NARDO' - L'esercito dei combattenti del batterio killer potrebbe arruolare nelle prossime ore altri bio-tecnologi con una lunga esperienza di lotta alle batteriosi di mezza Italia. Mercoledì pomeriggio l'incontro-chiave tra comune di Nardò, rappresentanti della società di ricerca e Coldiretti. Si tratta dei tecnici di una ditta di Verona che può vantare nel suo palmares risultati importanti contro il "colpo di fuoco", autentico flagello dei pereti, e contro la "Psa", il tristo mietitore dei kiwi di ogni latitudine. Una speranza in più per gli oliveti del Salento, ormai alle prese con la mannaia dentata del "piano Silletti".
Il direttore provinciale Gianpiero Marotta, presente all'incontro insieme al responsabile di zona Claudio Pano, ha raccolto al volo l'offerta di collaborazione promettendo di farsi promotore di un incontro con i vertici delle università pugliesi che studiano Xylella. L'obiettivo è quello di allargare la squadra che è scesa in campo per fronteggiare il famelico batterio. Unire le forze, condividere le conoscenze, trovare le risposte per gli agricoltori.
A fare gli onori di casa ed a promuovere l'incontro c'erano Michele Muci, consigliere comunale e Flavio Maglio, assessore all'Agricoltura. Presenti in aula e tra i promotori dell'incontro anche l'ex-assessore regionale Enzo Russo e Luigi Marsella. Occhi e orecchie puntate su Matteo Arzenton della società veronese che ha spiegato ai presenti come "le batteriosi si possono prendere per le corna. Dopo le soddisfacenti esperienze su pero e actinidia (kiwi, ndr), vorremmo sperimentare i nostri prodotti sulle piante di olivo colpite da xylella fastidiosa". Due le fasi di intervento previste dal tecnico: "Si tratta di prodotti totalmente biocompatibili che inducono la pianta ad una maggiore resistenza. Il primo trattamento, il principale, avviene per inoculo radicale. Il secondo, invece, attraverso la normale irrorazione della chioma per respingere i vettori e gli insetti dannosi. In entrambi i casi non ci sono rischi per l'ambiente, le persone e gli animali. Zero residui".
Arzenton e Valente arrivano a Nardò dopo un primo fallimentare approccio con la Regione Puglia. Nel novembre del 2013, a pochi mesi dalla scoperta di Xylella, dopo quasi quattro ore di attesa nei corridoi degli uffici regionali, la loro proposta di collaborazione non è stata nemmeno ascoltata. "Una cosa del genere – commenta Marotta di Coldiretti – non permetteremo che si ripeta. I nostri obiettivi primari sono il rispetto dell'ambiente e la tutela delle aziende agricole. Spesso si sottovaluta un aspetto, ovvero quello del riflesso che avrà Xylella sul Salento. Adesso chi ne paga le conseguenze peggiori è l'agricoltura ma in futuro un territorio stravolto e senza ulivi colpirà altri settori come ad esempio il turismo". In sostanza si corre. Adesso non c'è più un minuto da perdere e la loro proposta è sul banco di ricercatori in attesa di passare (o meno) in azione. La decisione arriverà nelle prossime ore.