NARDO' - Durissima risposta dell'assessore all'Urbanistica soprattutto ai suoi colleghi dell'Udc. E' una "guerra" aperta nella maggioranza risiana.
La nota dell’ufficio regionale, lungi dal poter essere considerata una “bocciatura” del PCC (come strumentalmente e falsamente riportato dall’UDC o da altre forze di opposizione), non fa altro che chiarire concetti già conosciuti e recepiti da questa amm.ne nella stessa delibera di adozione del PCC.
Ed infatti tale adozione parte della Giunta è avvenuto nel rispetto della normativa regionale, ed il potere/dovere di esaminare le pratiche e la immediata operatività dell’Amm.ne nell’attività concessoria (nel rispetto delle prescrizioni del PRC) sono già stati confermati dal Consiglio di Stato.
Sicchè l’aver specificato nella delibera di G.C. che il “PCC è immediatamente operativo” (frase che ha sollecitato l’attenzione dell’ufficio regionale) nulla aggiunge di più a quanto in realtà è già possibile fare.
Questa Amm.ne si è però anche adeguata a quanto da tempo stabilito dal TAR Lecce (cosa che invece l’ufficio regionale nella nota in questione ha volutamente ignorato), e cioè: “ … in assenza del PCC, i Comuni possono ugualmente prevedere le aree concedibili in fedele applicazione del PRC… mediante un’attività provvedimentale avente il contenuto minimo necessario, indipendentemente dal nomen iuris utilizzato. Tale soluzione comporta un corretto bilanciamento degli interessi in gioco, ossia quello comunale ad effettuare la pianificazione del territorio e quello privato… mediante la salvaguardia della programmazione comunale e l’assicurazione di una equilibrata composizione fra interessi pubblici e privati…”.
E questa amm.ne si è anche uniformata alla recente ordinanza n. 39/015 con cui il TAR Lecce, nelriconoscere legittimità e valenza alla delibera della G.C. di Gallipoli n. 40/14, ha confermato la possibilità per la P.A. di stabilire criteri e indirizzi da utilizzare nell’attività concessoria attraverso atti formalmente adottati. Cosa che il Comune di Nardò ha puntualmente fatto nell’atto di “programmazione contenente i criteri e gli indirizzi da utilizzare nell’attività concessoria”, laddove si sono stabiliti criteri e indirizzi in base ai quali verranno esaminate le pratiche, nel rispetto delle prescrizioni contenute nel PRC, e delle ulteriori limitazioni introdotte con le NTA e con la zonizzazione allegati al PCC adottato, così come peraltro consentito dallo stesso PRC.
Criteri e indirizzi, immediatamente operativi in forza dell’orientamento del TAR, con cui si sono individuate aree concedibili in misura percentuale inferiore a quel 40% (della costa utile) previsto dalla regione, si è contenuto il numero degli stabilimenti e si sono salvaguardati i siti già interessati dalla balneazione spontanea, si è preservata la bellezza del paesaggio e assicurata la vivibilità
del territorio, si sono tutelati gli interessi degli stessi imprenditori.
Ma pare che tali argomenti all’Ufficio Regionale non interessino!
Forse l’UDC, che continua a scrivere sull’argomento con disarmante superficialità e ignoranza (ovviamente nel senso di mancanza di conoscenza), più che chiedere lumi al Sindaco, dovrebbe preoccuparsi di non metterlo in continuo imbarazzo col suo operato (dai soldi spesi per gli uccelli impagliati a quelli elargiti a palestre e scuole di danza, dal bando per la gestione di porto selvaggio che si è dovuto ritirare in tutta fretta, alla proposta di un PCC che trasformava la nostra scogliera in un grande tavolato).
Sarebbe di certo più utile al paese.