NARDO' - Ho appreso dell’interessante iniziativa, realizzata grazie ai fondi del “Sac Arneo – Costa dei Ginepri”, per mezzo dei quali è stato istallato, all’interno dell’area parcheggio del Lungomare di S. Caterina di Nardò, un teatro tenda di notevoli dimensioni e in grado di ospitare oltre 500 persone.

Scopo dell’iniziativa, stando a quanto riferito alla stampa dall’Assessore alla Cultura e alle Politiche Comunitarie del Comune di Nardò Mino Natalizio, attraverso una quattro giorni di eventi, è quello di creare le condizioni per “un percorso che mira a promuovere i nodi attrattivi del territorio per fini culturali e turistici”.
Incredibile costatare che tali finalità coincidano esattamente con quanto è previsto dallo Statuto delle Pro Loco iscritte all’Albo Nazionale delle Pro Loco d’Italia, veri e propri presidi territoriali volti alla salvaguardia e allo sviluppo turistico, sociale ed economico proprio degli stessi territori. E data la coincidenza di finalità, ancora più incomprensibile appare ai dirigenti delle Pro Loco delle marina di Nardò la totale assenza di comunicazione tra le Istituzioni e le Associazioni interessate.
Per di più va sottolineato che, per iniziativa del Consigliere Provinciale Giovanni Siciliano, qualche settimana fa, primo caso in tutta Italia, alla presenza del Sindaco Marcello Risi e dei Presidenti Wanna de Giorgi per la Pro Loco S. Isidoro, Daniela Dell’Anna per la Pro Loco di S. Maria al Bagno, Antonio Parente per la Pro Loco Boncore ed Antonio Inguscio per la Pro Loco S. Caterina e portavoce dei citati scriventi, si è svolta una riunione con lo scopo di raccordare le iniziative di promozione, superando le frammentazioni e stimolando un impegno il più possibile condiviso.
Le Marine di Nardò sono n simbolo di una storia condivisa, di Comunità che hanno eletto – e continuano ad eleggere – quei luoghi di riferimento, di identità, di evocazione. Speriamo quindi, che il disguido di comunicazione verificatosi nell’occasione della attività in calendario in questi giorni a S. Caterina non abbia più a ripetersi, questo rappresenterebbe, a nostro avviso, un inspiegabile spreco di risorse sia umane che economiche, che se meglio impegnate diverrebbero certamente recupero della Memoria dei luoghi da offrire ai visitatori in quella relazione che avviene nei contesti dell’incontro, espressione, siamo convinti, più evidente della vita di una Comunità.
Antonio Inguscio (A nome anche delle pro loco delle marine di Nardò)