Cronaca

Faccia a faccia con il ladro: succede in via Ferri, di fronte al liceo. Ma c'è un identikit

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NARDO' - La genetica “frega” il topo d’appartamento ma la persona presa di mira, qualche giorno fa in una quartiere residenziale della città, si può dire fortunata perché si è trovata “faccia a faccia” con il delinquente.

Recrudescenza di fenomeni di microcriminalità in città e l’episodio ne è la prova, perché è avvenuto davvero ad un orario assurdo: le dieci del mattino.
A quell’ora, infatti, in un signorile appartamento di via Ferri, praticamente di fronte al liceo scientifico e psicopedagogico, una professoressa si stava preparando per uscire da casa e aveva già preparato borsa e cappotto. Ad un certo punto, però, ha sentito un frastuono provenire dalle camere dalle camere da letto. Come se fosse caduto un oggetto in metallo per terra.
La donna, una signora di mezz’età, è corsa per verificare e si è trovato, praticamente di fronte, un giovane alto e magro, con in mano un “piede di porco” alto un metro. Poteva finire in tragedia. Il giovane, all’apparenza un venticinquenne, viene preso alla sprovvista dalla reazione della docente che ha incominciato ad urlare tremendamente, tanto da attirare l’attenzione dei vicini di casa che sono accorsi.
Intanto l'uomo si è dato alla fuga lì da dove era entrato: una tapparella sul retro del villino, un infisso affacciato su un terrazzino laterale/posteriore rispetto all’ingresso della casa. Quello che aveva scardinato con l’attrezzo da scasso facendo anche tanto rumore.
Il ladro, dunque, è scappato a piedi attraversando un giardino retrostante ma quell’incontro resterà scolpito negli occhi della donna che ha fornito un identikit perfetto agli investigatori – gli uomini del locale commissariato giunti sul posto poco dopo – tanto da ricordare che il giovane indossava una felpa calata sul capo ed anche un paio di occhiali da vista colorati. Ma, soprattutto, non ha potuto dimenticare quella barra di ferro alta un metro che brandiva.
Cosa può essere successo? Che cosa c’entra la genetica? E’ probabile che il malvivente abbia tenuto d’occhio la famiglia durante le prime ore della mattinata e si sia accorto che la donna usciva da casa.
Che non era “quella” che è rimasta in casa ma la sorella, assolutamente rassomigliante. Le due, infatti, sono conviventi per cui l’uomo potrebbe aver pensato, vedendo uscire la prima, di avere la via libera per introdursi nell’appartamento. Invece, e per fortuna, gli è andata male ed ora è aperta la “caccia” nei suoi confronti da parte delle forze dell’ordine.
Assolutamente preoccupante, al di là dell’essere un fenomeno che resta attuale (nei giorni scorsi si è registrato un inseguimento per un tentato furto nei confronti di un giovane incappucciato nella zona terminale di via Generale Cantore) il fatto che il tentativo sia stato portato in pieno giorno ed in una zona residenziale densamente abitata.