NARDO' - Sono state assegnate nelle scorse ore le tanto ambite "5 vele" di Legambiente. Una specie di pagella annuale, simile al giudizio rilasciato in campo economico dalle agenzie di rating.
Per il secondo anno consecutivo la città di Nardò viene declassata e Le vengono assegnate solo le "4 vele". In Puglia, infatti, figurano col "massimo dei voti" solo le località di Polignano a Mare e le salentine Otranto e Melendugno (località dove esiste uno degli impianti di affinamento all'avanguardia in Europa) .
Nardò dal 2013 non figura quindi nel novero delle 16 principali località balneari italiane. Uno smacco strettamente connesso al progetto di condotta a mare che questa amministrazione sta portando avanti come un caterpillar barattando il nostro mare e il nostro territorio con la fogna nelle marine e altre aberranti royalties.
E così davanti ad una costa che si appresta ad essere privatizzata e parcellizzata piegando il territorio alle esigenze elettorali imminenti con stabilimenti a pioggia (30 per 22 km di costa) e ad un mare che sarà presto collettore dei reflui fognari di Porto Cesareo, Legambiente ci relega in seconda fascia con probabile futuro ulteriore declassamento se gli scempi ambientali della giunta Risi dovessero essere confermati. Dato che non verrà peraltro raggiunto il termoclino è facile immaginare che l'area sottoposta al divieto di balneazione potrebbe triplicarsi o quadruplicarsi.
Un campanello d'allarme che non può lasciare indifferente un territorio che i nostri grigi amministratori descrivono a "vocazione turistica" salvo dare il benestare a qualsiasi disastro ambientale gli si presenti davanti (Mega-Discarica d'amianto Rei, docet).
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Graziano De Tuglie
Presidente Consulta Ambiente