PROVINCIA - "Fermare il piano di eradicazione indiscriminata degli ulivi e l'utilizzo massiccio di pesticidi che rischia di creare un danno sanitario e ambientale ancora maggiore del problema che si vuole risolvere."
"Per venire a capo del problema riguardante Xylella fastidiosa, il batterio che sarebbe una delle cause del disseccamento rapido dell'olivo nel Salento, occorre un'indagine scientifica lunga e accurata, coinvolgendo tutti i centri di ricerca e le istituzioni del territorio, a cominciare dall'Università del Salento, e anche nazionali, per arrivare a un censimento delle piante realmente infette. Mai come in questo caso la fretta è cattiva consigliera perché le misure drastiche avanzate nel piano di azione dal commissario straordinario Giuseppe Silletti, al quale va l'augurio di buon lavoro e tutta la nostra stima e fiducia per la difficile situazione che è chiamato a gestire, rischiano di formare nel Salento un'area desertificata ampia oltre 750 chilometri quadrati, dallo Ionio all'Adriatico, con ripercussioni negative, forse fatali, per il paesaggio salentino, l'economia di sistema che si regge sull'olivicoltura e lo stesso settore turistico che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante.
L'auspicio è che l'Unione europea, oltre a suggerire misure drastiche che deturperebbero il territorio ancora di più della Xylella, finanzi una task force di ricercatori italiani e stranieri e il Salento diventi un laboratorio a cielo aperto per analizzare e studiare il batterio e la sua evoluzione. E mai come adesso sarebbe opportuno che quanti preposti ai diversi livelli istituzionali e per primo il presidente della Regione Nichi Vendola chiedessero con forza all'Europa di utilizzare i fondi comunitari per la ricerca su Xylella.
Vogliamo continuare ad essere fiduciosi e credere ancora che il nostro immenso patrimonio culturale e colturale quale rappresenta da secoli l'olivo venga salvato ma, diremmo il falso se nello stesso tempo non dichiariamo di essere fortemente preoccupati."
Cosimo Durante
Presidente Gal Terra d'Arneo