PORTO CESAREO - Ma se tutti facessimo così? Una struttura abusiva ricadente in un’area definita ad elevato valore ambientale per la presenza di una duna con ginepro, habitat prioritario tutelato dalle leggi comunitarie, nazionali e regionali è stata sequestrata a Punta Prosciutto, marina di Porto Cesareo. Il proprietario è stato denunciato per abusivismo e danneggiamento di bene naturale.

Il sequestro è giunto a conclusione di un’operazione congiunta condotta da carabinieri, militari dell’Ufficio marittimo e comando dei vigili urbani che hanno accertato l'abusiva realizzazione di una scala in muratura di nove metri sita interamente sul cordone dunale e parte ricadente sul demanio marittimo e la recinzione di un appezzamento di terreno con paletti in legno interrati nella sabbia e cavo metallico.
La zona ionica da Torre Uluzzo fino ai confini con la provincia di Taranto era caratterizzata, nei secoli passati, da una altissima barriera dunale di straordinaria bellezza poi devastata dalla pressione antropica e dall’edilizia scriteriata. E non è solo bellezza: la duna protegge dall’erosione costiera, è parte dell’ecosistema e del paesaggio.
Ora il cordone dunale è protetto come si fa con i panda ma restano davvero pochi esemplari che vengono costantemente messi in pericolo da sbancamenti scriteriati, da abusivismo e anche dai “ladri di sabbia” che con il materiale rubato alle dune effettuano il ripascimento di spiagge private. Anni fa la gestione dell’Area marina protetta da parte del presidente Rocco Durante ottenne un finanziamento per “mettere a dimora” ex novo nuove dune da “coltivare”.