NARDO' - Provoca per primo Siciliano, l'assessore Natalizio si risente e risponde, il consigliere provinciale si fa difendere dagli "avvocati".
PRIMO ROUND
Dalla stampa ed in particolare dalla gazzetta del mezzogiorno si apprende che, ormai quasi certamente, nella condotta sottomarina di Sant’Isidoro saranno convogliati i reflui di Porto Cesareo. Per quanto è dato da sapere, l’amministrazione comunale di Nardò nonostante verbali di commissione, delibere di Consiglio e di giunta, contrarie al progetto AQP-REGIONE, sembrerebbe avere cambiato atteggiamento e posizione rispetto alla volontà espressa negli atti del recente passato.
Invito pubblicamente il Sindaco e la Giunta a riportare l’argomento alla discussione della competente commissione e del Consiglio per giungere a determinazioni chiarificatrici sul cambiato atteggiamento dell’Amministrazione, nei confronti del suddetto progetto.
Gli unici a prendere posizione sino ad oggi sono stati il sottoscritto, nella veste di consigliere provinciale, Città Nuova ed il Prof. Graziano de Tuglie presidente della consulta per l’ambiente. Si sono perse del tutto le tracce del Comitato notub e del signor Cosimo Natalizio, a suo tempo tra i più accaniti osteggiatori del progetto.
Cosimo Natalizio il quale oggi da assessore, dopo aver ottenuto una comoda e remunerativa poltrona, ha non è più ostile avendo dimenticato le tante criticità che, invece, i cittadini di Nardò continuano quotidianamente a registrare. (Giovanni Siciliano)
SECONDO ROUND
La "morbosa" attenzione del Consigliere Provinciale Giovanni Siciliano nei miei confronti, sulla questione della condotta sottomarina, mi costringe nuovamente a chiarire ai cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, come stanno effettivamente le cose sull'argomento, e non si tratta certo un cambio di rotta legato ad una comoda poltrona da assessore ben remunerata (460€).
Siciliano è bravo a parlare alla "pancia della gente" ma farebbe bene a documentarsi meglio almeno sulle questioni importanti che riguardano il territorio.
Tutti sanno che il Consigliere Provinciale Giovanni Siciliano, quando è stato dato il parere favorevole della Provincia sul progetto iniziale sulla condotta (quello da tutti contestato), ricopriva addirittura la carica (quella si ben remunerata) di vicepresidente della Commissione ambiente... evidentemente era un po' distratto o pensava a tessere altre tele lasciandosi sfuggire questioni riguardanti Nardò e il suo territorio.
Eppure oggi ha ancora il coraggio di dar voce alle chiacchiere... Probabilmente sarà l'eccitazione del periodo elettorale e la voglia di Siciliano di "misurarsi" in termini elettorali, ma sappiamo tutti che il risultato del "suo" candidato Sergio Blasi, sarà da attribuire soprattutto ad Antonio Tiene e Antonio Cavallo, anche se il "nostro" come al solito gioirà ad alta voce e più di tutti... ma tant'è...
Ritornando alla problematica della condotta sottomarina, occorre innanzitutto precisare che una volta saltati i tavoli tecnici presso la Regione Puglia - tenuti tra la stessa Regione, Autorità Idrica Pugliese, AQP, il Comune di Porto Cesareo e il Comune di Nardò - il Ministero dell'Ambiente ha avocato a se le competenze sulla questione, in quanto non si è arrivati ad una soluzione condivisa che evitasse lo scarico dei reflui a mare (scelta, quest'ultima, portata avanti dal Comune di Nardò anche su indicazione degli ambientalisti).
Il primo tavolo tecnico convocato presso il Ministero, che ha visto la partecipazione degli stessi Enti sopracitati, è servito soprattutto per esporre ai funzionari del Ministero e ai suoi consulenti esperti, le "ragioni" di Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e AQP da una parte, e Comune di Nardò dall'altra (come del resto si evince dai verbali redatti e inviati dallo stesso Ministero, di cui è stata data diffusione mezzo stampa).
Il Ministero, dopo aver approfondito le due posizioni, ha convocato un nuovo tavolo tecnico in cui sostanzialmente ha definito inammissibili dal punto di vista tecnico e normativo le soluzioni alternative allo scarico a mare (considerato dagli esperti del Ministero dell'Ambiente la migliore soluzione percorribile dal punto di vista ambientale), e annunciando l'inevitabile commissariamento qualora non fosse stato raggiunto, in tempi brevi, un accordo tra le parti.
Commissariamento che avrebbe significato, in poche parole, dare il via al progetto dell'AQP, sostanzialmente così come proposto inizialmente, adottando minime modifiche.
Alla luce di questo, il Comune di Nardò ha successivamente preso parte agli incontri con Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e AQP, per definire una bozza condivisa di protocollo d'intesa che fosse migliorativa rispetto a quella in precedenza proposta dagli stessi Enti.
Tutto questo è stato fatto per poter consentire al Consiglio Comunale di assumere le necessarie decisioni, tenendo conto di quanto emerso dagli incontri al Ministero e da quelli successivi presso la Regione.
Molto sinteticamente il protocollo prevede:
- il riuso in agricoltura, attraverso la rete idrica del Consorzio di Bonifica dell'Arneo, dei reflui depurati attraverso il potenziamento del depuratore di Nardò, con un importo di lavori previsti per 3.500.000€;
- il potenziamento del depuratore di Porto Cesareo rispetto alle attuali previsioni progettuali, per altri 1.500.000 di Euro, per consentire il riuso dei reflui depurati in agricoltura attraverso i domini dell'ARIF (Agenzia Regionale delle Opere Irrigue e Forestali);
- lo spostamento della condotta terrestre di collettamento dei reflui provenienti da Porto Cesareo, dall'attuale previsione progettuale che prevede il passaggio dal sito SIC della Palude del Capitano andrebbe sulla strada che da Porto Cesareo porta al Villaggio Resta;
- la realizzazione dell'infrastruttura portante della fogna nelle marine (dal completamento di Santa Maria, fino a Torre Squillace, passando da Santa Caterina e S. Isidoro) per le zone già servite da rete idrica, per un importo di 8.000.000 di Euro disponibili nell'immediato, con previsione di ulteriori investimenti nel medio e lungo periodo;
- completamento urgente di opere idriche e fognarie nell'abitato di Nardò per un importo di 820.000€.
Questo, oltre ad altri aspetti come il monitoraggio costante della qualità delle acque depurate, ulteriori studi meteo marini, ed altro ancora, oltre all'eliminazione del divieto di balneazione che attualmente interessa centinaia di metri della fascia costiera di Torre Inserraglio, a causa dello scarico a mare in battigia, dei reflui provenienti dal depuratore di Nardò.
Insomma, dopo che il Comune di Nardò ha fatto di tutto (e lo si evince dalle risultanze dei tavoli tecnici Regionali prima e Ministeriali poi), per difendere proposte alternative allo scarico a mare, ora il Consiglio Comunale deve scegliere, alla luce di quanto emerso nelle riunioni Ministeriali, se subire il Commissariamento da parte del Ministero in base al Decreto "Sblocca Italia" o ratificare le condizioni contenute nel protocollo d'intesa che, in ogni caso, riteniamo essere di gran lunga migliorative rispetto al tanto contestato progetto iniziale dell'AQP.
Oltre alla importante infrastruttura fognaria, infatti, si andrebbe a migliorare l'attuale situazione di scarico a mare dei nostri reflui che oggi avviene sottocosta. (Mino Natalizio)
TERZO ROUND
Forse sarebbe stato più opportuno apostrofare la attenzioni del Consigliere Provinciale Giovanni Siciliano, circa il progetto della condotta sottomarina, "fastidiose" piuttosto che "morbose", come da lei riportato. Rimaniamo sorpresi dal suo modo di non rispondere alle sollecitazioni di Siciliano, volte ad ottenere qualche giustificazione in merito al suo improvviso "cambio di rotta", che da accanito sostenitore della fito depurazione, la vede oggi convinto che la migliore soluzione sia lo sbocco dei reflui fognari nel mare antistante Torre Inserraglio.
Ed allora, avendo sortito soltanto ingiustificate critiche alla persona di Giovanni Siciliano e personalissime, quanto gratuite, analisi su quelli che saranno i consensi che otterrà Sergio Blasi dall'elettorato di Nardò, siamo portati a pensare che forse il cambio di rotta dell'assessore Natalizio sulla condotta sottomarina e sul totale appiattimento sull'azione Politica ed Amministrativa di questa Amministrazione Comunale sia dovuto a 'venti del nord'. Magari baresi, per essere più precisi; tuttavia si sa, la metereologia non è una scienza esatta...
Ad ogni buon conto, noi che voteremo Sergio Blasi, non ci stiamo certo chiedendo, né pretendiamo, di poter prevedere se i consensi che riceverà il candidato Abaterusso saranno frutto dell'impegno profuso da chi lo sostiene e cioè dagli assessori De Pace e Natalizio, dal Sindaco Risi, dai Consiglieri Piccione, Parisi, Maccagnano, Coppola, dal segretario cittadino del PD Giuri, da larga parte del direttivo dello stesso Partito, da alcuni di questi o da tutti insieme.
Sergio Blasi per certo, riceverà a Nardò i consensi degli elettori che ha incontrato con il consigliere Tiene, con il consigliere Cavallo e nei partecipatissimi incontri organizzati da Città Nuova. Ma la guerra dei numeri, caro Natalizio, non ci appartiene. Siamo abituati a sostenere uomini che praticano la buona Politica e si impegnano concretamente, e non a parole, per la tutela e lo sviluppo di questo territorio.
La Segretaria di Città Nuova
Ornella Polo
Il Presidente di Città Nuova
Alessandro My
QUARTO ROUND
Siciliano è il solito "furbacchione". Invece di decidere luogo e data dell'incontro per un confronto pubblico con il sottoscritto sulla questione della gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo cede la replica, in questa stucchevole diatriba, a due amici che stimo e ai quali, per questo, replicherò pacatamente.
Ho più volte specificato che non c'è stato nessun dietrofront del sottoscritto nei confronti del progetto iniziale dell'AQP tanto da averlo ostacolato personalmente in tutti i tavoli di confronto regionali e ministeriali (basta leggere i relativi verbali ufficiali che posso mettere a disposizione di chiunque lo voglia).
Il problema è che il Ministero ha definito inammissibili dal punto di vista tecnico e normativo le soluzioni alternative allo scarico a mare (considerato dagli esperti del Ministero dell'Ambiente la migliore soluzione percorribile dal punto di vista ambientale) avanzate dal Comune di Nardò, e annunciando l'inevitabile commissariamento qualora non fosse stato raggiunto, in tempi brevi, un accordo tra le parti (Regione, AQP, Comune, AIP).
Commissariamento che avrebbe significato, in poche parole, dare il via al progetto dell'AQP, sostanzialmente così come proposto inizialmente, adottando minime modifiche.
Per questo si è addivenuti alla stesura di un protocollo d'intesa che porterà ad investimenti nel territorio di Nardò per oltre 12.500.000 di euro per migliorare la gestione del sistema fognario e idrico che, tra l'altro, porterebbe a migliorare sensibilmente l'attuale situazione di scarico a mare dei nostri reflui che, non lo scordiamo, oggi avviene sottocosta.
Insomma, anche se non abbiamo ottenuto il massimo, la battaglia contro il progetto iniziale di AQP (sostenuto dalla Regione) ha comunque portato a dei risultati importanti.
Concludo dando ragione ai miei amici Alessandro (con cui ho condiviso una bella esperienza nel CdA dell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo e di Nardò e che per questo dovrebbe conoscere la mia sensibilità sulle tematiche ambientali) e Ornella, sul fatto di essermi "infastidito" dagli attacchi di Siciliano. Del resto, come avrei potuto non farlo quando a parlare è chi, come lui, ha rivestito il ruolo di vice presidente della commissione ambiente della Provincia, quando la stessa dava parere favorevole al contestato progetto iniziale dell'AQP (per fortuna oggi notevolmente migliorato) sulla gestione dei reflui di Nardò e Porto Cesareo?
Mino Natalizio