Cronaca

Niente cani al cimitero. Una norma anacronistica o sacrosanta?

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NARDO' - I familiari di una giovane persona scomparsa in seguito ad un incidente stradale volevano portare il cagnolino al cimitero, davanti alla tomba della padroncina. Ma il regolamento lo vieta. Ad Andare Oltre il merito di aprire la discussione, inedita, su un argomento singolare. Probabilmente il divieto va fatto risalire ad una concezione di decoro (come accade nelle chiese ed altri luoghi sacri, del resto) che, come succede per tutte le manifestazioni legate ad una struttura di valori e consuetudini, è suscettibile di cambiamenti con il mutare dei costumi. Non dimentichiamoci di quando, non molti anni fa, in chiesa o nel cimitero le donne entravano solo con il capo coperto da un velo o un fazzoletto. Una immagine dimenticata. Inoltre oggi, sicuramente, non si può parlare di un problema sanitario a proposito degli animali domestici, spesso più curati degli stessi uomini. Allora, in definitiva, questo divieto è anacronistico oppure no? Qualcuno di voi si scandalizzerebbe nel vedere un cane al guinzaglio all'interno del camposanto? O un gattino in braccio ad una bambina? Se avete contributi o pensieri scriveteci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Siamo stati interpellati nelle scorse ore dalla famiglia di una giovane vittima della strada.
I familiari ci ponevano una questione sacrosanta a cui sulle prime non sapevamo dare risposta: è legittima l'apposizione del divieto all'esterno del cimitero comunale che impone di non far entrare gli animali domestici all'interno del suddetto luogo pubblico? Inutile dirvi che l'intenzione della famiglia era quella di far riabbracciare con l'anima il cucciolo e la sfortunata vittima. La scena, che ha ovviamente commosso i dipendenti, non ha esentato però gli stessi dall'applicare giustamente il divieto presente all'esterno in bella vista.

Abbiamo iniziato cosi a documentarci scoprendo che esiste un'ordinanza del novembre 2010 a firma dell'ex Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, nota animalista, sottoscritta  dall'Anci (l'associazione dei comuni italiani) che impone alle Amministrazioni comunali di adottare provvedimenti che garantiscano l'accesso nei luoghi pubblici degli animali domestici accompagnati dai padroni. Tra questi, ovviamente, anche i cimiteri. Così hanno già fatto i comuni di Torino, Savona e Varazze. E sono centinaia gli esempi in tutta Italia. D'altronde il 40% degli italiani ha un animale domestico. 
E Nardò anche da questo punto di vista è un passo indietro. D'altronde il dibattito legislativo in queste ore si è spostato addirittura sulla possibilità di seppellire gli animali domestici nelle "tombe di famiglia". Senza spingerci a tanto, ci accontenteremmo di vedere gli animali poter entrare al guinzaglio e poter riabbracciare con l'anima i loro padroni prematuramente scomparsi. 
Già in passato col nostro movimento ci siamo interessati delle problematiche relative al mondo animale: dalla messa al bando dei circhi con animali al divieto di sparo di botti, dalla creazione di un canile comunale ai diritti spesso non garantiti ai nostri piccoli amici.
Chiediamo, quindi, al primo cittadino di emanare, come già fatto da tanti suoi colleghi, apposita ordinanza in ottemperanza dell'accordo siglato dall'Anci e che con la stessa il sindaco preveda la rimozione del divieto d'ingresso al nostro cimitero per gli animali domestici stabilendo solo siano accompagnati dai padroni. Crediamo sia un atto di civiltà a cui tanti neretini tengono. 
 
Graziano De Tuglie, Andare Oltre
Luigi Maritati, Andare Oltre
Pippi Mellone, Andare Oltre