NARDO' - Il no del Comune di Nardò genera uno scontro frontale con i vertici dell'Aqp. A Bari, la conferenza dei servizi preliminare è stata sospesa dopo l'esposizione del voto unanime del Consiglio comunale neritino.
Le ragioni e le motivazioni manifestate dal sindaco Marcello Risi e da Alessandro Bonsegna, in qualità di delegato al comitato per la tutela del paesaggio (Ctp), hanno causato una reazione dura dei vertici Aqp.
I promotori del progetto originario, infatti, hanno paventato azioni legali per l'improvviso e inaspettato cambio di rotta sull’adeguamento dell’impianto di depurazione del comune di Porto Cesareo e la costruzione del collettore che dovrebbe collegarsi alla rete di smaltimento dei reflui di Nardò.
La riunione, durata circa un'ora, è sostanzialmente terminata con l’aggiornamento ad una nuova convocazione quando il sindaco di Nardò ha comunicato le conclusioni del consiglio comunale aperto, svoltosi il 1° marzo scorso, che modificano in negativo il precedente parere positivo condizionato.
E proprio nel lungo dibattito sviluppatosi durante l'assise comunale sono emersi altri aspetti legati alla delicata questione. Raffaele Onorato, del Ctp, ha esordito con una precisa stilettata rivolta al sindaco: “tutto quello che è stato detto e scritto, tra cose buone e cattiverie, forse si sarebbe potuto evitare se ci fosse stata la consulta per l'ambiente”.
Nel giorno che il mondo ricorderà per l'improvvisa scomparsa di Lucio Dalla, il cantautore bolognese viene spesso citato nel consiglio monotematico. E proprio Onorato stempera il clima con un lungo intervento che si apre con una citazione di Lucio Dalla: “Il mare non ha confini”.
Quello che davvero serve, secondo Raffaele Onorato, è una soluzione condivisa da tutti: “Se Porto Cesareo sversa i suoi reflui in mare potrebbero arrivare a Nardò e viceversa. Quindi se scarichiamo a Torre Inserraglio oppure due chilometri più a nord o più a sud non avremo risolto assolutamente nulla. In una guerra tra comuni del golfo di Taranto, tutti quanti avremmo da perdere. Sversare liquami in mare non serve a nessuno perché è controproducente. Cerchiamo una soluzione insieme a Porto Cesareo e Gallipoli perché anche il depuratore gallipolino non è tarato per l'enorme pressione antropica che il comune jonico registra”.
La perla dello jonio, infatti, nella scorsa stagione estiva pare abbia sfiorato il milione di presenze. “Il comune di Gallipoli - continua Onorato - sta facendo causa al Tar per poter scaricare in mare i reflui del suo depuratore che nel periodo estivo potrebbe non sversare acqua pulita”.
Tornando alla conferenza di Bari, Alessandro Bonsegna, oltre ad esprimere una ferma contrarietà alla realizzazione dell'intero progetto ha comunicato che le criticità all’intero progetto sono state esposte con atto formale alla procura della Repubblica di Lecce. La presa di posizione dell’Amministrazione comunale di Nardò ha determinato immediatamente la rimodulazione dell’agenda già programmata e le opere saranno presumibilmente sospese sino alla prossima conferenza di servizi che avrà ad oggetto le questioni poste dai rappresentanti della comunità neritina. La guerra (di carte bollate) è solo all'inizio.
IL CTP E LA NOTA ODIERNA
Il Comitato per la Tutela del Paesaggio di Nardò esprime la sua soddisfazione per l'andamento della conferenza dei servizi tenutasi a Bari il 2 marzo in merito allo smaltimento in mare delle acque reflue dei depuratori di Nardò e Porto Cesareo, pur nella coscienza che è ancora lunga la strada per preservare completamente il mare dagli sconsiderati progetti di sversamento delle acque depurate lungo la costa jonica.
Nella conferenza di servizi, dove il Comitato era l'unica associazione neretina abilitata a partecipare a pieno titolo, il rappresentante del CTP Alessandro Bonsegna ha ribadito la ferma contrarietà sia alla canalizzazione terrestre che minerebbe ben 2 aree SIC che alla condotta sottomarina di sversamento, a poco più un km dalla linea di costa, dei reflui dei depuratori. Contrarietà già espressa nella precedente Conferenza cui il CTP aveva partecipato ma rafforzata dalla sentenza del Tar Lecce che dichiara non idoneo il sito dove sorge il fatiscente depuratore di Porto Cesareo, peraltro mai entrato in esercizio.
Il rappresentante del CTP ha anche comunicato il deposito presso la Procura della Repubblica di Lecce dell'esposto sottoscritto dal CTP e da altre associazioni ambientaliste sulle perplessità e i punti oscuri nutriti sull'intero procedimento.
Il supporto maggiore alle tesi del CTP è venuto, finalmente, dall'intervento del Sindaco di Nardò che ha notificato alla conferenza di servizi la posizione del Comune contraria alla realizzazione delle due tipologie di condotte, così come stabilito dall'accordo raggiunto in Consiglio Comunale nella seduta aperta alle associazioni ambientaliste del 1° marzo.
Il rinvio delle decisioni della conferenza di servizi non deve, però, fare abbassare la guardia ma deve moltiplicare l'attenzione per impedire colpi di mano che possano perseguire la sconsiderata intenzione di attentare al mare delle nostre coste sperperando, anche, risorse pubbliche che meriterebbero miglior utilizzo.
Il tempo a disposizione deve essere speso per mettere in atto tutte le possibilità di perseguire le soluzioni alternative (che la Regione e l'Aqp perseguono a Fasano, Mesagne ed in altri centri).
Il risultato raggiunto in sede di conferenza di servizi non è, quindi, un punto di arrivo ma un punto di partenza per un processo di tutela dell'ambiente della nostra terra che deve vedere impegnato un numero sempre maggiore di cittadini oltre a quelli, numerosissimi, che hanno raccolto l'appello e l'allarme che il CTP lanciò a fine estate.
Il CTP