Cronaca

BOTTA, RISPOSTA E CONTROFAGOTTO - Quelle dimenticanze, gravi, che snobbano la Legge

Stampa

NARDO' - Un dialogo a distanza, dipanatosi sui giornali, tra l'ex assessore Vincenzo Renna e il presidente della Cpo, Vito Berti.

Per la ricorrenza dell’ 8 marzo nella nostra città, come nell’intera penisola è tutto un avvicendarsi di eventi e dibattiti, più o meno interessanti.

In queste ore, presso il Liceo Scientifico G.Galilei viene proiettato il film-documentario di Francesca Archibugi "Giulia ha picchiato Filippo" e, a seguire, un incontro-dibattito sul tema "violenza sulle donne".

Ottima iniziativa organizzata dalla Commissione cittadina Pari Opportunità di Nardò, di cui va dato atto ed espressa gratitudine all’ottimo Presidente Vito Berti, da sempre impegnato nel sociale su vari temi, non ultimo quello di questa mattina, che vedrà la partecipazione di esperti di rango come Paola Martino, esperta di politiche di genere e componente del Centro Studi Osservatorio Donna dell'Università del Salento e per i saluti l’amministrazione comunale di Nardò con il sindaco Risi.

Chapeau all’iniziativa ed anche alle altre, che seguiranno e considerazione positiva va espressa anche all’amministrazione comunale, che con il suo patrocinio dimostra vicinanza ai temi sociali sulla parità di genere.

C’è un però e vengo subito al punto, non per guastare la festa della donna,  che poi non è una festività, ma una ricorrenza, appunto, un ricordare, peraltro, eventi tragici, che hanno rappresentato la molla per il riscatto sociale delle donne.

Se si considera la violenza alle donne un’offesa all’umanità, mi auguro che nel dibattito mattiniero, prima citato, a cui per ragioni personali non prenderò parte, per onestà intellettuale, qualcuno voglia prendere posizione su una violenza non fisica, ma pur sempre tale, consumata nella nostra città, purtroppo, nel silenzio anche della stessa commissione pari opportunità.  Che, oggi, ha, tuttavia, l’occasione ghiotta per riscattarsi.

Faccio riferimento alla mancanza di equilibrio di genere nelle istituzioni pubbliche, astrattamente imposto da norme cogenti e puntualmente violate dalla nostra amministrazione, mi riferisco segnatamente alla L. 56/14 c.d. “legge Delrio” sulla composizione delle Giunte, in forza della quale la presenza di diverso genere dovrebbe essere più rilevante di quella che ci ritroviamo.

Vi è di più e di più grave, ad esempio, “il pasticciaccio della Farmacia comunale”, che troppi, al netto dei provvedimenti giudiziari, che, sicuramente, verranno, intendono derubricare come fatto ascrivibile alla responsabilità di uno solo, cosa di per sé incredibile, avrebbe comportato già prima che accadessero i gravissimi fatti e magari ciò avrebbe impedito che accadessero, il coinvolgimento delle donne.

Infatti, l’art. 3 della legge 12 luglio 2011, n. 120, stabilisce  i termini e le modalità di attuazione della disciplina concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società, costituite in Italia, controllate ai sensi dell’articolo 2359 codice civile dalle pubbliche amministrazioni e impone la presenza di donne negli organi amministrativi e di controllo delle partecipate, la nostra farmacia, invece presentava e presenta un organo amministrativo, da ultimo rinnovato ed un collegio sindacale confermato, di soli uomini, per carità, ovviamente, capacissimi.

Ora sarebbe stato eccessivo pensare che, di seguito all’emanazione della legge citata, la nostra amministrazione, che “non per colpa”, ma “per disgrazia”, sembra allinearsi sempre in ritardo alle novità normative introdotte dal legislatore, in sede di revoca dell’Organo amministrativo della Farmacia e di nomina del nuovo C.d.A. avesse pensato di applicare una legge cogente, eppure sarebbe bastato guardare uno degli spot televisivi promossi, sul tema, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, visto che la lettura delle norme riesce, particolarmente, difficile.

Ecco mi piacerebbe che, la commissione pari opportunità, se non oggi in una prossima occasione utile, abbia la forza, il coraggio e/o semplicemente la voglia di ricordare a chi ci governa che, per cancellare le offese che si consumano a danno delle tante donne capaci di Nardò non è sufficiente patrocinare con lo stemma e i discorsi di saluto gli eventi in prossimità dell’ 8 marzo, ma occorrerebbe rispettare le leggi che ci sono e che mirano alla parità di genere.

Da ciò far discendere la richiesta che la giunta attuale venga rinominata con una maggiore  presenza femminile e che il C.d.A. della Farmacia si dimetta o venga revocato unitamente al Collegio sindacale per consentire l’ingresso delle donne.

Su quest’ultimo aspetto mi permetto di suggerire all’attuale governance della Farmacia che siffatta determinazione competerebbe di per sé all’Organo amministrativo, autonomamente, in quanto rispondente ad un obbligo di legge, per cui le persone del C.d.A. potrebbero non aspettare l’input da Palazzo Personé, ma agire di propria sponte, magari, ciò servirà di esempio per gli amici del Palazzo e per la prima volta (oppure la seconda) qualcuno rinuncia alla poltrona in omaggio alla legge ed all’intelligenza delle donne di Nardò. Rivoluzionario vero?. W le nostre donne, auguri a tutte!

Vincenzo Candido Renna

---

Ringrazio l'amico Vincenzo Renna per la manifestazione di stima che ha voluto tributarmi nel suo articolo apparso, su alcuni quotidiani online, il 7 marzo u.s.
Mi preme soltanto precisare che la questione relativa alla composizione della Giunta, segnatamente alla L. 56/14 nella parte riguardante la rappresentanza dei due sessi nelle giunte locali, è stata affrontata in una delle scorse sedute della Commissione Cittadina Pari Opportunità,  alla presenza dell'Assessore con delega alle pari opportunità, Avv. Francesca De Pace.
In quella occasione, oltre a richiamare l'Amministrazione ad una maggiore attenzione volta a favorire la presenza femminile nella Giunta,  è emerso che la normativa summenzionata non può essere applicata agli organi giuntali in carica alla data di entrata in vigore della disposizione.
Come è del tutto evidente, la Commissione ho il dovere di attenersi alle indicazioni di carattere tecnico provenienti anche dalle figure amministrative comunali che, in merito a tale questione, escludono qualsiasi irregolarità nella formazione dell'esecutivo comunale.
Tuttavia, consiglio Vincenzzo Renna, peraltro valente avvocato, di formalizzare, presso la Commissione, una nota nella quale si definisca, in punto di diritto, la violazione cui egli fa riferimento e se, a causa di tale violazione, si debba ritenere illegittima l'attuale Giunta.
Per quanto di mia competenza, posso solo assicurare che tutte le indicazioni giunte presso l'organismo, che ho l'onore di presiedere, vengono  vagliate scrupolosamente.
In ogni caso, (e bene che si sappia) la Commissione non si farà mai trascinare da beghe politico mediatiche, magari immaginate solo per fare il gioco di qualche avversario, esterno o interno, dell'attuale maggioranza consiliare ansioso di scatenare le solite, inutili polemiche.
Spero solo che Vincenzo Renna, che stimo anche come persona, non sia tra quelli.

Vito BERTI
Presidente CPO - Città di Nardò

---

Carissimo amico Vito,

 
lungi da me dal considerarti controparte dal mio ragionamento, conosco ed apprezzo i valori e la passione che muovono il tuo agire .....
Tuttavia ho ritenuto in questa occasione evidenziare non in toni polemici e distruttivi ma con un atteggiamento costruttivo le aporie dell'amministrazione comunale attuale che su tematiche di rilievo come questa si connota per un approccio puramente estetico io all'estetica, perdonami, preferisco l'etica dei comportamenti.
 
Sul tema della violazione della "Delrio" sono intervenuto in tempo utile, cioè a ridosso del provvedimento di nomina della Giunta invocando, a mezzo stampa, l'applicazione della legge; orbene che la commissione pari opportunità assistita dall'assessore avente la delega ad hoc, peraltro, valente giurista e collega, sia pervenuta a conclusioni contrarie un pò mi meraviglia, perchè a mio modesto avviso cozza con il sistema normativo internazionale, comunitario, costituzionale e ordinario.
 
Caro Vito, lungi da me dal salire in cattedra, io mi amo definire e ritengo di essere un artigiano del diritto e ti ringrazio per le parole di stima professionale che mi hai usato e la mia meraviglia scaturisce dal fatto che un assessore ed un ufficio legale (ove mai interpellato) abbiano ritenuto superate tutta una serie di norme e di interpretazioni giurisprudenziali sul tema che avrebbero comportato una deliberazione del tutto differente.
 
Non mi sottraggo alla tua richiesta e mi permetto di offrirti una piccola memoria (considerala solo una bozza di ricorso straordinario al Capo dello Stato i cui termini tuttavia sono già scaduti) se la riterrai valida con l'ausilio di altri professionisti più capaci di me, magari la stessa Assessore preposta alle "pari opportunità"potresti sollevare formalmente il caso all'Amministrazione e davanti ad un diniego impugnare quest'ultimo dinanzi al TAR ovvero con ricorso straordinario al capo dello Stato.
 
Del resto caro Vito l'approccio carente in tema di applicazione della legislazione richiamata da parte di questa amministrazione è stata recentemente ribadita con l'affare "Farmacia Comunale" in sede di nomina del nuovo Organo Amministrativo, gli amici dell'Amministrazione hanno del tutto dimenticato l'esistenza e quindi la cogenza dell’art. 3 della legge 12 luglio 2011, n. 120, nonostante lo spot televisivo che specie in questi giorni è andato in onda sulle principali reti nazionali e non solo.
 
E' vero che i nostri amici amministratori Sindaco, assessori e consiglieri comunali non hanno il tempo di leggere i giornali figuriamoci se trovano il tempo di guardare la tv, così presi dall'occuparsi del bene comune e distrattamente oltre che della Farmacia Comunale (per tre anni)nel dare i nuovi incarichi, pur in buona fede, ne sono convinto, hanno dimenticato che a Nardò astrattamente degne di svolgere il ruolo di Amministratore o sindaco di una partecipata del Comune ci sono anche donne e che la legge ne imporrebbe la nomina , il condizionale è d'obbligo, ma avrei voluto e dovuto usare un altro tempo.
 
Penso che una presa di posizione della commissione da te diretta possa produrre ancora utilità
 
Con rinnovata stima ti abbraccio
 
Vincenzo