sulla politica di parte avversa, chiede la sua collaborazione.

Giuseppe Spano, ex presidente del consiglio di amministrazione della farmacia comunale, si libera di un peso che lo stava schiacciando, di un fardello troppo pesante per un uomo indebolito dagli eventi. E si assume la responsabilità di quanto accaduto.

“Chiedo scusa a tutti, soprattutto ai miei amici e a chi ha riposto tanta fiducia in me. Ho fallito e mi fa male come non immaginate”. Le scusa si allargano al sindaco Marcello Risi, ai suoi compagni di partito di Partecipa e ai consiglieri comunali, poi al personale della farmacia comunale del quale, dice, ha tradito la grande fiducia. La vicenda è nota da qualche giorno: i revisori contabili, sia pur con mesi di ritardo rispetto alle prime avvisaglie risalenti al giugno scorso, hanno comunicato al sindaco di Nardò, Marcello Risi, che la contabilità della farmacia comunale presenta un “buco” quantificabile in poco più di 100mila euro. Durante lo scorso fine settimana si è scatenato il putiferio con denunce e commissioni consiliari.

“Il sindaco non c’entra nulla, la politica non c’entra nulla – dice Spano – ma le responsabilità sono mie. Chi sta tentando di mettere in piedi una speculazione politica e inscenando chissà quale macchinazione dietro questa vicenda raccolga la mia disperazione per quel che è successo veramente. Sono stato io e solo io e di ciò sono mortificato, proprio per aver deluso tanta gente che credeva in me”.

Ieri mattina, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Tommaso Valente, l’ex presidente (Spano venerdì è stato sostituito col farmacista Michele Onorato) ha reso dichiarazioni spontanee al procuratore aggiunto della Repubblica Antonio De Donno. Poi attenderà gli eventi ma è pronto a collaborare in ogni modo per risanare la situazione della farmacia e recuperare la serenità personale violata, come un terremoto, dalla terribile “ludopatia”.

Una frenesia che induce le persone a in maniera compulsiva ai “giochi di Stato”, una vera calamità per migliaia di persone, un problema da emergenza sociale. E’ questo il motivo che lo ha portato a spendere il denaro della cassa della farmacia, prelevato quotidianamente. E ogni giorno che passava, col il passivo che cresceva, aumentava anche l’ansia e il terrore di non riuscire a ripianare il debito.

Ma ora è il momento del pentimento e delle riflessioni profonde, anche sui presunti amici e su chi si è presentato a casa sua con le lacrime agli occhi, per capire che cosa fosse accaduto, si è fatto dare le carte e le spiegazioni ed ha cercato coinvolgimenti degli amministratori della città per poi sparare a zero, poche ore dopo, con durezza impietosa.

“Un'esperienza che mi ha segnato molto: questo presunto amico è venuto da me, è stato il primo alla buon'ora, si è seduto accanto con gli occhi pieni di lacrime. Ha voluto sapere se c'erano responsabilità di attuali ed ex responsabili politici della farmacia, mi ha abbracciato, mi a stretto a sé con gli occhi gonfi ed è andato via con le carte dopo che, a cuore aperto, gli avevo spiegato tutto per filo e per segno. Dopo pochissimo sono arrivate le bordate tremende su ogni genere di mezzo di informazione, soprattutto telematico. E' stato un duro colpo anche questo".

Infine un pensiero a quei "paracadute" che dovrebbero aprirsi quando una persona è ormai aggredita dalla scimmia del gioco.
"E' difficile che possa avverarsi – continua Spano – ma penso che quando una persona si presenta da un rivenditore e chiede di acquistare due, tre o anche quattro pacchi interi di “gratta e vinci”, quel rivenditore dovrebbe chiedersi se c’è qualcosa che non va”.

L’ex presidente ora si vede “dal di fuori”, come se parlasse di un altro, di quello che giocava “ai giochi di Stato” e che nessuno è riuscito a fermare ed aiutare.