Cronaca

Limitare i servizi postali a Santa Maria sarebbe un clamoroso errore strategico

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NARDO' - "In merito alla razionalizzazione dell'ufficio di Poste Italiane, di Santa Maria al Bagno, ritengo che il Consiglio Comunale, a tutela degli interessi dei cittadini residenti in questa località, debba necessariamente discuterne al fine di impegnare il Sindaco ad intervenire fin da subito, nei confronti del responsabile ANCI e della Regione Puglia".

Questo alla luce di quanto dichiarato da Caio, Amministratore Delegato di Poste Italiane spa, alla Conferenza delle Regioni a cui era presente anche l'Anci, tenutasi a Torino il 19/02 u.s.. Peraltro, per meglio capire e argomentare l'eventuale ricorso al TAR che dovrebbe essere inoltrato entro 60 giorni dalla disposizione aziendale di chiusura o di razionalizzazione dell'ufficio postale, è opportuno prendere visione della delibera n. 342/14/CONS dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Quindi è prioritario che il Sindaco chieda, in questo caso, un parere ai legali del Comune di Nardò.

Mi preme sottolineare, inoltre, che nel caso specifico di Santa Maria al Bagno, ci troviamo di fronte ad un caso limite, non trattandosi di chiusura, ma di razionalizzazione (apertura a giorni alterni). Di contro è l'unico caso a livello provinciale che investe un ufficio non mono operatore, cioè che opera con due risorse e non con una sola risorsa, a riprova che il carico di lavoro non è residuale e che dista dal Comune di riferimento oltre tre chilometri (distanza limite indicata dall'AGCOM entro e non oltre la quale Poste deve garantire il servizio).

Nel caso specifico si deve tener conto che da un'attenta lettura della delibera AGCOM, Poste ha l'obbligo di garantire l'apertura almeno tre giorni per un massimo di 18 ore settimanali. Tenuto conto di tutto ciò penso e spero che si potrà proporre un ordine del giorno, ponendo un problema politico che guardi al sociale ed all'esercizio di un diritto universale, incassando l'assoluta contrarietà del Consiglio Comunale di Nardò al piano di ridimensionamento del servizio di Poste italiane sul nostro territorio, evidenziando soprattutto, l’importanza di un'apertura dell'ufficio postale per sei giorni, atteso che lo stesso ufficio postale di Santa Maria al Bagno garantisce servizi per ben 1200 residenti, tra cui anziani e pensionati e che incontrerebbero non poche difficoltà per recarsi presso gli uffici delle Poste situati a Nardò, distante circa cinque chilometri.

La richiesta è legittimata dalla necessità di non creare lunghi tempi di attesa che, inevitabilmente si formerebbero, se l'ufficio dovesse aprire per soli tre giorni la settimana, penalizzando proprio le fasce di popolazione più deboli, che sarebbero così obbligate ad usufruire del servizio nei soli giorni di apertura, perché impossibilitati ad usare mezzi di trasporto privati, tenuto conto che non esiste un servizio pubblico di trasporto. La riduzione del servizio inoltre, in una logica aziendale di costi e ricavi, porterebbe molto probabilmente ad una riduzione dell'applicazione del personale nell'ufficio di Santa Maria al Bagno che, presumibilmente, sarebbe così ridotta ad una sola unità.

Questa presumibile riduzione di personale, inoltre, per ovvie ragioni di carico di lavoro concentrato in tre giorni la settimana, contribuirebbe a gravi difficoltà sia per il personale operante, sia per i cittadini che usufruiscono dei servizi. Auspico, dunque, che si faccia presto qualcosa di concreto per porre un argine a tale increscioso e grave problema che andrebbe a colpire, ancora una volta, i cittadini. È il tempo di dare risposte, delle promesse ne hanno tutti le tasche piene.

Lorenzo Siciliano