Cronaca

Drivers costretti ad inseguire: il dramma dei lavoratori

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NARDO' - Daniela Campobasso, Nidil Lecce: “figli di un dio minore, dimenticati da tutti”.

Una platea numerosa di lavoratori "drivers" della ditta NTC di Nardò , in regime di somministrazione da oltre dieci anni, stanchi di uno stato sedimentato di precarietà, intendono stigmatizzare quanto segue.

Assistiti dal Nidil Cgil di Lecce, questi lavoratori hanno fatto richiesta esplicita di un incontro presso Confindustria Lecce alla presenza anche delle omologhe categorie di Cisl e Uil, tenutosi in data 9 dicembre 2014, per cercare di addivenire finalmente a una soluzione bonaria rispetto a eventuali stabilizzazioni dei lavoratori interessati, considerato anche che non vi sarebbe un principio di equità nella distribuzione del lavoro e si tenderebbe a privilegiare nuovi ingressi in luogo di figure che, invece, gravitano intorno all'azienda attraverso le A.p.l. (agenzie per il lavoro) ormai da troppo tempo. Durante il su citato incontro, l'azienda, rappresentata dai suoi manager locali, ha chiaramente evidenziato la non disponibilità a ragionare in tal senso. Il Sindacato, in nome e per conto dei suoi assistiti, ha inoltrato richiesta di convocazione presso l'Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Puglia e alla Task Force regionale, quale ente direttamente interessato in qualità di sottoscrittore di un Contratto di programma con l'azienda in data 2008.

All'incontro, svoltosi il 19 marzo 2015, presieduto dal dirigente Regione Dr. Recchia, reiteratamente l'azienda, nella persona del Dr. Nobile, ha prospettato la programmazione per i prossimi 20 anni nella quale non risulta traccia delle stabilizzazioni richieste.

Non soddisfatti, i lavoratori, anche forti di un impegno da parte della Regione a interessare direttamente il management tedesco (Porsche), hanno atteso finora fiduciosi il nuovo incontro teso a definire la volontà di raggiungere un'intesa che badi alla salvaguardia occupazionale e allo sviluppo dell'azienda e del territorio, atteso che la stessa azienda, nei mesi precedenti, ha più volte occupato le prime pagine dei giornali locali con declamazioni di investimenti per svariate migliaia di euro.

Qual è la ricaduta occupazionale in un territorio già tristemente sconvolto dalla fuoriuscita di lavoratori dai settori produttivi? Ci saremmo aspettati maggiore attenzione da una sensibilità come quella della Regione Puglia, che dovrebbe essere vicina a queste tematiche. Invece, a oggi, i lavoratori somministrati della NTC di Nardò sono ancora figli di un Dio minore e dimenticati anche dalle promesse.

Chiediamo, quindi, un intervento urgente dei soggetti preposti al fine di districare un’annosa vertenza che rischia di minare un lavoro potenzialmente importante e prospettico che, se intelligentemente gestito e governato, potrebbe solo contribuire a riconvertire un tessuto industriale depauperato. Tutti i soggetti devono sentire il carico di questa responsabilità e lavorare sinergicamente per un obiettivo di crescita e di sviluppo.

Daniela Campobasso - Segr. generale Nidil Cgil Lecce