NARDO' - "Amo la mia città, conosco ogni angolo di mare, ogni zolla di terra… vederla nello stato in cui si trova oggi mi fa stare male."
Provengo da una famiglia di commercianti e so bene cosa vuol dire mandare avanti e gestire in proprio un’attività, piccola o grande che essa sia.
Nardò è un paese fantastico ma, sarà la mia impressione, vedo i commercianti abbandonati a se stessi, scarsamente coinvolti, tenuti a distanza da ogni forma di dialogo con l’amministrazione comunale che, di contro, sembra accorgersi di loro solo quando si tratta di scaricare la responsabilità degli addobbi e l’organizzazione di un Natale sulle tasche di chi contribuisce, giornalmente, a rendere la nostra città un po’ meno morta.
Vedo l’amministrazione comunale troppo lontana dalle strade, dalle botteghe, insensibile ai problemi con cui gli imprenditori neretini devono, giornalmente e loro malgrado, misurarsi. Gli amministratori sono lontani da chi prepara un caffè, da chi tesse una maglia, da chi raccoglie le olive, da chi pesca un sarago.
Sarà impressione mia ma quando entro in un esercizio commerciale, negli occhi di chi mi riceve, anche se cerca a tutti i costi di nasconderlo, vedo sconforto e desolazione, tristezza… vedo nello stesso tempo voglia di riemergere e rassegnazione. Vedo l’amministrazione comunale andare interpellare i commercianti solo per battere cassa. Abilissima a scovare le vie più sconosciute del nostro paese senza nemmeno ricorrere al navigatore, salvo poi dimenticarsene nuovamente quando invece si tratta di andare incontro alle esigenze materiali e morali di chi, in quella via sperduta ed isolata, ci trascorre gran parte della propria vita ed ha investito ogni spicciolo del proprio patrimonio, perché credeva e crede ancora, in questo Paese che, sino ad oggi, ha dimostrato e ripagato davvero poco, avaro di soddisfazioni e, troppo spesso, tradito e traditore.
Per questo, con i miei amici del Fronte Neretino, per quanto possa sembrare banale, abbiamo pensato di distribuire, in tutte le attività commerciali di Nardò, un questionario, composto da brevi e semplici domande, accessibili a tutti, compilando il quale cercheremo di capire, con l’aiuto di chi veramente sta pagando le conseguenze di questo sonno profondo in cui si trova il nostro paese, verso quale direzione bisogna correre prima che tutte le vetrine di Nardò si spengano, inesorabilmente, ad effetto domino.
La scritta “AFFITTASI” e le serrande sbarrate devono necessariamente diventare il nostro nemico comune, da combattere con ogni forza e vincere ad ogni costo. Ma per fare questo, bisogna alzare la testa e la voce, costringendo i nostri amministratori a svegliarsi dal comodo letargo in cui sono rimasti per troppo tempo sopiti… senza timori reverenziali!
Ogni sindaco, ogni assessore, ogni consigliere, a qualunque schieramento politico appartenga, ha il sacrosanto dovere di migliorare o, almeno, contribuire allo sviluppo della vita economico-sociale di una città ormai allo sbando… in ginocchio!
Nardò deve svegliarsi da questo sonno profondo e mettere nelle condizioni tutte le attività commerciali, tutti gli imprenditori e tutti i lavoratori onesti di continuare a lavorare dignitosamente. Non chiedo che i nostri governanti regalino soldi o trasformino in oro tutto ciò che toccano…Non ci servono Re Mida né tantomeno (falsi) benefattori (assai numerosi ed elargitivi in tempi di elezioni, dotati di mimetica ottica per i successivi 4 o 5 anni)! Chiedo solo il giusto supporto finalizzato a favorire lo sviluppo sereno e dignitoso di ogni attività, aprendo spiragli di benessere, opportunità, visibilità, ricchezza per tutti, come il raggio di sole che si fa strada tra le nuvole dopo la tempesta.
Davide Paglialunga (responsabile imprenditoria e commercio Fronte Neretino)