Cronaca

LA CAVERNA DEL NANNI ORCO - Gli ultras, questi tifosi speciali

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gradone

NARDO' - La sortita, inedita, di un Nanni Orco che non conoscevamo. Quello che è stato anche un buon calciatore.

L’AMORE PER LO SPORT, QUELLA STRANA PASSIONE

Gli ULTRAS, questi tifosi speciali 

Che cos’è quella strana passione che unisce ragazzi e adulti a sostegno della propria squadra di calcio? In questo caso parliamo del Nardò che tanto brillantemente si sta comportando nel suo campionato (in seconda posizione, alle spalle del Francavilla).

Intendiamoci, si può essere indifferenti a tutto, ignorare il calcio, difficile comunque che si arrivi a odiarlo. Quello che colpisce nel variegato gruppo di tifosi, denominati “ultras” è una fede smisurata, quasi anacronistica, eppure vera. Si può dire, non c’è altra fede all’infuori di questa. A partire dal confezionamento dei manifestini che realizzano per spronare gli appassionati neritini ad accompagnare la squadra nella sua partita settimanale. Perché, poi, questo sforzo straordinario (è tale dover organizzare un viaggio, trovare i soldi, risparmiare sulle spese) spesso riguarda le trasferte della squadra, vale a dire le occasioni in cui la squadra gioca sul campo delle sue avversarie. Altra cosa se si gioca tra le mura amiche (in questo caso, le si ritiene…invalicabili) quando basta l’incitamento puro e semplice di andare allo stadio.

Ma là (dove le mura bisognerà …attaccarle) ci vuole coraggio, gli spettatori sono altri e tu, comunque, insieme ai tuoi amici ultras (in numero di gran lunga inferiore) ne testimoni la presenza. Utile per i tuoi giocatori, che dallo spicchio di stadio amico ricavano conforto ed energia per poi dedicare ai loro tifosi un gol, la vittoria.

Questo “scambio” emotivo succede anche in caso di sconfitta (il senso dello sport) quando la squadra, al termine della gara, saluta il gruppo di tifosi che l’ha seguito e questi ricambiano con un applauso . Perché ne hanno apprezzato l’impegno, avranno riconosciuto che quella volta si è stati sfortunati o che la squadra avversaria si è dimostrata più forte. Siamo sempre nell’alveo dei buoni comportamenti sicchè anche i cosiddetti ultras, una sorta di tifoso al quadrato, non avranno difficoltà ad ammettere ( e sanno) che non bisogna mai esagerare e che bisogna sempre comportarsi bene.

Non dobbiamo considerare la presenza di questi tifosi un epifenomeno. Perché sono in carne e ossa. Seguono la squadra , hanno anche il loro lavoro, le loro abitudini. Soltanto che l’impegno domenicale li rende estranei al mondo circostante. In sospensione, concentrati sul loro interesse. Basta leggere uno dei tanti volantini affissi con nastro su pali o tronchi d’albero (non è un gran danno, ci restano poche ore). Il testo è breve, ogni parola scandita. Immagino che nelle riunioni preliminari si concordi su cosa scrivere. Ovvio, non è certo un trattato, ma credo facciano bene a scegliere le parole che secondo loro meglio colpiscono. Ingenue? Non direi. Eppoi, la chiusura, lo slogan, la riduzione di tutti i concetti.

Su un volantino venne scritto (ovvio, a caratteri cubitali): INVADIAMO! Seguiva la città che doveva essere conquistata. Bello questo riferimento guerresco, dal significato strettamente militare e con apprezzabili nozioni di strategia. Vale a dire (è facile dimostrarlo), che,se si è in tanti, la vittoria è più vicina. Non solo nello sport. Anzi, non c’è volta che a questa non si creda o si ambisca. Non si gioca certo solo per partecipare! Altre volte il riferimento ha riguardato la DIGNITA’, parola impegnativa che forse alludeva a qualche passaggio a vuoto della società o della squadra, al fatto che non avevano visto l’impegno dovuto. E l’ultimo appuntamento evocava la STORIA e la TRADIZIONE.
Soprattutto la loro, che avrebbero occupato il gradone (a prezzo popolare) nello stadio ospite. Perché, poi, gli ultras sono “giudici togati”, per l’indubbia competenza calcistica, per il fatto di avere memoria storica, capaci di fare raffronti con altri periodi della storia di Nardò. Che, lo sappiamo, ha avuto grandi squadre, bravi giocatori, dirigenti generosi. E, curiosità, c’è stato un tempo (ahimè troppo lontano!) quando gli spalti erano anche gremiti di presenza femminile. Non disperiamo, i tempi son fatti per tornare.

Ma (subito l’obiezione) lo sport non è solo calcio e, soprattutto, bisogna praticarlo! Giusto, giustissimo. La passione vale per tutte le discipline. Scoprendo anche che Nardò si fa valere con importanti risultati nel basket e pallavolo. In quanto a praticarlo (va bene anche la semplice passeggiata!), l’invito è universale, rivolto a tutti, a cominciare da me stesso che pure da giovane ha praticato lungamente l’attività sportiva.

Potremmo anche aggiungere che non ci sono strutture a sufficienza e i ragazzi non sanno dove andare. Su questo bisognerà certo migliorare. Alla fine, lo sappiamo, lo sport è un mondo meraviglioso!
In atleti (non importa se dilettanti o professionisti, di una certa età, s’intende), capita spesso di sentire, a mo’ di confessione, che quello è stato uno dei periodi più belli della propria vita. Certo, lo si dice con un po’ di rimpianto per gli anni verdi. Anche noi subito annuiamo, …correndo a dirci d’accordo.

Luigi Nanni