Cronaca

Nardò nel cono d'ombra dei guai giudiziari della CPL-Concordia

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NARDO' - La notizia degli arresti di alcuni dirigenti della società con sede a Concordia sulla Secchia potrebbe allontanare la possibilità di vedere la luce in fondo al tunnel dopo mesi di infruttuosa attesa. L'intervento della Procura di Napoli e dei carabinieri di mezza Italia rischia di lasciare in sospeso il bando da 13 milioni di euro per la gestione della pubblica illuminazione del territorio neritino.

Nei mesi scorsi, la ditta che si è aggiudicata il bando per l'efficientamento energetico di Nardò è finita sotto i riflettori delle cronache nazionali per alcune dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia di rilievo. L'ex-boss del clan dei Casalesi Antonio Iovine, in una delle prime testimonianze rilasciate ai Pm della direzione distrettuale antimafia di Napoli, avrebbe tirato fuori proprio la Cpl Concordia. Il nome sarebbe spuntato il 20 maggio 2014, nel corso di un lungo interrogatorio davanti al sostituto procuratore Antonio Ardituro. A fare da sfondo i rapporti tra le cosche e gli imprenditori. Un fulmine a ciel sereno ha colpito la società con sede nel modenese. I vertici della multi-utility hanno subito respinto le accuse evidenziando la trasparenza che ha caratterizzato i grandi cantieri in terra campana. Dietro l'insegna CPL-Concordia, presente a livello internazionale, ci sono 1.800 addetti, 70 società controllate collegate in tutto il mondo e un fatturato consolidato di 461 milioni nel 2014. Che fine farà, adesso, l'incarico affidato dal comune di Nardò alla multi-utility modenese? Si individuerà un nome dalla graduatoria stilata dalla commissione oppure si procederà con altre soluzioni?