NARDO' - La signora Anna torna alla carica con una replica che le è dovuta dopo le critiche che le son piovute addosso in seguito alla sua prima lettera. Non demorde, anzi rilancia, dimostrando che i lettori della portella del cuore sono agguerriti e pensanti. Non male in un periodo in cui il pensiero (definiamolo così) passa solo attraverso manifestazioni aforismatiche sui social network. Due le osservazioni: sovrannaturale l'ipotesi che possa essere il portale ad innescare le discussioni. Ma, si sa, la dietrologia è uno sport nazionale per molti italiani. Anche il discorso della lettera di Moggio, sostanzialmente anonima, fa un po' acqua: se le argomentazioni sono valide e stimolanti chiunque può scrivere a portadiMare e verrà pubblicato senza censure. La sorpresa è che anche Peter Moggio ci riscrive e fa riferimento, anch'egli, alla lettera di Serena Marchese. Pubblichiamo, dunque, tutto in questo lancio (sia Moggio che Anna) perché ci sembra, così, di chiudere il cerchio su questo argomento. La cosa buona, per certo, è che abbiamo tre lettori in gamba ed incazzati, che resistono e che non si rassegnano. E che, di fatto, combattono tutti per la stessa causa insieme con noi.
MOGGIO
Direttore, le scrivo perché ho letto le righe della sig.ra Serena Marchese e vorrei attraverso la redazione fare i miei complimenti alla signora. Con eleganza e ironia ha saputo centrare esattamente il punto.
Grazie Serena, sapere che a Nardò esiste una persona come lei che vede le cose come le vedo io e non risponde con le solite baggianate da piccole nature del tipo "resta a casa tua che qui stiamo bene così", "qui abbiamo il sole tutto l'anno", "noi facciamo i bagni fino a novembre", "sono i turisti quelli che sporcano" e altre amenità, è un sollievo.
Domani mattina quando troverò il solito sacco lasciato sul marciapiede o fuori dalla scuola di mia figlia vedrò le solite macchine parcheggiate in maniera ignorante e i soliti ragazzini gettare a terra volantini, cartacce e bottigliette vuote come hanno ben imparato a fare dai loro genitori, saprò che in quel momento in un altro angolo di Nardò ci sarà un'altra persona (o magari più di una) che osserverà una scena simile è avrà un'incredibile voglia di spaccare il c... a qualcuno. Non perché è del nord, non perché è razzista, non perché odia i neretini o i meridionali, ma perché è convinto di avere il diritto di vivere e di fare crescere i propri figli nella civilità e nell'educazione.
Quando mi chiedono da dove vengo, io rispondo semplicemente che sono italiano e questo dovrebbe bastare. Anche se abito al sud ho il diritto di vivere come qualsiasi altro cittadino del nord. Forse chi non paga le tasse la pensa diversamente, ma io pago fino all'ultimo euro e non mi rassegno alle vostre brutture. Se per pura sfiga dovessi continuare a vivere a Nardò per altri cent'anni non diventerò mai indolente e menefreghista come la maggior parte di voi, ma sarò sempre incazzato e pronto a insultarvi quando ve lo meritate. Con questo vi saluto e chiudo le comunicazioni. Ringrazio PortadiMare per l'ospitalità.
ANNA
Il Signor Moggio, a quanto sembra, è sempre on line, pronto a rispondere, mah!!!
In effetti già ieri avevo avuto l’impressione si trattasse di un nome improbabile o comunque a dir poco “sospetto”. Secondo il mio intuito dietro questo lettore si potrebbe nascondere un provocatore, oppure, ancora più probabile, qualche attivista dello staff dello stesso portale che pubblica le lettere.
Lo scopo? Provocare, far nascere discussioni, cercare di attirare l’attenzione su alcuni problemi che affliggono la nostra città. Vorrei chiarire che io trovo giuste molte delle osservazioni fatte nella prima lettera dal Sig. Moggio, non approvo e mi sembra eccessivo il tono che è stato utilizzato e le parole troppo aspre e forti.
Non volevo dare tutte le colpe ai turisti, per carità, proprio io poi… volevo precisare che alcune “disattenzioni” nei confronti del nostro territorio sono anche per mano dei turisti, non soltanto dei neretini, prova ne è il fatto che in estate questi fenomeni aumentano. Noto che avete pubblicato anche una lettera di una lettrice/collaboratrice alla quale vorrei rispondere.
Prima di tutto io ho detto resta a casa tua ad una persona che ci ha definiti maleducati, cafoni, incivili (per quello che mi sembra di leggere dalla lettera si riferisce a tutti); ha definito Nardò un paese di merda; inoltre, come se non bastasse, anche cloaca a cielo aperto. Allora ho pensato che se facciamo tanto schifo e siamo gente che abita in un paese di merda, il caro Moggio se ne stesse a casa sua. Che bisogno c’è, poi, di nascondersi dietro uno pseudonimo: io e la Signora Marchese abbiamo firmato la nostra lettera, perché il caro lettore Moggio non lo fa? Questo ci aiuterebbe a capire le sue origini, anche per poter dare la possibilità a noi di giudicare.
Ribadisco inoltre che io sono consapevole del fatto che noi neretini non siamo perfetti, che dobbiamo cambiare, migliorare, essere più attenti e amare di più il nostro territorio ma credo che alcune parole e alcune definizioni siano troppo forti e soprattutto non riferibili a tutti. Poi è da apprezzare l’intervento del Signor Moggio nel momento in cui serve a sensibilizzare chi legge, a far riflettere, a proporre iniziative, non serve se offende e denigra un paese e tutti i suoi abitanti.
Ci sarà pure qualcuno che si comporta bene, che non lascia rifiuti in giro, che non getta via i volantini delle pubblicità. Penso che oltre a scrivere tutte le cose sbagliate che facciamo, dovremmo scrivere lettere anche quando qualcuno fa qualcosa di buono, quando notiamo dei comportamenti corretti… poi i maleducati ci sono dappertutto.
Se l’intervento del Signor Moggio aveva lo scopo di sensibilizzare e di suscitare indignazione allora è apprezzabile (forse anche di più in quanto si tratta di un forestiero), però la prossima volta vorrei fossero usati termini diversi, non credo che tutti meritiamo di essere definiti in quel modo.
Io, nel mio piccolo (senza fette di salame sugli occhi, anche perché sinceramente è un peccato coprirli), cercherò di essere più attenta e di intervenire quando sarà necessario per correggere i tanti comportamenti sbagliati che avrò modo di notare. Da qualche parte bisogna incominicare, allora incomincio da me.
Saluti
Anna