NARDO' - "La decisione della Giunta comunale di Nardò di intitolare una via cittadina al giovanissimo martire del M.S.I. di Milano, vigliaccamente assassinato da criminali politici di Potere Operaio, pone un'altra pietra miliare sul cammino della pacificazione nazionale".
Da tempo la nostra Città opera scelte senza pregiudizi ideologici sia in materia di toponomastica quanto in quella culturale. Certo, va dato atto a chi nel tempo ha richiesto e perorato la causa ma va dato altrettanto atto a chi, pur con visioni politiche differenti, ha fatto una scelta scevra da contrapposizione.
Nardò ha già arterie cittadine intitolate a personaggi di destra, così come ne ha di centro e di sinistra.
Negli ultimi 20 anni la presenza in commissione toponomastica di tutte le parti ha permesso una revisione intelligente della storia d'Italia.
La Città che consegneremo alle nuove generazioni deve essere la Città di tutti, ora mi auguro che altre pubbliche istituzioni facciano lo stesso percorso di civiltà cancellando dall'oblio storico tanti momenti della vita nazionale tenuti nascosti o peggio negati.
Le vittime innocenti sono sempre vittime al di là del credo politico.
Nardò ha fatto un passo avanti e Sergio Ramelli non verrà mai più vilipeso e dimenticato.
Giuseppe Fracella