NARDÒ - Destra e Sinistra, a volte, sono come mani che si cercano per un segno di "pace". Uno di questi esempi arriva dalla proposta di Gianluca Fedele, presidente del movimento politico di destra "Andare Oltre". Il giovane arredatore, attivo in politica, nel sociale nonché nelle materie umanistiche, ha chiesto all'Amministrazione comunale di "onorare degnamente" il partigiano neritino Giuseppe Carrino, dedicandogli un monumento.
La proposta, dopo il timbro del protocollo, è stata affidata ai social network, consuetudine ormai radicata nel mondo della politica (anche cittadina). Ampio ed esteso il consenso ottenuto, tra giovani di destra e sinistra. L'unica voce fuori dal coro arriva proprio dall'interno del movimento "Andare Oltre". Graziano De Tuglie, pilastro del movimento con radici nel Msi, non sembra condividere il segnale di distensione e pubblica una frase sibillina che lascia poco spazio alla coincidenza: "Penso che tra qualche anno per invocare una pacificazione generazionale salterà su qualcuno a proporre una bella medaglia agli assassini di Sergio Ramelli". Proprio al giovanissimo iscritto al Fronte della Gioventù ucciso a colpi di chiave inglese dai militanti di estrema sinistra, ricordiamo, l'attuale Amministrazione comunale di Nardò ha dedicato una via raccogliendo l'approvazione di un altro ex missino ed ex amministratore cittadino, Giuseppe Fracella.
Eppure, le motivazioni di Gianluca Fedele (foto a lato), sembrano limpide e cristalline: "In nome di una pacificazione nazionale che accomuni in un'unica pietà i morti di un periodo oscuro della nostra storia e come monito alle generazioni future affinché simili fatti non debbano più accadere, chiedo che venga assegnata una idonea e più dignitosa collocazione funeraria per il partigiano Giuseppe Carrino, nato a Nardò nel 1923 e ucciso in una imboscata nazista nel 1944". Le spoglie del patriota, inizialmente deposte nel cimitero di Feletto (in provincia di Torino) assieme a quelle di Michele Cena e Giovanni Battista Castelletto, deceduti nello stesso attentato, attualmente trovano riposo presso il cimitero di Nardò all'interno di una cappella privata e per lo stesso ossario sono in prossimità di scadenza gli oneri di sepoltura ai quali sino ad aggi hanno contribuito i familiari più prossimi. "Auspico - spiega e conclude Fedele - che per un così illustre concittadino, sacrificatosi per sentimenti nazionalistici nell'adempimento dell'opera di liberazione, venga individuato presto uno spazio più adeguato e confacente rispetto all'attuale. Se non altro per ciò che appunto il militare rappresenta all'interno della nostra comunità".